Il Fisco vuol sapere quando il commerciante va in ferie: è polemica

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Il fisco vuole sapere anche quando sei malato o in ferie. E non puoi sfuggirgli. Il commercio, inteso come libera impresa, in Italia, è morto. È il grande fratello a deciderlo. Lo scrive Il Giornale.it in un articolo a firma di Michele Di Lollo

I poveri cittadini strozzati dalle tasse sono costretti a ubbidire. Ma a che prezzo? Lo scontrino elettronico, come previsto, è diventato obbligatorio per ogni commerciante.

Per gli esercizi commerciali con un volume d’affari superiore ai 400mila euro questo strumento si applica già dallo scorso luglio. Dal primo gennaio 2020 l’obbligo di emettere lo scontrino telematico riguarda tutti coloro che emettono ricevute fiscali. Insomma ancora più burocrazia per i micro imprenditori italiani.

A questo si aggiunge un altro affare: lo Stato vuole pretende di conoscere dall’esercente anche le chiusure settimanali e le ferie. Deve insomma pattuire con il potere pubblico quando decide di chiudere o più banalmente farsi una vacanza.

Deve comunicarlo obbligatoriamente e, se non lo fa, rischia una sanzione. Una multa che certifica la mancanza di libertà di un libero professionista in questo Paese affogato da uno Stato burocrate e dirigista. L’interruzione dell’attività, così come le altre decisioni, dovrebbero essere decise in piena libertà dal commerciante.

E invece il leviatano vuole sapere tutto. Anche quando decidi di stare a casa perché malato. È l’ultimo comandamento del grande occhio del Big Brother, così come raccontato da George Orwell nel capolavoro “1984”.

Ecco i fatti. Secondo il diktat del governo il commerciante dovrà gestire in maniera condivisa con l’agenzia delle entrate anche i casi di interruzione dell’attività. Vale a dire le ipotesi di chiusura settimanale, chiusura domenicale, ferie, chiusura per eventi eccezionali (esempio malattia, infortunio, ecc.), attività stagionale, qualsiasi altra ipotesi di interruzione della trasmissione (non causata da malfunzionamenti tecnici dell’apparecchio). Già perché ogni santa sera, anche quando si è chiusi, il registratore di cassa telematico, questo virus digitale, deve comunicare al fisco quanto accaduto durante la giornata.

In tali casi il registratore, alla prima trasmissione successiva (ovvero all’ultima trasmissione utile) deve provvedere all’elaborazione e all’invio di un unico file contenente la totalità dei dati (a importo zero) relativi al periodo di interruzione per i quali l’esercente non ha effettuato l’operazione di chiusura giornaliera.

I guai insomma per gli esercenti italiani sono tutt’altro che finiti. Si innesca un meccanismo per cui la libera professione diventerà direttamente gestita e controllata dai burocrati di palazzo e dai loro dipendenti. Ma i problemi non sono finiti per questi tartassati senza via d’uscita.

Così si ingessa il mercato. Si mettono sotto una maledetta lente i poveri contribuenti. Si disincentiva l’apertura dei negozi: si strozza l’economia. Lo Stato, intanto, si premura di comunicare pagine e pagine di regolamentazioni strampalate.

Ce n’è una per ogni stagione. Cosa si farà quindi se questa macchina infernale, se questo registratore elettronico dovesse rompersi? Anche qui l’agenzia delle entrate è chiara. Se il registratore non funziona, in caso di mancato o irregolare funzionamento, per qualsiasi motivo, il commerciante dovrà richiede tempestivamente l’intervento di un tecnico abilitato (rigorosamente a sue spese!).

Fino a quando non sia ripristinato il corretto funzionamento, provvederà all’annotazione dei dati dei corrispettivi su apposito registro da tenere in formato cartaceo o anche in modalità informatica (esempio: file excel).

Così si tratteggia un destino amaro per il nostro negoziante di fiducia. Straziato dal potere pubblico. Per i consumatori cambia poco o niente, mentre la questione è diversa per i proprietari di attività commerciali. Con il provvedimento il governo conta di incassare 1,2 miliardi di euro di mancato gettito. Tuttavia, non è ancora chiaro quando questa cifra entrerà nelle casse statali in quanto non è detto che tutti i commercianti adottino subito i nuovi strumenti richiesti.

Al momento, infatti, ci sono circa 1,6 milioni di apparecchi in circolazione, ma solo poco più di mezzo milione sarebbe adatto alla trasmissione di scontrini elettronici. Ci sarebbero quindi circa un milione di registratori ancora da sostituire o adeguare. Questi ribelli, questi eroi contemporanei, dovranno adeguarsi. Ma per loro, e per tutti noi, è già pronta la campana a morto.

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14 COMMENTI

  1. ridicolo, polizia fiscale, roba da dittatura, anzi credo che nessuna delle dittature era arrivata mai a tanto, né quelle di destra né di sinistra, ma forse mi sbaglio, qualcuna di esse forse ci era arrivata! siamo a cavallo. Intanto la nota casa automobilistica italiana, dopa aver preso miliardi dall’italia, è in un paradiso fiscale europeo a ttassazione meno della metà di quella italiana! poi gli evasori siamo noi cittadini per qualche centinaio di euro no?? p.s. non ho alcuna attività commerciale.

  2. Solita lagna da incapaci morti di fame, pidocchi cialtroni, ladri di galline. Se non siete in grado nemmeno di programmare un registratore per fargli comunicare in automatico i giorni di chiusura è GIUSTO che falliate, bisogna anzi aiutarvi a sparire.

  3. per il genio delle 15.49
    complimenti per la considerazione che hai di noi commercianti…. purtroppo non tutti i miei colleghi morti di fame (perchè lo stato cosi c ha ridotti) sono in grado di programmare un registratore di cassa vuoi perchè l’età pensionistica è salita e quindi la persona anziana che si ritrova catapultata a dover utilizzare un registratore di cassa telematico collegato alla wifi o tramite eth a inserire tramite tastiera o lettore scanner un codice fiscale lui sparirà…. e cmq già state aiutando a sparire anche a noi più giovani acquistando ogni cosa (perfino la spesa quotidiana) da internet ma non perchè si risparmia ma solo perchè state diventando sedentari e fraccomodi.

  4. benvenuto nel 2020, fesso. Se non sei in grado di gestire un’attività commerciale chiudi pure, e guarda a quanti gliene frega qualcosa.

  5. Fermi tutti. Il registratore elettronico trasmetterà automaticamente i giorni con corrispettivi zero appena l’attività viene riaperta. Lo stesso vale per le domeniche e per tutti i festivi. Prima di commentare a vuoto, informatevi.

  6. io non ti sto offendendo ma a questo punto devo darti dell’imbecille…..la mia attività la gestisco ottimamente siamo nel settore dal 1950, impresa familiare da 3 generazioni…. 4 punti vendita aperti e presto aprirò il quinto…. ma dato che non ci arrivi te lo spiego in semplici parole cercando di essere chiaro ed elementare in modo da farmi capire anche da te….
    per quanto riguarda il registratore telematico essendo una novità molte persone appartenenti alla generazione precedente alla mia avranno più difficoltà nella programmazione e nel funzionamento della cassa poichè per tanti anni hanno usato quella classica e non sono abituati a cambiamenti così drastici…. ma meritare di fallire perchè non si è in grado di programmare una funzione automatica che per te sarà semplice ma non per tutti lo è lo vedo esagerato….. dici che se noi chiudiamo non frega a nessuno… beh devo smentirti di nuovo…. potrai pure acquistare tutto da Amazon ma dovrai farlo a scatola chiusa non potendo più andare nei negozi a misurare… non avrai più assistenza su prodotti che si danneggiano…. non avrai più la sicurezza di ciò che acquisti (tracciabilità del prodotto), non avrai un confronto e un consiglio professionale da chi da tanti anni fa quel lavoro….
    Ma queste sono sciocchezze…. il problema maggiore si pone sul fatto che l’italia si basa al 70% sul commercio e lo stato tra tasse, inps contributi dipendenti e iva sta andando avanti….. chiudiamo noi fallisce l’italia….. anche perchè industrie non ce ne sono più sono andate tutte all’estero…

    ma forse a te nemmeno questo importa…..

  7. Risparmiami pure tutta la solfa, negli ultimi dieci anni hanno chiuso a migliaia, chi è finito per strada, chi si è suicidato, e come puoi ben vedere nessuno ha fatto una piega e l’Italia va avanti tranquillamente ed anzi la qualità e l’offerta dei servizi è aumentata a dismisura. Ed anche i contributi pagati.

    E se è Amazon a preoccuparti ho bruttissime notizie per te, quello che sta per arrivare da qui a qualche anno ti farà sembrare Amazon il tuo più caro amico.

  8. lo so che hanno chiuso in migliaia… ovviamente erano tutti incapaci vero? è questa la cosa più triste che nessuno se ne è importato…. hanno tutti continuato a farsi i c…. loro ed ecco dove siamo arrivati….
    A me amazon non fa paura… perchè io ho una cosa che loro non hanno… La professionalità! I veri clienti e per fortuna ne sono tanti possono spendere anche 10 euro in più ma usciranno sempre dal mio negozio soddisfatti per essere stati trattati come principi con sorriso gentilezza pazienza ed io sono soddisfatto perchè ho acquisito la loro fiducia.

    Non so tu cosa abbia contro i commercianti ma sappi che il commercio è difficile di questi tempi ma è pur sempre il cuore pulsante della nostra economia.

    DEtto questo ti saluto altrimenti come hai detto ti faccio la solfa

  9. Ognuno guarda al proprio orticello… Ebbene si, Amazon e l’e-commerce stanno continuando a rovinare un settore fiorente, che dava lavoro a tantissime persone e famiglie… Ma disgraziatamente oggi si preferisce acquistare on-line… E poi ci si lamenta della taglia, che l’acquisto non è adatto, che non è ciò che in realtà si voleva… E si, in Italia si chiude e si cerca altro, si va via… Questo è il destino… L’Italia senza più italiani…

  10. Ma che rottura di scatole! Tutti i mjestieri hanno difficoltà. In qualsiasi campo ci sono regole, cambiamenti, cose da apprendere. Ho cominciato alavorare con la calcolatrice che per fare una moltiplicazione fare un rumoreinfernale alzando e abbassando ingranaggi metallici;dopo oltre quaranta anni ho attraversato le calcolatrici elettroniche, i primi computer (grandi come scrivanie) e primi PC,le reti locali, internet, la telamatica diffusa. Ho cambiato metodo e cultura forse oltre 10 volte. Ma erail mio lavoro. Me la sono “piagata a libretto” e mi sono aggiornato. Con uno stipendio fisso e striminzito, tra bollette che aumentavano e stipendi che calavano! Ma non ho mai assistito ad un piagnisteo tale. Calmiamoci un po’. Il mondo non puè fermare il progresso solo perchè qualcuno è stancodi adeguarsi!

  11. mo secondo i due saputelli del caxxo 15.49 e 23.21 per fare due caffe e vendere due cornetti devo essere in gradi di programmare un computer, altrimenti il caffe non lo posso vendere. Che cretini, e poi chissà quale grande competenza informatica avranno loro, saranno esperti di pubblicazioni su instagram! basta con questa informatica in oogni luogo, e lo dice uno che ci lavora! la vita reale non sta dentro a un chip, fatevene una ragione. Questa pippa dell’elettronica nelle transazioni e della supposta lotta all’evasione è una compelta falsità, l’evasione vera avviene esattamente tramite circuiti ELETTRONICI E BANCARI, non tramite contante! e ricordiamo pure che la moneta contante è ASSOLUTAMENTE LEGALE, quindi smettetela di criminalizzzare chi la usa. Ii ladri veri agiscono con i vostri “sicuri” pagamenti elettronici, e le banche ringraziano: ad ogni vostra transazione guadagnano qualche euro, grazie ai fessi che credono a quella lotta all’evasione.
    Ah dimenticavo: le stesse banche, quell’euro che guadagnano sul vostro pantalone pagato online, lo portano tranquillamente all’estero, sempre tramite roba tracciabile!! l’economia del Paese va a rotoli e loro muovono soldi “elettronici” come gli pare! e poveri i fessi che continuano a crederci..

    13:26, non è progresso è regresso: saremo tutti in mano a una banca, senza alcun potere. Prima avevi moneta in mano, ora hai numeri in un pc, smettetela con questa storia del progresso, non lo è affatto, non per noi. I numeri sul pc della banca possono sparire in qualunque momento, e a te cosa resta?? te lo dico io: il tuo sogno di progresso.

  12. proprio così, anche per vendere il caffè nel 2020 devi sapere usare un programma, come noto e arcinoto da almeno 30 anni, e se i “poverini” non fossero gli stessi che per vedersi una partita tarocca sullo smartphone cacciano la fantascienza che manco Steve Jobs mi farebbero anche un pò pena.

    Se fossi a capo della banca centrale cambierei corso legale alla valuta ogni due settimane solo per costringerti a fare la fila per cambiarti le tue banconote ogni volta che mi scocca in testa, per dimostrarti quanto sei fesso.

    Ma in fondo non è necessario, le tue chiacchiere sono solo l’abbaiare di un cane e stanno a meno di zero. Abbiamo sempre più servizi elettronici e sempre di più ne avremo, e sempre meglio vivremo, chi non è un miserabile scimpanzè analfabeta ne comprende i vantaggi e si è adeguato già felicemente da anni, di tutti gli altri non sentiremo la minima mancanza. Soprattutto di quelli così stupidi e arroganti che pensavano di poter fermare il futuro.

  13. grazie agli stupidi illusi come l’anonimo 14:19 (meglio per lui, vista l’ignoranza è meglio che si nasconda) le banche faranno sempre piu affari e il cittadini saranno sempre più sudditi! grazie stupido! meglio un cane che uno come te, ha sicuramente più acume (cercati la parola)

  14. 14e19 è solo un poveraccio che ama giochicchiare col cellulare in mano pure per lo sciacquone delcesso, ormai ha il cervello all’ammasso, solo così si spiega il sostegno a un’affermazione da bar dello sport come quella del cambio della valuta ogni due settimane, perdipiù per il solo sfizio di vdere la gente soffrire, che cretino. un bambino viziato che gioca a fare l’adulto esperto di elettronica ma che ne evidentemente è pratico di partite di calcio taroccate e crede che la vita stia dentro a un cellulare e senza un pc non si vive. un utile idiota creato dal mondo moderno, un vero schiavo felice di esserlo.

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