Salerno, Porta del Mare: parte rigenerazione urbanistica area ex Marzotto

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Con la demolizione dei primi manufatti dell’ex fabbrica, si apre ufficialmente “Porta del Mare”, il progetto di riqualificazione e rigenerazione urbanistica con il quale la società “Iniziative Immobiliari Srl” cambierà radicalmente il volto di questa parte della zona orientale di Salerno, cancellando anni di abbandono ed incuria, ma rispettando la storia e le tradizioni legate all’insediamento industriale tessile Marzotto nella città di Salerno.  Ruspe in azione da questa mattina nell’area dove, affacciata sulla costa, all’uscita della tangenziale e sulla principale direttrice che attraversa il capoluogo, nascerà Porta del Mare, il nuovo ingresso ad  Est della città.  Un quartiere nuovo, immerso nella storia, ma rinnovato ed innovato con visioni contemporanee.  Tre torri residenziali, immerse nel verde con piante tipiche della macchia mediterranea, dalla Ginestra al Mirto, che daranno anche il nome agli edifici, un grande parco giochi per bambini, un maxi parcheggio, un centro commerciale ed un ristorante sono gli elementi principali del progetto nel quale una parte  di elementi architettonici richiameranno le trame dei tessuti orditi un tempo nella stessa zona ed un’altra parte, invece,  sarà di riallaccio alla tradizione artigianale salernitana. Nelle intenzioni delle imprese Rcm Costruzioni e Milara, (che compongono la società Iniziative Immobiliari) al lavoro sulla realizzazione del progetto disegnato da Lombardini 22, c’è l’impegno ad attuare un intervento di rigenerazione urbanistica in grado non solo di proporre nuove opportunità abitative nella città di Salerno ma un disegno complessivo, puntuale e preciso per comporre e restituire, in una nuova forma, un “suo” tratto al comune capoluogo.
Nell’ottica di rendere fruibile l’area, creando una compenetrazione sul fronte urbano, nasce anche un nuovo sistema viabile con una grande rotatoria che renderà più scorrevole i flussi veicolari.
In pieno rispetto alle indicazioni del PUC che promuove uno sviluppo urbano che non mira all’espansione dimensionale/territoriale, ma sceglie una strategia d’intervento che si basa sul rinnovamento delle aree dismesse, occupando gli spazi che ad oggi risultano vuoti urbani e punti di degrado, l’intervento prevede la completa demolizione degli attuali fabbricati a favore della realizzazione di nuovi edifici, secondo i parametri urbanistici previsti dal Pua.
I tre fabbricati residenziali avranno una posizione aperta “a ventaglio” rivolta verso il golfo di Salerno. L’ edificio commerciale, nell’ottica di recupero della memoria, riprende l’orientamento dell’ex opificio Marzotto, facendo da contrappunto ai volumi residenziali. I fabbricati, quindi,  si posizionano come le “quinte di un palcoscenico” che dialogano insieme per creare un unico sistema armonico fra dimensione pubblica/commerciale e dimensione privata.
Lo spazio pubblico è la cerniera che si interpone fra i due sistemi: il verde e gli spazi attrezzati si sviluppano lungo l’asse viario principale e verticalmente suddividendo la piastra del parcheggio pubblico dal lotto privato,  fungendo in entrambi i casi da filtro nonché da fascia di transizione. Come si anticipava, inoltre, diversi elementi sono di richiamo al passato. Il park retail ripropone lo skyline simbolo della fabbrica, con il tipico andamento della copertura a shed. Il richiamo all’attività che veniva svolta risulterà evidente anche nella scelta del materiale di rivestimento della parte superiore del fronte principale con un sistema modulare di pannelli caratterizzato da un’impronta ad intreccio a simulare la trama di un tessuto.
Richiamerà , invece, l’identità artigianale con i colori e le forme presi in prestito dalla ceramica la superficie del calpestio del Rooftop dell’edificio commerciale che proporrà un patchwork di tessuti geometrici e floreali.
Visto il grande interesse riscontrato nei mesi che hanno preceduto la partenza esecutiva del progetto, a breve, sarà anche aperto, nel centro di Salerno, un ufficio commerciale per le informazioni e la vendita degli appartamenti che offrono diverse soluzioni abitative, dalla mini casa al super attico. “Ci siamo prodigati in uno studio approfondito delle tipologie immobiliari per interpretare al meglio le diverse esigenze abitative” ha dichiarato Maria Postiglione della Milara, mentre Eugenio Rainone della Rcm Costruzioni ha aggiunto “Speriamo di riuscire non solo a soddisfare le aspettative di ognuno, ma anche a cancellare l’immagine di degrado legata all’area ex Marzotto, proponendo un nuovo modello abitativo per la città di Salerno”.
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12 COMMENTI

  1. ALTRI MOSTRI IN CEMENTO IN UNA ZONA ABBANDONATA E CHE VERRA’ RIPRESA SOLO PER UN PAIO DI ANNI E PER SPECULARE SU QUESTE OPERE VOLUTE DA DE LUCA E SPARTITE TRA CAMORRISTI COSTRUTTORI E POLITICI LOCALI DA STRAPAZZO…!!
    INTANTO NEL CRESCENT CI PIOVE DENTRO AD ALCUNE CASE E NEI BOX AUTO…
    MA IL RAIS DI SALERNO FA FINTA DI NIENTE E CONTINUA A GENERARE CORRUZIONE CLIENTELISMI DA PRIMA REPUBBLICA!!

  2. ALTRI MOSTRI IN CEMENTO IN UNA ZONA ABBANDONATA E CHE VERRA’ RIPRESA SOLO PER UN PAIO DI ANNI E PER SPECULARE SU QUESTE OPERE VOLUTE DA DE LUCA E SPARTITE TRA CAMORRISTI COSTRUTTORI E POLITICI LOCALI DA STRAPAZZO…!!
    INTANTO NEL CRESCENT CI PIOVE DENTRO AD ALCUNE CASE E NEI BOX AUTO…
    MA IL RAIS DI SALERNO FA FINTA DI NIENTE E CONTINUA A GENERARE CORRUZIONE CLIENTELISMI DA PRIMA REPUBBLICA!!

  3. Si….fortitude ha ragione…io lascerei tutto così 🙂 e anche al posto del crescent metterei di nuovo quelle belle costruzioni che c’erano…compreso le prostitute 🙂

  4. Caro Fortitude e cari quelli come lui: vi meritate la Marzotto abbandonata, la munnezza al Porticciolo, le chiancarelle, le prostitute all’arechi, i chiaviconi, le giostre della ex Santa Teresa, AVELLINO!

  5. se nel Crescent piove internamente non è un problema causato dal Comune o che spetta al Comune risolvere. Quella costruzione è privata e il problema adesso è tra la ditta costruttrice e gli acquirenti degli immobili. Altro discorso è l’impatto estetico, ma qui si aprirebbe una discussione infinita…

  6. Altri alloggi mentre a Salerno la popolazione diminuisce. Soldi per i palazzinari ci sono sempre, per lo sport niente. Vestiti decadente, palazzetto dello sport al palo. Ai giovani non resta che consumare droga e alcool nella ex movida gestita da lavanderie napoletane.

  7. OCCHIO UN POCHETTO PIÙ AVANTI C’E’ LO SCHELETRO DEL FU’ PALAZZETTO DELLO SPORT……cari i miei politicanti lo avete già dimenticato il RILANCIO IN GRANDE STILE!!!
    BLA BLA BLA…Vogliamo fatti non le solite chiacchiere.

  8. In una città che continua a perdere abitanti si continua a costruire immobili immobili immobili, a me sembra una cosa insensata. chissà quanto verrà a costare a mq una casa in questi edifici?

  9. Altre palazzi che faranno la fine di quelli dell’ arechi cioè invenduti e ditte fallite.Mi chiedo a chi giova ciò?

  10. Puntuale si manifesta la sindrome della “PREFERENZA PER IL VECCHIO”.
    Non si fa in tempo a vedere annunciato un intervento urbanistico mirato alla riqualificazione di un sito da anni abbandonato nell’incuria e nel degrado, ed ecco che insorgono i paladini. E di che? Non sarebbero credibili se si limitassero a difendere l’indifendibile. E allora i loro strali vengono rivolti contro amministratori, costruttori e chissà chi, per dimostrare l’inutilità di ceri interventi e quanto sarebbe poù conveniente utilizzare le risorse per altri obiettivi.
    Purtroppo, come ai tempi del Crescent, alle critiche seguirono ricorsi e azioni giudiziarie. Non giustificate nè concretamente dimostrate, ebbero solo un effetto dilatorio sull’avanzamento dei lavori, con danni irreversibili per tutti gli interessati.
    Anche qui c’era chi preferiva godersi il panorama delle Chiancarelle!!

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