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Coronavirus: “Maxi multa” per un abbraccio. Ecco dove è accaduto

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La lotta alla movida ed agli assembramenti si sta facendo sempre più serrata, tanto da provocare la perplessità ed il malcontento di molti.

Le immagini arrivate da molte zone d’Italia, nelle quali si sono viste persone intente a divertirsi senza indossare la mascherina nè prendere le dovute precauzioni indispensabili per evitare il pericolo di un nuovo contagio da Coronavirus, non hanno fatto altro che inasprire le istituzioni. Lo scrive IlGiornale.it

In questi giorni i controlli stanno diventando sempre più mirati, e talvolta sono capitati episodi anche spiacevoli. Dopo la vigilessa di Lecce intervenuta durante una celebrazione funebre per prendere i nomi di tutti i partecipanti alla funzione, scoppia ora il caso di Pavia, dove addiruttara è vietato abbracciarsi per strada.

Nonostante che tutto sia fatto a fin di bene, le misure prese dalle autorità per contrastare gli assembramenti si stanno facendo mano a mano sempre più difficili da accettare. Stando alle regole emanate per contrastare la diffusione del Covid-19, non è permesso scambiarsi effusioni. Nel corso dei controlli effettuati dalla polizia municipale nelle zone più frequentate di Pavia, vale a dire corso Strada Nuova e piazza della Vittoria, molte persone sono state invitate a mantenere le distanze ed a rispettare le norme.

In una sola notte sono state effettuate una decina di sanzioni, tutte da 400 euro, a causa di effusioni non consentite.”Siamo intervenuti in diverse occasioni perché non veniva rispettato il distanziamento. Ragazzi non conviventi mano nella mano, troppo vicini, con la mascherina abbassata. Il bilancio è comunque positivo, ma vigileremo con attenzione” ha dichiarato Pietro Trivi, assessore alla Polizia Locale, come riportato dal “Corriere”. “Non abbiamo sanzionato nessuno mentre abbracciava la morosa, ma quando i nostri agenti si sono scontrati con atteggiamenti di arroganza, al limite del bullismo, da parte di chi si rifiutava di aderire all’invito a mantenere le distanze o ad indossare la mascherina obbligatoria, abbiamo multato”.

Quest’intrasigenza, tuttavia, non sta riscuotendo grande successo fra i cittadini, desiderosi di tornare ad una vita normale.”Non è stato piacevole. È stato solo un abbraccio veloce dopo tre mesi senza vederci. Indossavamo la mascherina e per bere il drink giravamo il viso. Un clima di repressione esagerato”, ha commentato una ragazza dopo che un suo amico è stato multato.

Stesso trattamento per un altro ragazzo, che ha avuto l’idea di raggiungere un conoscente seduto ad un tavolino e di abbracciarlo alle spalle. Colto sul fatto, è stato sanzionato. “Ho sbagliato, non dovevo avvicinarmi: pagherò questi 400 euro”, ha affermato, ammettendo le proprie responsabilità.

È andata male anche ad un gruppo di fidanzati. Fermato da alcuni agenti in borghese mentre stava abbracciando la propria ragazza, un ventenne è stato multato. Il fatto che entrambi indossassero la mascherina non ha evitato la sanzione, che sarà ridotta a 280 euro se pagata entro 30 giorni dall’emissione del verbale.

Le troppe norme in vigore, spiega l’avvocato Nicola Brigida a “Il Giorno”, non hanno fatto altro che peggiorare la situazione, generando una grande confusione. “Infatti non dovrebbe essere possibile multare per questo, visto che una circolare ministeriale estende agli affetti ‘stabili’ la condizione riservata ai ‘congiunti'”, ha dichiarato il penalista. “L’alternativa (al pagamento della multa) è il ricorso al prefetto da presentare entro 60 giorni. Nella vicenda di Pavia mi sembra proprio fondato e in quel caso il cittadino può presentare una memoria in cui illustra le proprie ragioni e può anche richiedere di essere convocato e sentito dal prefetto”.

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