Campania, la gestione del patrimonio pubblico è a rischio paralisi: la denuncia

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Sono passati diversi mesi dall’approvazione del nuovo Regolamento per la gestione del
patrimonio pubblico in Campania è tutto è fermo, mentre diventa sempre più concreto il
rischio di blocco di tutte le attività gestionali del patrimonio degli ex Istituti Case popolari
passato alla nuova Azienda regionale ( ACER) che stenta a decollare, al punto che non è stato ancora approvato il bilancio di previsione, propedeutico ed essenziale per l’avvio delle attività e con il rischio del blocco totale delle attività gestionale a partire dalla manutenzione del patrimonio edilizio e degli impianti.

Ad oggi nessuna attività è stata posta in essere dalla Regione Campania per l’attuazione del
Regolamento per la gestione del patrimonio: non sono state emanate le disposizioni per la
gestione della fase transitoria in materia di assegnazione degli alloggi, né si è ancora
provveduto alla nomina dell’Autorità per le Opposizioni, che sostituisce le vecchie
Commissioni Alloggi, con il concreto rischio del blocco di tutte le attività connesse:
regolarizzazioni, subentri, decadenza dall’assegnazione; non è stato ancora avviato l’iter per la composizione dell’Osservatorio regionale sulla casa, bloccando, di fatto, tutte le novità positive contenute nel Regolamento quali l’anagrafe del patrimonio, dell’utenza e tutte le attività di gestione quali la vendita del patrimonio, l’autogestione degli alloggi, la definizione dei programmi di sviluppo delle tematiche abitative.

Nessuna attività è stata avviata dagli ex Istituti in liquidazione, mentre continua l’ambiguità
sulla gestione, al punto che i bollettini di pagamento del canone di locazione inviato agli utenti recano ancora la dizione Istituto Autonomo Case popolari e non ACER, come dovrebbe essere, considerato che c’è stato lo scioglimento degli ex Istituti.

Tutto questo sta provocando uno stato di incertezza e confusione tra gli operatori, anche
perché la Regione abbia abdicato al proprio ruolo di controllo e di indirizzo, cosa che fa
registrare una enorme confusione tra gli stessi Comuni della Campania che non riescono ad
avere indirizzi univoci per la gestione delle problematiche abitative.

Le OOSS degli inquilini da oltre due mesi hanno chiesto un incontro con l’Assessore regionale al ramo, il quale evita ogni confronto in maniera assolutamente ingiustificata, nonostante che, da tempo gli era stata sottoposta la delicatezza delle questioni dopo il varo della riforma del settore.

Il rischio concreto è che anche quello che c’è di buono nella riforma dell’edilizia pubblica in
Campania rischia di venir vanificato dalle inadempienze e dalla poca attenzione della Regione.

Le migliaia di famiglie interessate alla gestione del patrimonio pubblico e gli stessi lavoratori del settore, vivono con estrema apprensione questa fase fatta di approssimazione e incertezza gestionale che sta producendo disservizi amministrativi e riduzione degli interventi per la manutenzione e i servizi con il rischio sempre più concreto di una paralisi completa.

Le Organizzazioni e Associazioni degli inquilini SUNIA-SICET-UNIAT-ASSOCASA
esprimono la loro più viva protesta per questo stato di cose che le stesse hanno già
rappresentato alle Prefetture competenti per le varie Province e chiedono al Presidente della Giunta regionale una immediata inversione di rotta.

Chiamano sin da ora gli utenti del patrimonio pubblico e gli inquilini interessati alle
problematiche abitative alle iniziative di protesta e di lotta che saranno promosse nei prossimi giorni.

SUNIA
A. Giordano

SICET- cisl
A. Amendola

UNIAT
P. Estero

ASSOCASA
L. Rispoli

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