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La lotteria dei rigori costa caro alla Campolongo Hospital Roller Salerno che, nella prima gara del concentramento per la semifinale B della Coppa Italia di serie B, viene eliminata dall’Hockey Valdagno (3-2 il risultato finale). Non basta una grandissima prova ai ragazzi allenati da Massimo Giudice e Alfonso Rotolo per proseguire il cammino nella manifestazione tricolore.

Sulla pista del PalaDirceu di Eboli – la società salernitana si è aggiudicata l’organizzazione dell’evento – le due squadre si sono affrontate a viso aperto, regalando spettacolo al pubblico presente.

Nella prima frazione il Valdagno ha approfittato di uno dei pochi errori della Roller Salerno e a tre minuti dalla sirena ha sbloccato il risultato con Fracaro. La formazione cara al patron Gianfranco Camisa, presente al fianco della squadra, non si è disunita, e nella ripresa ha agguantato il pari con un rigore di Esposito. Nemmeno il tempo di esultare, però, che il Valdagno si è riportato nuovamente avanti con Fracaro che ha regalato il 2-1 ai veneti. Sotto di una rete, ci ha pensato ancora una volta Esposito su rigore a timbrare il cartellino. Sul 2-2 la Ch Roller Salerno ha avuto l’occasione per chiudere i conti ma un palo clamoroso ha negato la gioia del gol a Di Concilio.

 

Il risultato, dopo i tempi regolamentari, è rimasto inchiodato sul 2-2 anche nei due tempi supplementari da cinque minuti. È servita, dunque, la lotteria dei rigori per decretare la vincitrice tra l’Hockey Valdagno e la Campolongo Hospital Roller Salerno. I tiri dal dischetto hanno premiato i veneti che, ancora una volta con Fracaro, hanno trovato il gol decisivo. I salernitani, invece, hanno trovato sulla propria strada Massimo Cunegatti, portiere campione del mondo e pezzo di storia dell’hockey su pista, che ha abbassato la saracinesca, regalando la vittoria al Valdagno. «È stata una bella partita – il commento del responsabile dell’area tecnica, Massimo Giudice -, forse meritavamo qualcosa in più nei tempi regolamentari e nei supplementari. Ai rigori ci siamo trovati contro quel portiere, un monumento dell’hockey italiano, e non era semplice far gol. Ci tenevamo ad andare avanti e arrivare in finale. Per come abbiamo condotto le gare ce lo meritavamo, ma giocare bene non è bastato per superare un Valdagno per organizzato e che aveva tra i pali un gran portiere».

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