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L’ultimo romantico (di Claudio Tortora)

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Si è questo il grande equivoco che sta deprimendo il mondo dello sport. Con da una parte i virtuosi, gli innamorati dello sport, con la loro serietà, la loro dedizione, i loro sacrifici e con un unico scopo, quello di essere, leali, fieri, entusiasti e di competere con spirito libero e scevro da qualsiasi finzione. Dall’altro quelli che tramite lo sport, in modo affaristico, cercano di risolvere i problemi della loro vita.

Personaggi di mezzo, che sanno di non poter mai essere campioni, né dello sport, né della morale.

I furbetti del quartiere, che sanno suonare quelle sirene ammaliatrici, capaci di attirare nella loro rete, anche i veri campioni, distraendoli, per un momento dai loro nobili intenti e magari facendogli credere che i sacrifici  per i quali si stanno spendendo non sono ripagati degnamente, o che al termine di quel percorso, la vita che  dovranno vivere, non sarà tutta in discesa.

Quindi virtuosi e viziosi. Certamente non è un bel vedere, specialmente per chi sente , legge, assiste a queste cose e le subisce in modo violento e che deprimono, angosciano, deludono.

Sto parlando dell’unico offeso da tutto quanto sta accadendo. Il Tifoso! Quello che vive  il calcio, il ciclismo, il basket, l’atletica con un entusiasmo unico, che si è visto all’improvviso passare sotto gli occhi, l’arresto sul campo di giocatori come Paolo Rossi ed altri, nel  ciclismo  la tragica conclusione di Pantani, e nell’atletica leggera i vari casi di doping etc..

Grandi campioni che hanno esaltato le platee , all’improvviso svuotatesi malinconicamente, dietro la parola doping….. doping..

Come se questo non bastasse, ecco che arriva il calcio scommesse, le combine, le infiltrazioni malavitose nel calcio. Insomma sembra proprio di assistere, ad un sistematico abbattimento del mondo sport.

Ci tolgono anche questa via d’uscita, in questo mondo ormai pieno di storture

Ci privano di questo sentirsi ancora bambini e commuoversi e gioire o piangere per un calcio ad un pallone.

Penso ai  giovani prima di tutto, a cui hanno tolto il lavoro, la serenità, il domani, ma anche se permettete, alle persone mature a cui hanno tolto il passato, quello fatto dalle immagini di  campioni come Valentino Mazzola, Pelè, Sivori, Charles, Scirea, Riva e Rivera .

Ci sentiamo un po’ tutti come bambini ai quali è stato appena detto che la Befana non esiste e manco Babbo Natale.

Qui da noi, a Salerno ci avevano  tolto perfino  il Cavalluccio e la maglia Granata….a chi dovrà decidere come e quando restituire questo significato, mi permetto di dare un suggerimento.

Seguite tutto l’iter giudiziario, amministrativo, o se ci fosse anche commerciale, mercanteggiate e fate combine, ma non dimenticatevi di rispettare la sensibilità e la poesia di una fede, una delle poche ancora rimaste in piedi, quella del tifoso.

È certamente lui l’ultimo romantico.

Restituitegli i sogni

di Claudio Tortora

 

 

 

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