Sorseggiando un succo di frutta con Renzo Piano nel New York Times Building

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Io, la città, e la musica: bellissimo! Di più… se la città è New York.

Riprendo a camminare lungo la Broadway. Quando la via incrocia la 9th Ave sono all’angolo di “Lincoln Center for the Performing Arts”, un altro posto magico della grande Mela.

È un’enorme spazio dedicato alla musica, alla danza e al teatro. È sede di una dozzina di istituzioni, tra cui la spettacolare Metropolitan Opera, il Lincoln Center Theatre, la New York Philharmonic.

Sempre qui la New York Public Library ha aperto una sezione dedicata alla danza, alla musica e al teatro con un’infinità di documenti: libri, dischi in vinile, cassette, Cd, video, partiture… Attratto, giro tra gli edifici, poi riprendo il cammino verso il nord di Manhattan. Sono ormai nell’Upper West Side, sul mio fianco destro scorre la Columbia University.

Decido di addentrarmi nel villaggio e passeggio lentamente tra le sue vie. Sapore di Storia. Qui hanno insegnato Franklin Roosevelt, Barack Obama, numerosi premi Nobel tra cui Enrico Fermi, scrittori come Jack Kerouac; mi ritorna in mente “On the road” il romanzo che mi sarebbe piaciuto scrivere. L’edificio più attraente è sicuramente la splendida biblioteca Low Memorial Library, ma non posso visitarla, devo continuare lungo la strada.

Di fronte alla Columbia University, al lato opposto della Broadway, c’è l’edificio del Barnard College, che oggi fa parte della stessa università. Nacque alla fine del 1800 come college femminile; all’epoca e fino al 1983, le donne non erano ammesse alla Columbia. Poco più a nord ecco il “Palazzo della luce” di Renzo Piano. Siamo nel quartier di Manhattanville e qui sta nascendo, commissionato proprio dalla Columbia University, un nuovo campus che faccia colloquiare l’università con la città.

Allungo il passo, la strada da fare è ancora tanta. Quando cammini da solo o comunque sei solo i pensieri si accavallano… Mentre cerco di ricordare le altre opere di Renzo Piano che ho visitato a New York, mi ritornano in mente temi professionali. Con il gruppo di ricerca del “Progetto VIP” si sta discutendo molto sul ruolo dei succhi di frutta nella dieta.

Se infatti è indiscussa la centralità di frutta fresca e verdura non solo nella dieta Mediterranea, ma in generale in una dieta corretta e idonea a promuovere lo stato di salute, più complesso è il ruolo della frutta trasformata, come nel caso dei succhi; ad essi è riconosciuto un ridotto valore nutrizionale per il minor contenuto di fibra, la parziale perdita di micronutrienti e componenti bioattivi e la maggiore densità calorica, determinata da una più grande concentrazione di zuccheri semplici.

Ritorno a Renzo Piano. Mi ha affascinato la Morgan Library. È costituita da una serie di edifici di stili differenti, all’interno dei quali l’architetto italiano, a contatto con le strutture preesistenti, ha inserito in maniera delicata sempre e solo vetro. Per le altre parti ha usato l’acciaio. Il risultato è un contenitore pieno di una bellissima luce diffusa. Domina un grande ambiente centrale che dà l’idea di una piazza sulla quale, a doppia altezza, si distribuiscono habitat più piccoli e raccolti. A livello ipogeo c’è l’auditorium, curato in ogni particolare.

Nei pressi di Times Square, sulla Eight Avenue, si eleva il New York Times Building. Nella hall si ha la sensazione di staccarsi dal caos della città e di entrare in una nuova dimensione. L’atrio, pensato come una sorta di filtro tra l’esterno e l’interno dell’edificio, è spazio pubblico e accoglie uno splendido giardino con sei betulle. Mentre provo a ricordarlo in ogni particolare immagino Renzo Piano intento a sorseggiare un succo, mi siedo accanto a lui, chiedo una spremuta d’arancia.

La Società Italiana di Nutrizione Umana, in un documento di Consensus ha concluso che il consumo di succhi di frutta sia ammissibile: 1) in alternativa ad altre bevande zuccherate; 2) in quantità limitate e non come prevalente sostitutivo dell’apporto di frutta; 3) in associazione all’apporto raccomandato di fibra alimentare da verdura, cereali integrali, legumi e frutta fresca, nell’ambito di un’alimentazione quotidiana varia; 4) in associazione a un consumo adeguato di acqua; 5) mai in aggiunta a bevande zuccherate di tipo diverso; 6) mai su base regolare nella prima infanzia con biberon.

La terza opera di Piano che ho visitato a New York è il Whitney Museum, nei pressi dell’Highline. Il museo dell’arte americana è costituito da una spina centrale in cemento che ospita tutti i macchinari e gli ascensori, e che congiunge la parte nord dell’edificio, dedicata agli uffici, e quella a sud che accoglie le gallerie espositive. Come sempre il luogo è strettamente connesso con la città ma, al tempo stesso, raccolto e separato da essa.

Continuo a camminare a passo svelto, ora sono veramente stanco, ma intravedo il Broadway Bridge, non manca molto. Tra poco mi assalirà la più semplice delle emozioni, quella di aver colto un obiettivo; già assaporo il momento in cui ci sarà il contatto con quel punto geografico che ho coperto con il dito sull’atlante, sarà un momento di intensa soddisfazione come l’ambizione  di stringere un giorno il pugno intorno al mondo, origine e fine delle mie speculazioni.

di Vincenzo Capuano

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