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Per gli italiani cresce la fiducia nell’online (di Tony Ardito)

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La pandemia da Coronavirus ha costituito un acceleratore (forzato) della digitalizzazione degli italiani, spinta sia dall’aumento della gamma di servizi offerti da remoto che da una maggiore propensione all’utilizzo da parte dei consumatori. Da quel che emerge dall’Osservatorio “The World after Lockdown”, che analizza l’impatto del confinamento sulle vite dei cittadini, tale dinamica include pure i servizi bancari.

Oggi 1 italiano su 5 possiede lo SPID, tra questi il 36% non l’aveva mai, o quasi mai, utilizzato prima del lockdown. Il 37% dei cittadini ha usato il Sistema Pubblico di Identità Digitale durante il confinamento principalmente per usufruire dei servizi erogati da INPS come pensione, disoccupazione, iscrizione lavoratori domestici e il 49% per operazioni verso l’Agenzia delle Entrate come pagamento di tributi e imposte, modello 730 precompilato e consultazione CUD.

Per 1 correntista su 4, nei prossimi 6 mesi, aumenteranno le occasioni in cui utilizzerà l’online banking (da PC o computer portatile). È invece il 22% dei correntisti che prevede un ricorso più intenso ai servizi di mobile banking (con accesso tramite app su smartphone o tablet).

Alla luce della emergenza sanitaria da Covid19, per il 75% degli italiani la possibilità di operare da remoto con gli istituti bancari rappresenta una soluzione di grande utilità. Percentuale che sale all’89% fra i trentenni. Tra le modalità più apprezzate l’internet e il mobile banking, risolutive per l’80% della popolazione.

La maggiore attenzione verso nuove modalità di erogazione dei servizi bancari trova conferma dall’aumentato ricorso – tra i soggetti con almeno un conto corrente – all’online banking e la relazione telefonica con la propria filiale. Attitudine nei comportamenti che sembra permanere anche nei mesi a venire.

Dunque, al netto di talune legittime perplessità sulle insidie online, che permangono segnatamente in riferimento a social network, siti di e-commerce ed altri servizi web, gli italiani sembrano riporre molta fiducia in tali “strategie di prevenzione”, al punto che solo il 5% pensa che, a breve, possa incappare in una truffa digitale.

Ben il 56% promuove a pieni voti le strategie che consentono il tracciamento delle persone positive al Covid19 o sospette tali; mentre il 9% della popolazione boccia il monitoraggio degli spostamenti, scettico della reale efficacia di questi strumenti nel contenere una possibile seconda ondata di contagi.

Ed allora, da un lato si accoglie di buon grado la ipotesi di adottare strumenti che consentano di ricostruire gli spostamenti e la rete di relazioni dei soggetti che hanno contratto il virus, e dall’altro non ci si rende disponibili ad esser tracciati in prima persona. Una dicotomia che emerge chiara contrapponendo alla utilità percepita la propensione a scaricare l’app Immuni. Ed infatti, solo il 24% dice che lo farà quasi certamente. Anche qui, sono i trentenni a risultare i più convinti.

Tony Ardito

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