Pisa, la ricerca italiana che ha trovato la chiave per studiare il tumore al cervello

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Potrebbe esserci la svolta per lo studio di uno dei tumori più letali, quello del cervello. Una ricerca tutta italiana infatti ha trovato la possibile chiave di lettura per studiare il glioblastoma, una forma molto aggressiva di tumore che colpisce il sistema nervoso centrale e si manifesta quasi esclusivamente nel cervello.

La notizia arriva dalla Fondazione Pisana della Scienza, un istituto scientifico senza scopo di lucro che si occupa di tematiche di ricerca che oggi ha preannunciato l’importante scoperta che presto sarà pubblicata su una rivista scientifica del settore. In pratica i ricercatori pisani hanno replicato in vitro il devastante tumore, che ancora oggi ha una mortalità del cento per cento essendo incurabile, e lo hanno fatto crescere osservandone i comportamenti e le reazioni ai farmaci.

I risultati daranno una chiave di lettura e un modello a tutti gli altri scienziati che cercano di trovare una cura contro il terribile male. Si tratta di un importantissimo risultato ottenuto dal gruppo di ricerca coordinato da Chiara Maria Mazzanti, ricercatrice a capo del Laboratorio di Genomica e Trascrittomica della Fondazione Pisana.

Lo studio “dimostra che quel tumore, la cui mortalità è al 100%, è sempre stato una cassaforte senza combinazione, ma noi abbiamo trovato una chiave d’accesso e per la prima volta siamo entrati nel glioblastoma partendo da una biopsia umana” ha spiegato la ricercatrice, aggiungendo: “Abbiamo fatto crescere in vitro il tumore per osservarlo mentre si sviluppa e comprenderne i meccanismi, riuscendo a creare un modello che ci permetterà di studiare il modo in cui questo tumore risponde ai farmaci “.

Lo studio si è avvalso di altri grandi centri di ricerca come i laboratori Nest della Scuola Normale, l’Azienda Ospedaliero-universitaria di Pisa, l’Ospedale di Livorno e il Cnr nell’ambito del progetto “Optical metabolic imaging of glioblastoma patient derived organoids to assess treatment response and disease progression”, finanziato dalla Fondazione Pisana per la Scienza.

Lo scopo finale conclude Mazzanti, “è che ogni paziente che ne è colpito possa avere il proprio tumore replicato in vitro per essere testato con farmaci e trovare una terapia personalizzata”.

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