S’inventa 16 gravidanze per non lavorare mai: scoperta maxi truffa all’Inps

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail
4
Stampa
La protagonista di questa curiosa vicenda è una signora romana di 50 anni, che ha simulato nascite e aborti. Tutto questo sembra quasi surreale perché tra l’altro la donna avrebbe dichiarato di avere 4 figli che però esistono solo all’anagrafe. Si tratta quindi di neonati presenti nei registri ma che in realtà non sono mai venuti alla luce.

Come riporta Il Messaggero, già dal 2000 la signora non lavorava più nell’ufficio dove era stata assunta. A quanto pare, sembra che sulle sue gravidanze ci fosse sempre il pericolo dell’aborto, una condizione che la costringeva a stare a riposo fin dai primi mesi.

La donna era quindi obbligata a stare a casa ma in realtà l’unico impegno che rispettava era quello di riscuotere l’assegno mensile di maternità. Come detto, per moltissimi anni ha imbrogliato tutti ma poco tempo fa è stata scoperta dai carabinieri tutela del lavoro, che hanno smascherato la truffa. Ha intascato dall’Istituto di previdenza sociale una cifra di oltre 100 mila euro e non ha lavorato per 20 anni.

Quest’ultima è stata pianificata nei minimi particolari dalla signora. Stando alle indagini sembra che la cinquantenne sia stata l’unica ad aver ideato ed eseguito questo bluff. E così gli investigatori l’hanno identificata attraverso un lavoro di pedinamento. Le forze dell’ordine dovranno anche scoprire se ci sono state responsabilità da parte della burocrazia, ma quello che è certo è che la signora ha intascato una cifra ingente e si è potuta dedicare ad altre cose.

Inoltre, la donna è stata incastrata da numerose foto che la ritraggono al supermercato senza la pancia, quando invece avrebbe dovuto trovarsi nella sua abitazione a riposare. Un’altra questione è quella riguardante i figli, che lei avrebbe fatto nascere. Si tratterebbe di 4 femmine di cui però non si hanno riscontri, se non quello dell’anagrafe dove sono stati registrati con un falso nome e cognome.

Ora gli investigatori dovranno scoprire se dietro tutto questo c’è stato l’intervento di un complice. I carabinieri stanno dunque procedendo per accertare il reato di truffa. In caso di condanna, la donna rischia di andare nel carcere romano di Regina Coeli.

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail

4 COMMENTI

  1. Sarebbe interessante…. molto interessante…sapere dove lavorava la “Gestante”

  2. sicuramente lavorava in un ente pubblico, perchè se avesse lavorato presso un qualsiasi privato italiano sarebbe magicamente comparsa una lettera di dimissioni retrodatata alla prima presunta gravidanza.

  3. Alla faccia di chi ha davvero problemi ma deve lavorare o viene licenziata a calci in culo. Sicuro è una servitrice dello stato. Sono gli unici che possono permettersi di fare queste porcate.

Commenta

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente. I commenti di questo blog non sono moderati nella fase di inserimento, ma Salernonotizie si riserva la facoltà di cancellare immediatamente contenuti illegali, offensivi, pornografici, osceni, diffamatori o discriminanti. Per la rimozione immediata di commenti non adeguati contattare la redazione 360935513 – salernonotizie@gmail.com Salernonotizie.it non e’ in alcun modo responsabile del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità. Salernonotizie.it si riserva la possibilità di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP del computer da cui vengono inseriti i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Salernonotizie.it non è responsabile del contenuto dei commenti agli articoli inseriti dagli utenti. Gli utenti inviando il loro commento accettano in pieno tutte le note di questo documento e dichiarano altresì di aver preso visione e accettato le Policy sulla Privacy.