Ristoratrice scrive a Conte: “Non mi indebito per lavorare. Chiudo e prendo il reddito”

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“No grazie, Signor Presidente. Un altro mutuo non voglio accenderlo, mi basta quello che ho”.
Inizia così il messaggio rivolto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte da Mariagrazia Ferrandino, ristoratrice di Apricena, titolare della Trattoria Nonna Peppina.
“Avrei voluto continuare a lavorare ma non mi resta che tenere giù la serranda e chiedere il reddito di cittadinanza e le spiego perché”, continua Ferrandino.

“Faccio parte di quella categoria che prima che Lei ci ordinasse di abbassare la serranda, molti già si erano fermati perché a differenza vostra abbiamo cercato di capire quello che stava accadendo tra mille informazioni contraddittorie date dalle istituzioni e dagli esperti. Noi non offriamo solo cibo, noi offriamo un’esperienza…offriamo sorrisi, abbracci, offriamo serenità, spensieratezza, uno stato d’animo.

Il nostro è un mestiere difficile, fatto di sacrifici pesanti, lavoriamo 15 ore al giorno, spesso non si dorme la notte perché l’ansia ce lo impedisce, perché a gennaio si inizia già a pensare alla banchettistica delle ricorrenze primaverili e all’estate,
perché ti svegli di soprassalto chiedendoti se ti sei ricordato di ordinare tutte le materie prime ai fornitori, perché non esistono il sabato e la domenica in famiglia, le cene con gli amici, e natale e capodanno sono una tortura fisica e psicologica siamo bianchi e con le occhiaie, sempre. Ma è il mestiere che abbiamo scelto noi, rinunciando al posto fisso detto alla Checco Zalone.

Ed è la vita e il mestiere che amiamo”, continua la ristoratrice di Apricena.
“Non tutti sanno cosa c è dietro a questo amore e non possiamo pretendere che lo si comprenda.
Noi siamo quelli che abbiamo messo in ballo tutto ciò che avevamo sul nostro lavoro e non abbiamo avuto paura ad indebitarci. Noi siamo quelli che a fine mese facciamo il gioco delle tre carte per pagare. Noi siamo soprattutto una partita Iva.

Ma noi soprattutto siamo quelli che abbiamo sempre sfoderato quel bel sorriso
#andratuttobene a prescindere tutto.
Ecco perché, Signor Presidente, non accetto che lei dica che lo Stato ha messo a disposizione tot milioni/miliardi. Lei ci invita solo a fare altri debiti per poter lavorare.

Lo so, non l’ha voluto né Lei e né io questa situazione ma io ho perso tutto e Lei no. Grazie infinite.
Ps. E per favore non mi dite che devo pensare alla salute e al bene di tutti!! Lo sto facendo, ho chiuso l’attività e sono chiusa a casa”, conclude Ferrandino.

La lettera sta facendo discutere il comparto della ristorazione ed è stata anche pubblicata sul blog Luciano Pignataro Food&Wine.

fonte l’attacco.it

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16 COMMENTI

  1. Complimenti.La sua è una ottima riflessione e grande risposta Meritocratica a questo governo.

  2. Bravissima signora Ferrandino,Lei è l’esempio di quel sud che emerge per meritocrazia mettendosi in gioco rifiutando il reddito di cittadinanza.Dove si trova il suo ristorante?? Sarà un gran piacere conoscerla e assaggiare i pasti della sua cucina.Siete Voi le figure simbolo da prendere come esempio.
    Il futuro vi appartiene e siete voi che costruite un mondo migliore.

  3. Ecco chi lavora … e non come lo sceriffo De Luca e suo figlio … ed i suoi amici …solo fuffa … questa è la realtà …..

  4. Ad ogni modo il reddito di cittadinanza finisce tra 1 anno e mezzo e poi ti attacchi… mi scusi ma sembra quasi la signora ed i suoi colleghi siano gli unici che fanno sacrifici in questo paese… allora le dico che fa bene a chiudere e che quando quei quattro spiccioli del reddito di cittadinanza finiscono ci darà prova della sua abilità nella ricerca del posto fisso… ricordi che al mondo tutti siamo importanti ma nessuno è indispensabile… e… per inciso… andare a mangiare al ristorante non è una questione di vita o di morte per cui non creda di salvare l’umanità…

  5. Questa signora parla come se l’emergenza non dovesse mai finire. Inoltre deve sapere che il reddito di cittadinanza non è per sempre, ma solo per 18 mesi. Durante quel periodo dovrà accettare proposte di lavoro, evidentemente nel settore della ristorazione. La verità è che la signora ha capito che questa pandemia, non generata nè da Conte, nè da Di Maio, nè da Zingaretti, nè da Salvini, nè dalla Meloni, nè da Berlusconi, metterà in ginocchio le attività di ristorazione per i prossimi mesi. Magari la sua attività era già fallimentare e allora quale migliore possibilità per lamentarsi un pò?

  6. tutti pronti a criticare…però quando si tratta di evadere e non pagare tasse e contributi, tutti pronti. Quando si tratta di assumere a 5-10 ore settimanali e far lavorare il triplo a nero….tutti bravi! Cassa integrazione e disoccupazione e vieni a lavorare a nero…! Tutti pronti! Buste paga maggiorate e lavoratore ricattato che deve restituire la differenza…tutto ok! Dimissioni in bianco e donne vessate che non devono avere gravidanze…tutti bravi! Pensionati baby che da anni fanno il doppio lavoro in nero…tutto bene! Dipendenti pubblici che lavorano a nero nel mondo dello spettacolo e delle discoteche…tutto ok, evadono comprano casa, poi vengono sui social e fanno i predicozzi e offendono uno e l’altro… Poi quando tagliano Ospedali Scuola e Ricerca tutti a lamentarsi perchè mancano i mezzi, mancano i letti, manca il personale, e tutti buoni a piangere. Fate schifo!

  7. la signora spiega molto chiaramente che NON lavorerà più, che CHIUDERA’ il suo ristorante definitivamente e che PRENDERA’ il reddito di cittadinanza. Cosa ci vediate di meritocrazia e di riscatto del sud lo sapete solo voi.

    Spiace la condizione personale, ma è chiaro che il governo deve proteggere per prime le attività fondamentali e strategiche, e i ristoranti non lo sono.

    Con buona pace di quelli che per decenni ci hanno ripetuto la favoletta dell’Italia che potrebbe vivere bene solo di turismo e ristorazione, e di tutti quelli che ci hanno creduto.

  8. La Signora esprime il modo di essere imprenditori di una nuova generazione Meritocratica del sud che compete perchè vale,senza aspettare lo stato che elargisce elemosine assistenziali parassitarie che producono appiattimento e povertà di massa.Il vecchio Sud si esprime sempre in negativo con il solito pianto del peggior disfattismo catastrofico in attesa che arrivano le elemosine.Alzati sud cammina produci cresci e migliorati. MERITOCRAZIA

  9. Che dovrebbero fare? Io direi: comunicateci gli imcassi regolarmente refistrati fatti a marzo 2019 e vi ristoriamo esentasse l’utile. Scommettiamo che non andr á bene perchè tutte le attivitá evadono mostruosamente?
    O preferite che vi mandino di forza i clienti? Perchè se qualcuno crede che riaprire tutto voglia dire che con la bacchetta magica la clientela rientri è da fantascienza.

  10. premesso che lo sfogo è giustificato, mi vengono da fare due domande:
    A) cosa vorrebbe/cosa avrebbe fatto?
    B) è tanto sicura di avere i diritti per accedere al rdc?

  11. Classico sfogo fatto ad arte…

    Alcune osservazioni, riguardo le esternazioni della signora ristoratrice:

    1) nessuno le ha imposto di intraprendere il percorso della ristorazione.
    2) se ha soluzioni alternative ce le illustri, senza fare polemiche sterili e ripetitive.
    3) In tanti anni di attività, dopo aver regalato sorrisi, emozioni ed abbracci ai suoi clienti, non ci venga a raccontare che non ha mai marginato abbastanza….. al punto tale da abbassare la saracinesca dopo solo qualche giorno di “stop forzato” …
    4) probabilmente la signora non intende usufruire del prestito agevolato poiché nell’ultimo anno (chissà come mai o a causa di quale strana coincidenza) avra dichiarato un reddito talmente basso, che le garantirebbe di ottenere solo pochi spiccioli..

  12. Per chi critica la signora e la sua attività non essenziale… tutti bravi e saputelli dietro la tastiera vero? Sappiate che sicuramente la loro attività fa campare cuochi, camerieri, fornitori ecc. Perciò, liberi di criticare, ma in futuro non andate mai a mangiare in un ristorante poiché per voi saputelli non è un’attività essenziale. Magnat a cas che è megl

  13. ti faccio notare che è più di un mese che mangiamo a casa e del ristorante della signora proprio non abbiamo sentito il bisogno. Se la signora credesse davvero nella sua attività avrebbe usufruito dei prestiti agevolati del governo che avrebbe poi restituito in tempi migliori.

    Chiudesse pure, la sua clientela andrà in ristoranti gestiti meglio.

  14. Quanta cattiveria c’è in giro, la ristoratrice lamenta che con l’epidemia l’ha messa in ginocchio. Il governo promette soldi, ma ad oggi nessuno ha ricevuto una lira, mentre in Germania, francia, Inghilterra ed altri paese sono andati in soccorso dei propri cittadini. Parlate solo per malignità!!

  15. Dispiace per la signora ma, anche i bambini sanno che la ristorazione é una attività a rischio. Molti ristoranti anche famosi, sono stati costretti alla chiusura e alla perdita degli investimenti anche senza la pandemia. Metterla sul politico cercando di screditare il reddito di cittadinanza mi fa pensare a quei ragazzi sfruttati nei ristoranti, negli alberghi, nei lidi ecc. che una volta uscito il reddito, hanno alzato la testa ed hanno chiesto il giusto compenso.

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