Legambiente presenta dati su patrimonio edilizio condominiale

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Non solo le auto, gli sprechi, i consumi: responsabile dell’inquinamento atmosferico è anche il settore edilizio, che produce il 40% delle nostre emissioni climalteranti, e dove il 70% dei consumi energetici complessivi riguardano il fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento delle nostre case e molta energia viene dispersa in edifici che troppo spesso sono autentici colabrodo.

La denuncia arriva da Legambiente che ha presentato a Portici “Civico 5.0” la campagna nazionale sul patrimonio edilizio condominiale, nell’ambito del progetto “Air Heritage – Portici”, l’unica proposta italiana a vincere il III bando europeo “Azioni Urbane Innovative” UIA, frutto di una sinergia tra il Comune di Portici, Legambiente Campania, Arpac, Enea, il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”e Terraria srl.

Per ridurre i consumi energetici di riscaldamento e raffrescamento e garantire un miglior accesso ai servizi energetici delle famiglie, intervenire sul patrimonio edilizio esistente, pubblico e privato, è certamente l’unica strada percorribile.

Basti pensare che in Campania, in base all’ultimo censimento Istat sono presenti oltre un milione di edifici di cui 892 mila ad uso residenziale, di cui almeno 86% degli edifici è stato realizzato prima della Legge 10 del 1991, ovvero prima di qualsiasi normativa in tema di efficienza e in molti casi in pessimo stato di conservazione, un fenomeno che in Campania riguarda il 21,8% degli edifici che  risultano in mediocre o pessimo stato di conservazione.

La riqualificazione del patrimonio immobiliare risulta sicuramente un passo fondamentale per l’efficientamento energetico degli edifici, un percorso da accompagnare con la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili come pannelli solari, pompe di calore, caldaie a pellet, per soddisfare i fabbisogni energetici elettrici e termici.

Civico 5.0 è la campagna di Legambiente che ha come obiettivo quello di stimolare tutto il mondo che ruota intorno ai condomini a ripensare ad un nuovo modo di vivere in queste comunità.

A partire dall’applicazione di soluzioni che possono non solo ridurre i costi nel bilancio familiare, ma anche migliorare la qualità della vita dei cittadini, migliorando il comfort abitativo e contribuendo in modo importante alla lotta contro i cambiamenti climatici, contro l’inquinamento atmosferico, la riduzione di risorse importanti come l’acqua e il suolo. In questa sfida, parte del cambiamento importante dipende proprio dalle nostre scelte, spesso quotidiane, legate agli stili di vita.

“La qualità del nostro modo di consumare energia, soprattutto quella termica però, dipendono in larghissima parte dalla capacità, non solo economica, delle famiglie, amministrazioni, imprenditori di investire nel proprio patrimonio immobiliare. Per questa ragione – dichiara Francesca Ferro, direttrice Legambiente Campania-  parte fondamentale della campagna è quella che riguarda i monitoraggi, analisi termografiche, consumi elettrici, fumi caldaie, rumore, inquinamento indoor, con l’obiettivo di far toccare con mano ai soggetti coinvolti le criticità presenti all’interno dell’appartamento e nel condominio e stimolarli verso l’adozione di azioni che vadano verso una riqualificazione energetica.

Un percorso pensato per rendere le famiglie più consapevoli dei modi di consumare e sprecare energia, ma anche delle opportunità di intervento, con annessi vantaggi, rendendole sempre più protagoniste del cambiamento. “

Dopo il monitoraggio di alcuni appartamenti nella città di Napoli, il prossimo monitoraggio riguarderà la città di Portici dove, inizialmente,  saranno 5 i condomini oggetto del monitoraggio scientifico da parte dei  tecnici di Legambiente.

“La crisi climatica- commenta Katiuscia Eroe, responsabile nazionale Energia di  Legambiente-  è una drammatica emergenza. Per rispondere a questa emergenza è necessario mettere in campo azioni concrete in grado di ridurre drasticamente consumi energetici ed emissioni climalteranti entro il 2030, perché come ci dicono gli scienziati dell’Ipcc i prossimi dieci anni saranno decisivi per fermare l’aumento della temperatura del Pianeta entro 1,5/2 gradi.

Intervenire per rendere più efficiente il patrimonio edilizio consentirebbe non solo di realizzare obiettivi ambientali, ma anche di produrre importanti risparmi in bolletta, fino ad azzerare i costi, se associati alle fonti rinnovabili. E in case ben progettate e costruite,in ambienti più confortevoli e salubri,si vive meglio. Investire in questa direzione è una scelta che guarda anche al benessere delle famiglie, al welfare, perché le aiuta a ridurre le spese di bilancio familiare.

Un Paese come l’Italia avrebbe tutto l’interesse a scegliere questa strada perché da un lato, dispone di tutte le conoscenze, le tecnologie e le opportunità per affrontare ed investire in una nuova edilizia, e dall’altro ha tutti gli interessi nel far riprendere un settore che, negli ultimi anni, ha perso un notevole numero di posti di lavoro.”

Intervenire- commenta Legambiente- per efficientare un patrimonio, pubblico e privato, colabrodo, vorrebbe dire attuare una delle migliori politiche di welfare per le famiglie, oggi a costrette a sostenere una spesa media di circa 1.024 euro l’anno per soddisfare il fabbisogno di riscaldamento, raffrescamento e uso cucina, pari al 38% della spesa complessiva energetica, considerando anche la di voce spesa relativa carburanti. E pari al 66% della spesa energetica se consideriamo le spese di energia elettrica, riscaldamento, raffrescamento, acqua calda sanitaria e uso cucina.

Non solo, ma la maggior parte dei consumi del settore sono soddisfatti da gas metano, una fonte climalterante dalla quale è necessario sviluppare politiche sempre più forti non solo di riduzione dei consumi, ma anche di produzione di energia da tecnologie rinnovabili.

Anche per trovare soluzioni in grado di rendere l’energia elettrica e termica accessibile a tutti, e fornire quindi uno strumento concreto a quel 16,% di famiglie che vivono nel nostro Paese in condizioni di “precariato energetico”, un fenomeno che coinvolge oltre 9,4 milioni di individui, costretti a rinunciare a tutti o parte dei servizi energetici.

In Campania, dal 2014 al 2018, sono stati attivati investimenti per 391,3 milioni di euro pari ad un risparmio energetico di 111,7 GWh/anno. Gli interventi più richiesti, con oltre 26 mila interventi su 45 mila, sono stati quelli relativi alla sostituzione dei serramenti, pari al 58,3% del totale, portando un risparmio energetico annuo di 57,2 GWh.

Di numero certamente inferiore, seppur con migliori risultati in termini di riduzione dei consumi, sono quelli che hanno coinvolto isolamento di pareti verticali ed orizzontali con 2.800 interventi e una riduzione dei consumi di 17,4 GWh/a.

In Campania, dal 2014 al 2018, sono stati attivati investimenti per 391,3 milioni di euro pari ad un risparmio energetico di 111,7 GWh/anno. Gli interventi più richiesti, con oltre 26 mila interventi su 45 mila, sono stati quelli relativi alla sostituzione dei serramenti, pari al 58,3% del totale, portando un risparmio energetico annuo di 57,2 GWh.

Di numero certamente inferiore, seppur con migliori risultati in termini di riduzione dei consumi, sono quelli che hanno coinvolto isolamento di pareti verticali ed orizzontali con 2.800 interventi e una riduzione dei consumi di 17,4 GWh/a (fonte Enea)

Eppure oggi esistono importanti strumenti per famiglie e Amministrazioni per intervenire su appartamenti, case, condomini, scuole. La stabilità dell’Ecobonus e del Sismabonus, accompagnati dal Conto Termico, dalle altre detrazioni fiscali (anche precedenti) e dalle Cessione del Credito, pur presentando criticità, hanno infatti aperto le porte alla possibilità per i cittadini di poter programmare e intervenire su abitazioni, condomini, di ridurre i consumi, migliorando le prestazioni degli edifici e aumentando il valore degli immobili.

In termini di risparmio energetico assoluto, risparmiato attraverso gli interventi presi in esame da  Enea, la Provincia di Napoli è certamente quella che ottiene i migliori risultati, con una riduzione dei consumi di 7,2 Gwh/a, seguita da Salerno con 5,6 Gwh/a e da Avellino con 3,5 Gwh/a

Per quanto riguarda gli investimenti effettuati sono sempre le province di Napoli e Salerno, rispettivamente con 26,9 milioni di euro e 21,8 milioni di euro, a mostrare il maggiore impiego economico della regione per l’efficientamento energetico delle abitazioni. È interessante osservare come se, si valutano gli investimenti per abitante, la provincia di Avellino, con 24,9 euro per abitante, risulta essere la prima provincia in Campania in termini di spesa, seguita da Salerno con 19,8 euro/abitante e da Benevento con 16,6 euro/ab.

Numeri importanti per la Campania- conclude Legambiente- ma che mettono in evidenza un potenziale di lavoro tutto ancora da fare, ma anche come le risorse degli incentivi possano essere meglio direzionate in termini di interventi, premiando di più ad esempio di interventi con maggiore efficacia.

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