Covid, comunicato Ultras condiviso dalla Sud Siberiano: “Basta abusi”

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Diversi gruppi organizzati di tifosi in tutta Italia hanno condiviso un comunicato ufficiale per dire no alla ripresa del campionato. Idem la Curva Sud Siberiano (composta da Nuova Guardia, Nucleo Storico, Frangia Kaotika, IGUS e Prigionieri Di Una Fede) spostato in pieno quanto affermato nella lettera:

“Se non arrivano aiuti concreti l’Italia tra qualche giorno sarà in ginocchio, le categorie di lavoratori bloccate dai decreti sono già allo stremo e mentre si continua a lottare nelle corsie, mentre tanti piangono ancora le vittime che non hanno avuto neanche modo di salutare per l’ultima volta, si discute di riaprire lo sport, il calcio!”. 

“Le società di serie A hanno espresso la loro volontà di riprendere il campionato e il presidente della FIGC Gravina dichiara che chi non vuole ripartire non ama il calcio e l’Italia. Noi rispondiamo che le regole valgono per tutti. La proposta di riaprire il calcio in ossequio al dio denaro è irrispettosa verso chi sta ancora sacrificando il proprio lavoro per rispettare le misure introdotte dal Governo.

 Secondo noi, che il calcio l’amiamo senza avere interessi, le priorità per adesso sono altre. Tutti sanno che il calcio moderno è schiavo-dipendente dagli introiti derivanti dalla vendita dei diritti TV. Le pressioni di multinazionali come Sky, DAZN e Mediaset, a loro volta pressate dagli sponsor per disputare le partite mancanti (più di 100) non permettono che si prenda una decisione semplice che tuteli le persone, perché i contratti stipulati sono diventati catene.

Eppure prima esisteva un calcio semplice un calcio scevro da questi condizionamenti e da questo influsso esterno che decide ormai i tempi e il modo in cui si devono giocare le partite per ottenere il massimo profitto mediatico ed economico a discapito di ogni altra cosa. Il calcio moderno, attaccato da tutti gli ultras fin dall’inizio, è oggi una bruttissima copia di quel calcio. Oggi in questa situazione pure il calcio non avrebbe nessun problema a prendere la decisione più ragionevole.

Adesso la palla passa al Governo. Vedremo nei prossimi giorni quale sarà il metro di misura, il metro di giudizio che sarà adottato, perché se 22 giocatori in campo non costituiscono assembramento vorrà dire che sarà arrivato il momento della ripresa, non solo del calcio, ma delle nostre vite, della nostra libertà di lavorare per andare avanti, visto e considerato che ancora nessuno ha visto un euro. Basta abusi!”.

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12 COMMENTI

  1. Mai come questa volta sono d’accordo.. È vergognoso che si tenti di far ripartire il calcio quando tutti gli altri sport hanno già deciso di fermarsi. È oltraggioso alla memoria dei tanti connazionali morti è uno schiaffo a tante famiglie che hanno timore di non poter far mangiare i propri figli

  2. su molti siti viene scritto che è un comunicato NG. ma che SALERNO è già finito come progetto?????ahahahahaha
    e che ci potevamo aspettare da sti soggetti………….SOLO APPARENZA.

  3. Ma di che parlano?……quali abusi?…..e verso chi?……è normale che il calcio di oggi genera profitti….vedi compensi calciatori….e che ogni componente tira acqua al proprio mulino….piuttosto iat a fatica che fra poco con virus e senza virus…..E’ NERA….

  4. Ma voi ultras chi siete e chi rappresentate, quale verità e quale verbo professare che vi proponetesempre come custodi di verità ed ideali sacri i quali sono da verificare in quanto poco rappresentativi del resto dei tifosi e del mondo sportivo

  5. Gli ultras sono ultras. la salernitana non è degli ultras ma di tutti. gli ultras si fermano alla curva sud e non hanno alcuna giurisdizione su altri settori , sulla salernitana e sul campionato. Ciò che dicono gli ultras, rimane nella curva sud. A dio quel che di dio, a cesare quel che di cesare.

  6. D’accordissimo con il comunicato ,il calcio deve darsi una regolata oramai è la fortuna di pochi imprenditori . Andare allo stadio era vantaggioso x tante persone e poi smettetela di criticare sempre i ragazzi della curva .PS seguo la Sa da oramai 50 anni

  7. Ma perché gli “ultras” a Salerno esistono? Hanno mai lavorato ? Per me la sud è finita 20 anni fa ‘ oggi solo pagliaccii

  8. Anche il calcio è un’industria e come tutte le imprese è in sofferenza e come tutti i dipendenti delle imprese che soffrono anche i calciatori stanno patendo, certo in maniera differente e sicuramente meno drammatica di atanti altri lavoratori che devono tirare avanti con mille (magari) euro al mese.
    Ma pensiamo a chi dipendente di squadra di calcio che non guadagna quanto i calciatori.
    Un pensiero all’indotto, a tutte quelle persone che lavorano e portano pane a casa grazie al calcio, che differenza c’è tra loro e gli operai di una fabbrica, piuttosto di un impegato di livello medio basso di un’impresa privata oppure di un barista o di un commesso/a e chi più ne ha più ne metta.
    Se debbono e possono ripredere gli altri perchè non il calcio ?
    Sempre nel rispetto di una profilassi adeguata e di un corretto comportamento.

  9. In questo tragico momento non serve invece scagliarsi, polemizzare o attaccare questo o quello dal mio punto di vista sarebbe questo il vero rispetto per chi è deceduto e per i cari che non hanno potuto salutarli per l’ultima volta sapere che chi resta vive in pace e nella grazia di Dio senza polemiche attacchi lamentele di ogni genere.
    Mi rendo conto che sarà difficile per tutti i mesi che verranno ma mi chiedo e vi chiedo se viverli nella tranquillità e serenità non sarebbe meglio che viverli nel disagio del tutti contro tutti e tutto ?

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