La Veglia Pasquale a Scafati si chiude con 38 denunce e 280 euro di multa

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Veglia Pasquale tra polemiche e inottemperanza dei divieti. Alla fine la celebrazione religiosa si è conclusa con la denuncia alle autorità giudiziaria di 38 persone, parroco compreso, e la sanzione di 280 euro per ciascun partecipante. E’ accaduto a Scafati.

I carabinieri della locale stazione, immediatamente intervenuti hanno identificato le 38 persone presenti all’interno del luogo di culto e dopo averli deferiti e sanzionati con una multa di 280 euro ciascuno sono stati invitati a tornare a casa dove dovranno restare in quarantena precauzionale per i prossimi 15 giorni.  Lo scrive Le Cronache nella sua edizione consultabile soltanto on line nel giorno di Pasquetta

«Nessuna volontà di violare la legge, ha precisato il parroco don Giovanni De Riggi – fino ad oggi abbiamo sempre osservato con rispetto e puntualità, le indicazioni del Governo e della nostra diocesi.- sottolinea il sacerdote – Purtroppo da una mia lettura della circolare del Ministero dell’interno del 27 marzo, direzione centrale per gli Affari dei Culti, avevo dedotto di poter celebrare nel rispetto di quanto in esso in dicato.

Alla celebrazione, tenuta a porte chiuse, erano infatti presenti le figure previste, assieme a loro familiari, opportunatamente disposte una per banco, nel pieno rispetto della distanza sociale imposta, senza assembramenti. Non era una celebrazione pubblica. Sono profondamente spiaciuto, e pronto ovviamente ad assumermi le mie responsabilità, rispetto alle decisioni che le autorità prenderanno».

«In merito a quanto accaduto ieri sera nella chiesa di Santa Maria delle Vergini, in piazza Vittorio Veneto, – asserisce il sindaco Cristoforo Salvati – va censurato e condannato categoricamente il comportando di tutti coloro che hanno violato le disposizioni in vigore, creando un assembramento che non può essere giustificato a nessun livello, anche se motivato da esigenze di tipo spirituali e religiose.

In un momento così delicato per l’intero paese, considerando tutte le misure di restrizione che noi sindaci siamo stati costretti ad adottare e tutti i sacrifici che i cittadini stanno facendo con grande senso di responsabilità, non possiamo ammettere comportamenti irresponsabili che rischiano di vanificare tutto quanto è stato fatto fino a questo momento. I carabinieri della nostra tenenza sono stati costretti ad intervenire per sciogliere l’adunanza ed identificare tutti coloro che stavano partecipando alla funzione religiosa, circa quaranta persone che saranno sanzionate e sottoposte a quarantena domiciliare per quattordici giorni.

Dobbiamo capire che siamo ancora in piena emergenza e che in questa fase di rigore i nostri comportamenti rischiamo di mettere in pericolo la sicurezza di tutti. Ci sono tante persone, me compreso, che hanno seguito la veglia pasquale da casa, nell’intimità familiare. Anche questo vuol dire rispettare le nostre tradizioni religiosi, anche questo vuol dire vivere in preghiera questa Santa Pasqua».

Va detto che non é prevista la chiusura delle chiese, salvo eventuale autonoma diversa decisione dell’autorità ecclesiastica ed in provincia di Salerno le diocesi hanno disposto la chiusura dei luoghi di culto ai fedeli al fine di evitare assembramenti di persone. La circolare cui fa riferimento don Giovanni, recita: “È evidente quindi che l’apertura delle chiese non può precludere alla preghiera dei fedeli, purché evidentemente con modalità tali da assicurare adeguate forme di prevenzione da eventuali contagi: l’accesso, conformemente alla normativa vigente, deve essere consentito solo ad un numero limitato di fedeli, garantendo le distanze minime tra loro ed evitando qualsiasi forma di assembramento o raggruppamento di persone.

Al riguardo, sulla base del parere appositamente richiesto al Dipartimento della pubblica sicurezza, al fine di limitare gli spostamenti dalla propria abitazione, è necessario che l’accesso alla chiesa avvenga solo in occasione di spostamenti determinati da “comprovate esigenze lavorative”, ovvero per “situazioni di necessità” e che la chiesa sia situata lungo il percorso, di modo che, in caso di controllo da parte delle Forze di polizia , possa esibirsi la prescritta autocertificazione o rendere dichiarazione in ordine alla sussistenza di tali specifici motivi.

Quanto alle celebrazioni liturgiche, le norme stesse – alla luce della esclusiva ratio di tutela della salute pubblica per cui sono emanate – sono da intendersi nel senso che le celebrazioni medesime non sono in sé vietate, ma possono continuare a svolgersi senza la partecipazione del popolo, proprio per evitare raggruppamenti che potrebbero diventare potenziali occasioni di contagio`.

Infine, nella circolare è anche scritto: Le considerazioni fin qui esposte inducono a ritenere che il numero dei partecipanti ai riti della Settimana Santa ed alle celebrazioni similari non potrà che essere limitato ai celebranti, al diacono, al lettore, all’organista, al cantore ed agli operatori per la trasmissione”.

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2 COMMENTI

  1. I preti la devono smettere di fare di testa loro, in un paese laico e democratico I preti devono sottostare alle leggi altrimenti sarebbe anarchia clericale e così purtroppo per loro non va bene. Ma è logico che dobbiamo stare chiusi in casa senza se e senza ma e questi pensano di essere dispensati intendo loro ed i parrocchiani.

  2. Purtroppo non è una novità, loro si sentono autorizzati a fare anche di peggio,come dicono spesso le cronache,affermando di essere nella normalità.

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