Auguri per l’anno bisestile (di Cosimo Risi)

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“Vedi caro amico cosa si deve inventare / per poter riderci sopra / per continuare a sperare…”. L’anno che verrà di Lucio Dalla ha compiuto quaranta anni nel 2019. Fu scritta nel tormento del caso Moro, i sacchi di sabbia erano disposti non alle finestre ma al casello dell’autostrada Roma – Napoli, con i militari di leva accovacciati dietro alla mitragliatrice puntata verso le auto.

Aria da golpe annunciato, pochi anni prima quello in Cile contro il Presidente Salvador Allende aveva impressionato gli italiani e spinto il Segretario del Partito Comunista a formulare il compromesso storico. La democrazia appariva fragile, quasi condannata a frantumarsi sotto l’urto del terrorismo.

Nel 1980 Dalla sforna Futura, la canzone della speranza proiettata nell’avvenire. Una bimba dal nome così impegnativo mette letteralmente paura. Il verbo “sfornare” è scelto di proposito. In epoca che non aveva gli chef a protagonisti televisivi, il cantautore dettava la linea con l’immaginazione dell’artista.

L’anno bisestile si accompagna ai giochi di parola che fanno presagire guai. Eppure è l’anno delle Olimpiadi e degli Europei di calcio. La Nazionale si presenta con qualche chance dopo gli insuccessi degli ultimi tempi. E’ giusto augurarle di farcela. Niente come i risultati calcistici fanno riscoprire il senso della nazione, della Patria se la parola non fosse abusata dalla propaganda sovranista.

Nell’anno in corso l’Italia deve stabilire come collocarsi sulla scena internazionale. Sembra bizzarro occuparsi di questo tema quando ben altri sarebbero i problemi domestici. Apro una parentesi. Massimo Troisi fu intervistato da Gianni Minà dopo il primo scudetto del Napoli. Rispose che lo scudetto non risolve i problemi di Napoli: ma perché gli scudetti della Juventus risolvono i problemi di Torino?

Avevamo due parametri che parevano immutabili: Unione europea e NATO. Erano quelli del multilateralismo diplomatico quali delineati nella Costituzione: la cessione di parte della sovranità nazionale necessaria a farci stare dentro le organizzazioni internazionali di riferimento.

L’avvento del sovranismo al gorgonzola e alla amatriciana ha messo in discussione quei parametri. L’attenzione verso la Russia, con il corteo di intrighi che sempre accompagna la pista di Mosca. La via della seta con quel “non detto” che caratterizza le cineserie, belle da vedere quanto poco comprensibili alla naïveté occidentale.

Il Presidente Trump, specie se rieletto in novembre, mette di suo il tratto dell’imprevedibilità che rende difficile la vita agli alleati. Come seguire una guida turistica che cambia itinerario di continuo?

Petizioni quali “l’Europa sì ma non questa”  finiscono per generare equivoci. Come se l’Italia, da sola o in compagnia di improbabili partner come il Gruppo di Visegrad, potesse avviare la palingenesi del sistema ignorando la trama delle alleanze fondamentali.

Le alleanze fondamentali passano per Berlino e Parigi. E Madrid se, come pare, si istallerà un governo stabile a guida Sanchez.

La Germania è la grande incognita, quanto e più della Francia. Sta per finire l’era Merkel, la nuova non ha ancora un nome certo né un assetto preciso. Le convulsioni della SPD, in cerca di una missione al pari delle sinistre europee, può gettare lo scompiglio e fare tramontare la Grosse Koalition al Bundestag e anche al Parlamento europeo.

La Cancelliera precorre i tempi con il discorso di fine anno all’insegna della crisi climatica. Un’alleanza coi Verdi all’orizzonte? Il programma di Ursula von der Leyen, altra cristiano-democratica, ha il New Green Deal a stella polare.

Il clima è il discrimine del nostro prossimo futuro. Sempre che, con Dalla, un futuro vogliamo avere.

di Cosimo Risi

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1 COMMENTO

  1. Condivido pienamente l’analisi e le preoccupazioni. L’Unione Europea e Nato sono i nostri unici riferimenti affidabili anche se per alcuni versi in antitesi. Credo che dovremo imparare a camminare con le nostre gambe come d’altro canto più volte ripetuto sia da Trump che da Obama. E’ ora di finirla con politiche interne contraddittorie che fanno un passo avanti uno di lato e due indietro per poi passare la mano al successivo gruppo politico che ricomincia il macabro balletto sulla pelle degli Italiani e dei nostri giovani in particolare. Ognuno dovrà fare al meglio il proprio dovere con tolleranza zero verso gli esponenti politici che hanno dato prova di inaffidabilità con strategie lesive degli interessi degli Italiani.

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