Campania. I detenuti chiedono l’indulto per Coronavirus usando l’olio bollente

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Dopo i momenti di tensione creati, nella giornata del 5 aprile dai detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere, dopo il riscontro di un caso di Coronavirus di un detenuto, l’ex deputato della Regione Sicilia Paolo Ruggirello, stavolta sono i familiari dei detenuti del carcere di Secondigliano a protestare, all’esterno dell’istituto penitenziario creando degli assembramenti assolutamente vietati, come mostrato in un servizio della pagina Facebook “Tele Club Italia.”

I parenti dei carcerati lamenterebbero la scarsa sicurezza, legata alla diffusione del virus, ed i mancati controlli sanitari all’interno della Casa Circondariale di Secondigliano e per questo chiedono l’indulto per i loro familiari.

“Ai carcerati deve essere garantita la sicurezza come a qualsiasi altro cittadino, come tra l’altro sta avvenendo, ma questo non giustifica le proteste violente e che violano le regole di sicurezza che possono creare pericoli per loro stessi e per le guardie carcerarie. Addirittura queste brave hanno minacciato domenica con l’olio bollente chiunque si avvicinasse, i circa 150 detenuti di tre sezioni del reparto Nilo del carcere di Santa Maria Capua Vetere . I familiari dei detenuti chiedono l’indulto, ma stiamo scherzando? Se certe persone si ritrovano in carcere è per un giusto motivo, devo scontare le loro pene prima di poter essere immesse nel mondo esterno. Chiedere l’indulto per paura dei contagi è una scusa bella e buona, vogliono solo evitare di pagare per i reati commessi, la loro sicurezza sarà garantita, ma all’interno delle carceri. Siamo fortemente contrari a questo provvedimento. Senza braccialetti e senza certezza di adeguati controlli rischiamo di rimettere in giro per la Campania migliaia di criminali. E poi chi li sfamerà? Loro in carcere hanno vitto e alloggio certo a spese dei contribuenti. Cosa ci assicura che immettendo tutti questi delinquenti sui territori della Campania non avremo un immediato aumento della criminalità? Molte di queste famiglie hanno dimostrato di non voler rispettare le regole facendo assembramenti per strada e protestando per giorni, creando disordini e tenendo impegnate le forze dell’ordine. Noi chiediamo sicurezza e controllo dei detenuti ma non ci convince il “tana liberi tutti”.”- ha dichiarato il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “Martedì – conclude Borrelli – consegneremo con Enzo Vasquez 100 mascherine alla Polizia Penitenziaria di Poggioreale che paradossalmente non ne è fornita a differenza dei carcerati che invece le hanno subito avute dai familiari. Eppure gli agenti che sono gli unici ad avere contatti con il mondo esterno e quindi i più a rischio davvero”.

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1 COMMENTO

  1. Ai carcerati deve essere garantita la sicurezza “COME A QUALSIASI ALTRO CITTADINO”.
    A me mi sembra na Struxzata!!!!!

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