Al mare con le distanze, esperimento in Puglia. La foto

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Nessuna barriera di plexiglas piuttosto uno spazio “riservato” tra ombrellone ed ombrellone. E’ questo il progetto a cui stanno lavorando gli addetti ai lavori in Salento, Puglia. Lo scrive Ciro Donaggio su 2k20.news

Una sorta di prova tecnica d’estate al tempo del Coronavirus, spazi di 10 metri quadrati sulla sabbia a delimitare con picchetti e corde l’area dell’ombrellone assegnato. E una distanza di almeno un metro fra un lettino e l’altro nella stessa area.

Le prove di allestimento delle spiagge sono iniziate sulla sabbia del lido Bacino Grande in via Torre Lapillo a Porto Cesareo. “Stiamo facendo alcuni tentativi utilizzando ombrelloni, lettini e altro materiale per predisporre, a varie distanze, le attrezzature usate ogni anno da migliaia di turisti sul nostro litorale”, spiegano dal sindacato dei balneari.

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8 COMMENTI

  1. Troppo ravvicinati e troppo calcolati al centimetro questi spazi. E’ poco realistico e, soprattutto, per niente sicuro ai fini di prevenire il contagio sulle spiagge. Occorre andare più a braccio, evitando anche questi ridicoli confinamenti che altro non faranno che alzare i livelli di tensione, anche fra vicini di ombrellone. Io farei così: ridurrei di 1/5 il numero di ombrelloni per ogni stabilimento. Quindi, ad esempio, se prima uno stabilimento contava 200 ombrelloni, questa estate dovranno essercene 40. Meglio 40 che 0, questo purtroppo credo sia il ragionamento che dovranno fare i titolari degli stabilimenti. Naturalmente questo significherà che ci sarà la folle corsa all’accaparramento dell’ombrellone. Boh, si potrebbe pensare a un’inverosimile disciplina dei posti ombrellone per ogni famiglia, consentendo a tutti, nessuno escluso, di fare un bagno al mare. Un lavoro congiunto da fare fra gli uffici anagrafe di ogni comune di ogni provincia. Quindi così dovrebbe inverosimilmente venir fuori che la famiglia Brambilla avrà TOT giorni al mese, e una precisa fascia oraria, per recarsi all’ombrellone nr. X del Lido Y. Amici cari, la questione è complessa, perchè la coperta quella è. Qualcuno ha qualche idea papabile?

  2. da un provvedimento semplice di distanziamento, fra poco ci rivolgeremo alla corte costituzionale!!
    Antonio, tutti i proprietari dei lidi devono prevedere una distanza di 3 metri tra ogni ombrellone, ogni spazio di 12 mq. ed adottare altre precauzioni nei pressi dei bagni e delle docce.
    comunque dovranno fare degli esperimenti, provare varie soluzioni utili,ma credo che non dovrebbe essere un problema. Logicamente le presenze saranno inferiori a causa delle precauzioni messe in campo, ma abbiamo chilometri di spiagge, risolveremo. Importantissimo che resteremo in Italia, dobbiamo sostenere le attività che sono state penalizzate e contribuire alla ripresa economica delpaese.

  3. X Antonio
    Il problema è troppo complesso non penso di avere una soluzione, sono d’accordo sulla riduzione degli ombrelloni per aumentare le distanze, alcuni stabilimenti potrebbero utilizzare la zona spiaggia libera a disposizione se questa non fosse usufruibile, ovviamente con un costo aggiuntivo sulla concessione, così si eviterebbe di impegnare le forze dell’ordine per pattugliare queste zone anche se rimango dell’idea che questo penalizzerebbe troppo le famiglie con basso reddito o persone che dopo un lungo viaggio giornaliero sono costrette a spese folli per un ombrellone e spese parcheggio, semmai le spiagge libere non utilizzate dai gestori dovrebbero essere gestite dai comuni con tariffe agevolate.
    Le spiagge italiane sono troppo diverse e dovrebbero essere gestite dalle regioni e comuni rispettando una linea guida nazionale, alcune zone sono semideserte come la Calabria ed altre zone non hanno neppure le spiagge libere, alcune spiagge sono di sabbia ed altre rocciose ecc. Ad esempio dopo Eboli c’è molto spazio, ma salendo verso Salerno le cose cambiano.
    Sugli orari ed i giorni non sono d’accordo perchè è impossibile stabilire un orario o un giorno preciso per andare al mare, le esigenze lavorative e familiari sono molteplici, sarebbe una gestione infernale. Una limitazione andrebbe fatta solo la domenica o i giorni di alta affluenza con una quantità minima di persone per ogni ombrellone, ma anche qui ci sarebbe il problema con le famiglie numerose.
    I gestori dovrebbero essere obbligati per legge a non affittare gli ombrelloni ai giornalieri quando hanno superato il carico stabilito (in teoria sarebbe possibile ma molte volte si affittano anche gli ombrelloni degli abbonati), stessa cosa per gli acquapark, ridurre ad oltre la metà del carico massimo nei giorni festivi, in caso di mancata applicazione delle norme saranno gli stessi clienti ad allertare le forze dell’ordine o caricare video sui social tanto ormai siamo diventati tutti virologi e sceriffi.

  4. La promiscuità che ne scaturirebbe (uso comune di ombrellone e servizi) provocherebbe la continua necessità di santificazione. Quest’anno niente mare…

  5. Poi tutti in acqua a farci il bagno tra gli sputazzi e le pisciate di qualche asintomatico ma sempre ad un metro di distanza non sia mai! Bravi la vedo brutta per i prossimi mesi DeLuca salvaci tu!

  6. PER ANTONIO:
    Hai detto bene: la questione è complessa, quindi lascia che se ne occupino quelli del settore o quantomeno chi abbia un monimo di esperienza. Pongo alla tua attenzione il mio caso: ho una concessione di 1000mq ove riesco a installare se tutto va bene (erosione costiera) 45 ombrelloni; diminuire a 1/5 il numero di postazioni significherebbe per me installarne 7! 7x 15 euro al giorno significherrebbeo 105 euro con cui ci pagherei bagnino (40 euro) e relativi contributi (4/5 euro) steward per rispetto misure (35 euro?)e relativi contributi (3/4 euro), iva al 22% sugli ombrelloni(23 euro) per un totale di 106 euro!!!!
    Per quanto riguarda l’inverosimile (hai detto bene) disciplina della famiglia Brambilla e dell’ufficio anagrafe, meglio stendere un velo pietoso!
    Io prima di preoccuparmi delle aree demaniali in concessione, porrei l’attenzione sulle spiagge libere: è lì che il contagio avrà la strada spianata!

  7. Io sto cercando di capire la reale pericolosità di questo Covid, ma non dalla tv e dai Tg manovrati politicamente e usati per incutere terrore nei cittadini e renderli docili e più pecore ancora;
    Oltre me c’è qualcuno che si documenta tramite altri canali? Internet ad esempio.
    Ci sono molte testimonianze e molti video che mettono in dubbio molte cose, e guarda caso molti canali e video “non convenienti”al governo vengono censurati ed oscurati .
    Non mi permetto assolutamente di dire che questo virus è una bufala come molti sostengono, però :
    Qualcuno ha letto da qualche parte le autopsie dei morti per Covid? ;
    Come mai i normali cittadini vittime(presunte) del virus vengono immediatamente cremati, mentre al sindaco di Cicciano è stato concesso funerale, rito religioso e corteo? ;
    Ma il virus attacca solo italiani che hanno da perdere? No perche’ in tutta Italia ci sono migliaia e migliaia di extracomunitari senza mascherine e guanti lasciati liberi di fare tutto quello che vogliono dalle forze dell’ordine, come mai?;
    Tutti i nostri “esperti” si contraddicono tra loro in continuazione, altri studiosi hanno ben chiaro cosa fare, perche’ ?;
    Molti cittadini di altri stati, anche in Europa, stanno contestando i governi e scendono in piazza senza mascherine, non credono a chi li governa :in Italia il popolo canta in balcone;
    Altri paesi europei che hanno bloccato tutto come in Italia, hanno sì chiuso le attività, MA HANNO GIÀ ABBONDANTEMENTE sborsato soldi per sostenere imprenditori e cittadini, ma in Italia? Oltre a qualche “mollichina”?
    Io credo che solo il buon senso della popolazione potrà regolare l’accesso al mare ed ai luoghi pubblici. Se c’è troppa calca, cambiare luogo, invece di voler stare per forza tutti nello stesso posto.
    Accendete il cervello e chiudete la tv manipolatrice

  8. Obbligo di metro, picchetto e nastro in borsa. E la mascherina giusto…anche quella classica per subacquei andrebbe bene penso…però senza respiratore.
    Poi in acqua si entra uno alla volta, i bagnini saranno chiamati a vigilare ed in caso di annegamento vietata la classica posizione “sotto collo” ma ci si dovrà limitare al lancio del salvagente mantenendo comunque la distanza minima.

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