I pensierini scacciapensieri per le feste (di Cosimo Risi)

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H come Hong Kong. L’onda lunga del colonialismo britannico incrocia l’onda corta della dominazione cinese. La Repubblica Popolare vorrebbe normalizzare l’anomalia di Hong Kong e risarcire la separazione di Taiwan. La strategia di Pechino si scontra con la volontà delle popolazioni, quella di Hong Kong è così tenace da tenere in scacco le autorità da mesi. I resistenti contano sull’appoggio americano. La capacità di durare dipende dagli umori del Presidente Trump e dal diagramma del suo rapporto con il Presidente Xi Jinping.

J come Johnson. La scapigliatura è il tratto che si ricorda di Boris Johnson, sul resto nulla letteralmente da dire. Il suo affannarsi a dimostrare l’indimostrabile, e cioè che Brexit serve ai sudditi di Sua Maestà, sarebbe pure ammirevole se non fosse vacuo.

N come nazione. Il nazionalismo nasce dal concetto di nazione che esaspera fino al protezionismo economico ed alla belligeranza. Se tutti siamo nazionalisti (sovranisti) finiremo per scontrarci con quelli che la pensano come noi e perseguono interessi contrari. Il nazionalismo sovranista predica la pace per preparare la guerra. Si colloca all’opposto del detto latino “si vis pacem para bellum”. I nostri sovranisti si sono fermati a scuola prima di studiare il latino.

O come Obama. Barack Obama appare ingrigito nella bella chioma e rugoso nel bel volto. Sprizza ancora fascino ovunque vada. Ora fa campagna per le presidenziali senza potersi candidare. Indica ai Democratici di situarsi al centro dello schieramento. Il solo evocare la parola socialismo spaventa gli elettori.

P come politica europea. Sul punto bisogna intendersi: la politica europea si colloca a metà strada fra la politica estera e la politica interna. Della prima ha il rapporto fra gli stati che continuano a scambiarsi le missioni diplomatiche, della seconda ha l’influenza diretta sui cittadini. L’Italia è uno stato membro fondatore e partecipa, più che pro quota, all’elaborazione della politica europea. Le storture sono addebitabili anch’esse più che pro quota alla nostra azione a Bruxelles. Al Consiglio mandiamo negoziatori poco capaci o non li muniamo di istruzioni. Il Ministro ha la facoltà di rimuovere il diplomatico inefficace, il contrario non si può.

R come Raggi. Prendersela con Virginia Raggi è poco galante, soprattutto è inutile. A tre anni di mandato la capitale vivacchia nella zona grigia del Disservizio. Cambiano le abitudini culinarie.  In hostaria la coda alla vaccinara lascia il posto al ragù di cinghiale. Lungo la Via Cassia si tengono le battute di caccia all’animale. Dalla carreggiata alla casseruola: quando si dice mangiare a chilometro zero.

S come Salerno. Le luci d’artista sono una bella trovata per riempire la città nella stagione morta con falangi di visitatori, beatamente noncuranti dei rifiuti del giorno dopo e delle macchine una sopra all’altra. Nei giorni festivi i residenti del centro devono calcolare gli orari di uscita e entrata. Si consiglia il ricorso alla sirena antiaerea per scandire i tempi. Sbagli di mezzora e resti all’addiaccio tutta notte, a meno di  parcheggiare nei pressi del cimitero, il solo luogo rischiarato dai lumini.

T come Transit gloria mundi. I movimentisti che avrebbero dovuto movimentare la scena politica hanno inaugurato il movimento verso il precipizio, la rapidità della discesa è pari alla fluidità delle promesse. Si consideravano i marziani della res publica,  hanno il merito di avere semplificato l’azione di governo facendo a meno del Ministro degli Esteri (copyright: Gianrico Carofiglio).

V come von der Leyen. La Commissione europea prende il via  un mese dopo il previsto. Speriamo che il ritardo colpisca solo l’esordio e non la prosecuzione del mandato. Molto, forse troppo, ci aspettiamo da Ursula von der Leyen. Sarà perché è tedesca, popolare, bionda, elegante, laureata, madre, poliglotta. E’ il campione del vivaio. Il procuratore, in questo caso  Angela Merkel, ne magnifica le doti per spuntare un ottimo ingaggio. Ora che l’ingaggio è firmato,  la prestazione sia degna.

Z come Zingaretti. A sentire Nicola Zingaretti aspettiamo che esclami “Montalbano sono!” e si comporti di conseguenza. Non accade, al suo entourage mancano Augello e Fazio, non Catarella.

di Cosimo Risi

 

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