“Fiore, Neve e Stelle”, a Salerno splendono le Luci d’Artista

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Impreziosita dalle luminarie, Salerno si prepara a risplendere di nuova luce. “Fiori, neve e stelle” è il tema dell’edizione 2019/2020 che da stasera accenderà l’entusiasmo e lo stupore in salernitani e turisti.

La tradizione delle Luci d’Artista, nata nel 2006 sulla scia dell’analogo evento di Torino, è oggi un richiamo forte per i visitatori di tutta Italia, uno degli eventi più gettonati della stagione invernale. Alle 17, nella villa Comunale, si darà il via al suggestivo percorso composto da 40 chilometri di cavi e circa cinque milioni di lampadine led a basso consumo energetico.

Nella Villa Comunale i bambini avranno a pochi centimetri dal proprio naso animali di ogni specie. Uno zoo luminoso, un’Arca di Noè che insegna che il futuro del mondo passa attraverso una serena convivenza tra l’uomo ed ogni creatura vivente a cominciare da un gigantesco elefante luminoso alto 8 metri.

Le Tradizioni della Costa d’Amalfi sono il tema ispiratore creato in Piazza S. Agostino tra il Lungomare cittadino e la Cattedrale dell’anno Mille. Piazza Flavio Gioia diventa una Foresta Dorata. Un albero maestoso con i rami si estendono per tutta l’area della piazza creano un vero e proprio cielo luminoso.

Sul lungomare, i pinguini; a Santa Teresa, Moonlight l’opera realizzata da Luca Pannoli. Alberi di Neve in Corso Garibaldi e Cascate di luce in Corso Vittorio Emanuele accendono di magia i principali corsi cittadini lasciando tutti con il naso all’insù. Onde marine e fiori tropicali, costellazioni e pianeti, giocolieri ed orsetti volanti, sculture di luce e renne punteggiano le strade e le piazze di tutta Salerno.

Tra i vicoli del Centro storico, il mosaico costruito con fondi di bottiglie di plastica recuperati. In via Santa Margherita e via Amendola c’è il Cyrcus e poi La Natività sulla Chiesa di San Pietro in Camerellis; l’Annunciazione sulla Chiesa del Sacro Cuore. Il mito in via Pietro del Pezzo.

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17 COMMENTI

  1. Franceschiello fu il primo manipolatore delle masse lazzare, teorizzò prima, e applicò poi, che per controllare il popolino ci vogliono festa, farina e forca. Noi ci siamo fermati a alla festa, forse c’è ancora farina, la forca vera ce la siamo risparmiata, quella mediatica, però, va in onda ogni venerdì.

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