Allarme giovani: la didattica a distanza rischia di creare altri problemi

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Gli alunni sono l’anello debole della catena istruzione a distanza fatto di decreti, diritti costituzionalmente garantiti e doveri dei docenti. Pagano sulla loro pelle i disagi casalinghi, le difficoltà economiche e l’egoismo di certi prof. La Didattica a distanza è bella a dirsi ma, così com’è, nella pratica è un caos che non li aiuta.

Sul web gira una battuta: «Maestre iniziate a raccogliere i soldi perché alla fine di quest’anno sarete voi a fare il regalo ai genitori». Ed è vero. Famiglie stipate in case troppo piccole, dove ci si contende pc e tablet, tra smart working dei genitori e DaD dei figli. Se sono fortunate, trovano una scuola che li aiuta. Quando va male, sono loro a dovere supplire ai docenti.

Salerno Today.it in un articolo di Marilia Parente analizza il mal di vivere di molti adolescenti in questo momento particolare scandito dalla quarantena, dalle difficoltà economiche di tante famiglie e dalle pressioni che arrivano dalla scuola on line lì dove c’è un modo di operare che non tiene conto delle difficoltà di seguire le lezioni a distanza per tanti alunni

Ha suscitato profonde riflessioni ed interrogativi l’ultimo recente dramma consumato nella zona orientale di Salerno, culminato con la morte di un 15enne. Di meno di due settimane prima, il suicidio di un 13enne in via Monti – si legge su Salerno Today – che rilancia due importanti dichiarazioni: quella di don Rosario parroco di Brignano e della psicologa Serena Ripa.

Don Rosario Petrone a Salerno Today dice: «Noi sacerdoti abbiamo ascoltato madri preoccupate ed ansiose, in questo periodo di emergenza, per via della gestione della didattica a distanza che ha suscitato in molti genitori frustrazione in chi non è in grado, per svariati motivi, di sostenere il percorso di apprendimento dei figli, in queste modalità virtuali – ha detto don Rosario –

I bambini dal canto loro, che già giocano sempre con cellulari e videogames, ora sono legati a dispositivi didattici quali computer e tablet a orari impensabili e vengono obbligati a svolgere tanti compiti in modo isolato“.

La psicoterapeuta Serena Ripa a Salerno Today: «La Didattica e distanza, strumento utilissimo per proseguire la programmazione scolastica, sta facendo emergere problematiche all’interno sia del sistema scolastico sia di quelli familiari; problematiche che prima erano meno note o ristrette ai singoli ambiti rese più affrontabili (in molti casi) dalla possibilità di diversificare esperienze e relazioni.

La Dad sta ponendo in modo imperante la questione della performance: bambini e adolescenti sono chiamati ad essere più efficaci ed efficienti che mai, rispondendo a richieste e tempistiche nuove e più pressanti senza la possibilità di ritagliarsi spazi privati di svago, di noia, di relazione.

Il ruolo educativo (nell’accezione più ampia) della scuola e quello delle famiglie è messo a dura prova dalle condizioni di chiusura, di difficoltà economica, di confronto con metodologie nuove. Adulti, bambini e adolescenti hanno dovuto giocoforza familiarizzare con tecnologie, tempi e modalità lavorative e scolastiche nuove contribuendo a creare un clima teso e stressante.

Colpa e paura (dei compiti, del fallimento) creano un cortocircuito emozionale dell’adolescente che non trova spazio nelle relazioni; questo in aggiunta alle difficoltà comunicative che spesso nei sistemi familiari creano disagi e problematiche relazionali che il lockdown può aver acuito. Gli insegnanti, così come i genitori, sono chiamati a dare spazio al mondo emotivo dell’adolescente già di per sè complesso e mutevole, per permettere un giusto incanalamento delle energie»

 

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5 COMMENTI

  1. ma è ancora nello stato embrionale, fate lavorare gli esperti, criticate solo senza fare proposte serie e costruttive. ci troviamo ad affrontare una catastrofe senza proporzioni, senza conoscere il male fino in fondo e voi criticate, non rompete le scatole. Oggi tutti esperti, ma se siete così bravi amministrate voi.
    i ragazzi non è l’anello debole, ma l’anello di acciaio. Sono stati all’altezza del periodo difficile, hanno agito di gran lunga meglio degli adulti, e nel futuro saranno temprati ad affrontare altre calamità.
    prima di parlare, colle gate la bocca al cervello, non dite stronzate.
    I GIOVANI SONO E SARANNO LA NOSTRA CARTA VINCENTE.

  2. La prof di italiano di mio figlio interroga con messaggio vocale in chat privata su wapp. Questa cosa è illegale sotto molti punti di vista e mette i ragazzi in uno stato di confusione soprattutto quando sono delle scuole medie come i miei. Questa prof.ssa a differenza di tutti i suoi colleghi non si è mai fatta vedere su zoom e continua costantemente con rimproveri e mortificazioni. Non è una questione di didattica a distanza ma di insegnanti e di capacità di sensibilità dei singoli professori.

  3. Segnalate i comportamenti sbagliati dei professori ai loro Presidi e sicuramente questi sapranno quali provvedimenti disciplinari adottare. Chi non è in grado di insegnare a distanza si deve svegliare oppure vada via.

  4. se collaboriamo, con proposte serie e fattibili, la situazione si risolverà. E’ una situazione emergenziale, in una pandemia catastrofica,aiutiamo i nostri ragazzi ed i professori, nessuno si è trovato in queste situazioni estreme. Se vi sono professori non molto all’altezza, parliamo con loro, indirizziamoli a fare meglio, ma non sparliamo e critichiamo sempre. Le critiche i dissapori fanno solo danno ai nostri figli, che si stanno adattando più degli adulti a gestire questa difficile fase. Ma tra sei, otto mesi, un anno finirà l’emergenza, facciamo trovare maturi e temprati da questi sacrifici, per affrontare nel migliore dei modi la ripartenza.

  5. Se ci fosse la possibilità di “mandare via” un professore, molti di loro non avrebbero scelto questo lavoro
    I ragazzi, nel bene e nel male, sono spugne che apprendono. E in questo caso la scuola ha dimostrato l’incapacità di insegnare.
    Questi ragazzi suicidati sono sulla coscienza di noi tutti.

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