Lezioni all’aria aperta al Parco del Mercatello, didattica alternativa dell’Alfano I

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Lezioni di filosofia nall’aria aperta, a partire da questa mattina, al Parco del Mercatello di Salerno. E’ l’alternativa didattica  a quella tradizionale, sospesa fino al 15 marzo per tentare di fronteggiare il contagio da coronavirus nelle scuole. Questa esperienza scolastica  – come scrive il quotidiano “Le Cronache” – è stata già sperimentata dagli alunni di alcune classi del liceo Alfano I. Sotto la guida dei professori Gilda Ricci e Ugo Conciglio, gli studenti escono dalle aule per leggere e apprendere la filosofia negli spazi verdi del Parco Mercatello, spazi antistanti l’edificio scolastico. «Il governo non ha precluso le attività all’aperto – ha spiegato la professoressa Ricci. – Questa mattina terremo lezioni di filosofia ed epica, insieme ai docenti di lettere. Un autentico contagio positivo di saperi».

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13 COMMENTI

  1. Nel corso della vita, s’incontrano pochi maestri di vita e tantissimi docenti comuni purtroppo. La verità è proprio questa, non tutti hanno la fortuna di incontrare un insegnante importante durante la propria carriera accademica, ma quando succede avviene un vero e proprio incantesimo. Riconoscere la differenza è facile. Avere la fortuna di conoscere un insegnante che è anche un maestro di vita è una rarità, un’occasione che va colta al volo. I veri insegnanti, infatti, quelli che lasciano il segno, non si preoccupano di far assimilare semplici nozioni, ma cercano di condividere con voi un pezzo di strada da fare insieme.

    I maestri di vita condividono con gli alunni i loro valori più veri. Rispetto, giustizia e uguaglianza, che però non dimostrano solo a parole ma soprattutto con i fatti. La maggior parte delle volte, i maestri di vita, sono anche gli insegnanti più severi e al tempo stesso i più amati da tutti gli alunni. Non è un voto sul registro a fare la differenza di rapporto tra alunno e docente, ma tutto ciò che c’è dietro quel voto. La verità è molto semplice: un insegnante nasconde davvero molto dietro il suo mestiere. I veri maestri infatti non vivono l’insegnamento come un lavoro, ma come una vera e propria vocazione.
    Ed ecco spiegato il motivo per cui i veri maestri stanno attenti ai loro alunni, soprattutto ai più indifesi e deboli. Questa e Gilda Ricci.

  2. Nel corso della vita, s’incontrano pochi maestri di vita e tantissimi docenti comuni purtroppo. La verità è proprio questa, non tutti hanno la fortuna di incontrare un insegnante importante durante la proprio percorso di studio, ma quando succede avviene un vero e proprio incantesimo. Riconoscere la differenza è facile. Avere la fortuna di conoscere un insegnante che è anche un maestro di vita è una rarità, un’occasione che va colta al volo. I veri insegnanti, infatti, quelli che lasciano il segno, non si preoccupano di far assimilare semplici nozioni, ma cercano di condividere con voi un pezzo di strada da fare insieme. I maestri di vita condividono con gli alunni i loro valori più veri. Rispetto, giustizia e uguaglianza, che però non dimostrano solo a parole ma soprattutto con i fatti. La maggior parte delle volte, i maestri di vita, sono anche gli insegnanti più severi e al tempo stesso i più amati da tutti gli alunni. Non è un voto sul registro a fare la differenza di rapporto tra alunno e docente, ma tutto ciò che c’è dietro quel voto. La verità è molto semplice: un insegnante nasconde davvero molto dietro il suo mestiere. I veri maestri infatti non vivono l’insegnamento come un lavoro, ma come una vera e propria vocazione.
    Ed ecco spiegato il motivo per cui i veri maestri stanno attenti ai loro alunni, soprattutto ai più indifesi e deboli. Questa e Gilda Ricci.

  3. Infatti piove. Gli alunni gli spostate nei bar ? Filosofia , materia utile per capire che non ci serve.

  4. Secondo me il problema non è fare lezioni al chiuso di un istituto o all’aperto ma sapere se le persone che ci circondano hanno o meno qualche sintomo ed è questo il vero problema purtroppo,speriamo per tutta la comunità che tutto si risolva in tempi brevi

  5. Sospendono le attività didattiche per evitare che il virus si diffonda e questi si mettono vicini?
    Ma sapete ragionare?
    Lo sapete che bisogna evitare aggregamenti?

  6. Elcico, nel tuo caso è stato inutile anche lo studio della lingua italiana, si scrive LI spostate nei bar. Un po’ di studio della filosofia, unito a qualche corso di recupero, non ti farebbe male. Esci, datti una mossa, non passare le giornate a criticare dietro un monitor chi cerca di ripartire e dare un senso alle giornate di questi ragazzi.

  7. sono giorni che su queste pagine web leggo di dirigenti, medici, insegnanti ecc. che fanno sapere quello che fanno. Poi ci sono tantissimi che fanno e basta senza farsi pubblicità.

  8. In realtà, moltissimi casi sono del tutto asintomatici: c’è gente che è guarita senza sapere di aver avuto mai nessun virus

  9. Quotissimo quello che dice Domenico…..
    Sono le persone che possono diffondere il virus non i luoghi.

  10. Noto tanta voglia di apparire, fare scalpore, voglia di sentirsi dire bravo, ma di fronte al problema di fermare i contagi che stanno intasando le rianimazioni delle zone più colpite e a breve del resto d’Italia come da giorni dicono gli esperti, un docente serio si adegua alle direttive ministeriali. Se ci dicono di evitare assembramenti ciò va fatto. Punto. Consiglio un po’ di sana umiltà-

  11. In quella foto non è rispettato il metro e 8ocm di distanza che ci chiedono. Il contagio può avvenire anche da asintomatici. Incoscienti. Il MIUR dovrebbe sanzionare i docenti che non si attengono alle direttive ministeriali di limitarsi a lezioni on line. Studino, imparino ad usare le tecnologie e li adottino invece di fare show

  12. Ma perché non si sfrutta Skype e le videochiamate per le normali attività invece di stare per ore attaccati a face ciucc e cessagram o tik e tak?

  13. che strun*at!! bisogna studiare le materie scolastiche in via telematica, non fare lezioni di altro stando poi a contatto!!!!

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