Allarme Oms: “Non serve e fa male spruzzare disinfettanti su strade e ai mercati”

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Spruzzare disinfettanti in spazi esterni come strade o mercati non è raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità, che anzi ne evidenzia i rischi per la salute, in un documento pubblicato ieri. Una simile procedura – come riporta il sito web dell’agenzia di stampa nazionale Adnkronos – praticata in Cina ma anche in altri Paesi, “non è indicata per uccidere Sars-Cov-2 o altri agenti patogeni perché il disinfettante è inattivato dallo sporco e dai detriti” presenti in gran quantità su queste superfici e “non è possibile pulirle manualmente e rimuovere tutta il materiale organico”.

Inoltre, spiega l’Oms, “spruzzare superfici porose, come marciapiedi e passerelle non pavimentate, sarebbe ancora meno efficace”. E’ “improbabile”, poi, che “l’irrorazione di sostanze chimiche sia adeguata a coprire tutte le superfici per il tempo necessario a inattivare i patogeni”. L’Oms evidenzia che “strade e i marciapiedi non sono considerati serbatoi di infezione per Covid-19” e soprattutto che “spruzzare disinfettanti, anche all’aperto, può essere dannoso per la salute umana”. Oltre a “non ridurre la capacità di una persona infetta di diffondere il virus attraverso le goccioline o il contatto”, l’uso spray di “cloro e altri prodotti chimici tossici potrebbe provocare irritazione agli occhi e alla pelle, broncospasmo causato dall’inalazione di queste sostanze, disturbi gastrointestinali come nausea e vomito”.

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3 COMMENTI

  1. … allarme SALERNO … le blatte volanti di colore “cacca di cane che fugge …” sono presenti inesorabilmente …. Sindaco si fa qualcosa ❓❓❓🙄
    La disinfezione è necessaria, la disinfestazione è necessaria, la pulizia è necessaria, ma … a chi rivolgersi ❓❓❓

  2. Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).
    A riguardo della pulizia e della sanificazione negli ambienti sanitari, in letteratura diverse evidenze hanno dimostrato che i Coronavirus possono persistere sulle superfici inanimate in condizioni ottimali di umidità e temperature fino a 9 giorni. Un ruolo delle superfici contaminate nella trasmissione intraospedaliera di infezioni dovute ai suddetti virus è pertanto ritenuto possibile, anche se non dimostrato. Allo stesso tempo però le evidenze disponibili hanno dimostrato che i suddetti virus sono efficacemente inattivati da adeguate procedure di sanificazione che includano l’utilizzo dei comuni disinfettanti di uso ospedaliero, quali ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%), etanolo (62-71%) o perossido di idrogeno (0.5%), per un tempo di contatto adeguato. Non vi sono al momento motivi che facciano supporre una maggiore sopravvivenza ambientale o una minore suscettibilità ai disinfettanti sopramenzionati da parte del SARS-CoV-2.

    Pertanto, in accordo con quanto suggerito dall’OMS sono procedure efficaci e sufficienti una “pulizia accurata delle superfici ambientali con acqua e detergente seguita dall’applicazione di disinfettanti comunemente usati a livello ospedaliero (come l’ipoclorito di sodio)”.

    Negli ambienti non sanitari, quali stanze, uffici pubblici, mezzi di trasporto, scuole e altri ambienti dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati verranno applicate le misure di pulizia di seguito riportate, a causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da SARS-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati. Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro. Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti. Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto. Vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari. La biancheria da letto, le tende e altri materiali di tessuto devono essere sottoposti a un ciclo di lavaggio con acqua calda a 90°C e detergente. Qualora non sia possibile il lavaggio a 90°C per le caratteristiche del tessuto, addizionare il ciclo di lavaggio con candeggina o prodotti a base di ipoclorito di sodio).
    Sulla base dei dati disponibili, si ritiene altamente improbabile che possa verificarsi un contagio attraverso le maniglie degli autobus o sulla metropolitana. È invece certo che si è nel pieno della stagione influenzale. Pertanto, se dovessero comparire sintomi come febbre, tosse, mal di gola, mal di testa e, in particolare, difficoltà respiratorie, è opportuno rivolgersi al proprio medico curante. È comunque buona norma, per prevenire infezioni, anche respiratorie, il lavaggio frequente e accurato delle mani, dopo aver toccato oggetti e superfici potenzialmente sporchi, prima di portarle al viso, agli occhi e alla bocca.

    Si ricorda, inoltre, che normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.

    Infine, si precisa che l’impiego di prodotti (PMC, Prodotti Biocidi) ad azione disinfettante deve essere svolto in conformità con quanto riportato in etichetta, con particolare riferimento all’indicazione di attività di controllo dei virus, rispettando i tempi di contatto indicati.

    Le informazioni sopra-riportate sono estrapolate dalla Circolare del Ministero della Salute 0005443-22/02/2020-DGPRE-DGPRE-P, con oggetto “COVID-2019. Nuove indicazioni e chiarimenti”.

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