La Serie B si organizza ed è pronta a ricominciare

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Adesso la serie B ci crede ed è pronta a ricominciare. Fino a qualche giorno fa, le speranze di tornare in campo per i club cadetti sembravano destinate a crollare sotto i colpi di un protocollo, impraticabile addirittura per la A. Ora, invece, con le modifiche approvate dal Cts anche la cadetteria potrebbe attrezzarsi per mettere in pratica le regole di sicurezza e ripartire con gli stessi tempi, o quasi, della massima serie. Le rassicurazioni sono arrivate anche dal consiglio federale, che ha battezzato l’ipotesi ripartenza anche per la B. Mauro Balata, presidente della Lega cadetta ha espresso così la sua «grande soddisfazione».

«In Consiglio federale – ha detto – è passata la linea a cui abbiamo dedicato diversi mesi di lavoro e che è sempre stata coerente con la volontà di tutta la Lega B di ripartenza nel segno del merito sportivo». «Ora avanti con le riforme – ha concluso Balata – necessarie a mettere in sicurezza il sistema e per questo non più rimandabili».

C’è anche un altro tassello necessario per ripartire: la possibilità di sconfinamento nel calendario. La nuova dead line ufficiale per la conclusione dei tornei professionistici è stata fissata per il 20 agosto. Ed è una data che guarda soprattutto alla B e alla C (per i playoff). Dunque, le tessere del puzzle ci sarebbero apparentemente tutti: partenza il 20 giugno, arrivo al traguardo dopo dieci turni più cinque giornate dedicate a playoff e playout, da concludere entro il 20 agosto.

Per quanto riguarda il protocollo, si sta ragionando sull’estensione dello stesso anche alla B, sempre che tutti i club siano in grado di rispettare le regole previste, dalla frequenza dei tamponi (ogni quattro giorni) a quella dei test sierologici (all’inizio e dopo due settimane), ma anche quella della quarantena soft nel caso di una positività (squadre in isolamento per due settimane, ma con la possibilità di allenarsi in una struttura concordata e qui rispunterebbe fuori il problema di trovare un centro sportivo). L’unico nodo da sciogliere sembrerebbe solo quello relativo ai medici.

Enrico Castellacci, il presidente di Lamica (Libera associazione medici del calcio), che già nei giorni scorsi aveva denunciato l’intenzione di molti medici della B di dimettersi, ieri ha ribadito che sulla loro responsabilità nulla è cambiato. Insomma, qualche aspetto da limare ancora c’è. Forse anche più di uno.

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