Maltempo, l’esperto a il Giornale: “Fenomeni meteorologici sempre più forti”

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Nei prossimi anni i fenomeni meteorologici diventeranno sempre più forti. E quello che sta succedendo in questi giorni nel nostro Paese, in particolare a Venezia, è solo un avvertimento di quello che ci attende più avanti. Lo scrive Andrea Pegoraro su il Giornale.it

Il concetto viene espresso da Antonello Pasini, fisico del clima del Consiglio nazionale delle ricerche.

In un’intervista al Messaggero, Pasini conferma che l’autunno è una stagione piovosa “ma stiamo assistendo ai primi segnali di ciò che i nostri modelli indicano per il futuro. Ovvero un’intensificazione dei fenomeni meteorologici”.

Il professore spiega che il record di acqua alta a Venezia è dovuto a vari fattori. In primo luogo bisogna considerare l’abbassamento della terra e l’innalzamento del livello del mare, che si è attestato intorno ai dieci centimetri negli ultimi cinquant’anni.

In secondo luogo, il fisico afferma che ci sono i venti di scirocco che soffiano lungo il mare Adriatico. Questi venti indirizzano l’acqua da sud verso il golfo di Trieste e di Venezia. Pasini sottolinea che “tali afflussi sciroccali sono più numerosi perché sono aumentate le circolazioni dal sud, basti considerare la frequenza in estate degli anticicloni africani, e si è espansa la circolazione equatoriale e tropicale verso nord. Ciò – prosegue – è dovuto al fatto che è salita la temperatura del pianeta per colpa dell’uomo”.

Il climatologo precisa che novembre è un mese più piovoso di altri e così è stato anche in passato. In questo periodo è invece aumentata l’energia della pioggia perché ne arriva molta in poco tempo oppure per un intervallo di tempo più lungo.

Casini spiega che i fenomeni attuali sono dovuti anche al fatto che il nostro Paese è circondato da mari sempre più caldi e soffre di una maggiore forza nell’atmosfera. E aggiunge che l’atmosfera “non è dotata di libero arbitrio, bensì segue le leggi della termodinamica e scarica con impeto il surplus di energia con precipitazioni violente e venti forti”.

Pasini si fa portavoce degli scienziati e afferma che il mondo scientifico è preoccupato. Nonostante gli studiosi abbiano scritto vari rapporti a livello internazionale su questi temi, le persone e i politici sono poco o per nulla interessati alla materia. Secondo il fisico, questo comportamento potrebbe essere associato a interessi economici ma anche a visioni del mondo “che non vogliono accettare l’evidenza che le azioni umane possano perturbare il corso della natura”.

Fonte IlGiornale.it

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