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Il futuro della tecnica (di Angelo Giubileo)

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In un articolo sul futuro della politica che verrà, l’ex ambasciatore e oggi notista Sergio Romano scrive: “Molto di ciò che ha contribuito negli scorsi decenni al malessere della democrazia rappresentativa è dovuto alle nuove tecnologie. Gli algoritmi hanno drammaticamente accorciato le distanze che separano Paesi e continenti”.
Così detto, è evidente che non si capisce la ragione per cui Romano giudichi la tecnica un male, magari necessario, ma comunque un male. L’unica ragione, dal suo punto di vista, è rappresentata dall’arretramento per così dire della politica nelle diverse forme di democrazia rappresentativa di fronte all’avanzata sul campo della storia delle nuove tecnologie.
Nel corso dell’ultima metà del secolo trascorso, la politica ha progressivamente ceduto il passo alla tecnica ed è senz’altro un bene che “le distanze che separano Paesi e continenti” si siano, come di fatto accade, accorciate. Questo, ripeto, è stato ed è senz’altro un bene.
Piuttosto, compete ancora alla mia e alle generazioni future fare in modo che questo bene sia conservato, aumentato e ampliato …
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