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Covid. Il 94% dei dipendenti pubblici vorrebbe proseguire con lo smart working

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Il 94% dei dipendenti pubblici vorrebbe proseguire con lo smart working. E’ quanto emerge da una ricerca di Fpa, società del gruppo Digital 360, presentata al Forumpa e condotta su 4.200 dipendenti pubblici il 92,3% dei quali ha detto di lavorare in smart working.
Se in questi anni uno degli ostacoli alla diffusione dello smart working è stata l’inadeguatezza delle dotazioni tecnologiche la soluzione è venuta dalle persone: il 68,2% del personale ha utilizzato il proprio PC, il 77,1% il proprio telefono cellulare, il 95% la connessione internet domestica. Il 69,5% degli intervistati ha affermato che organizza meglio il lavoro, il 45,7% che ha più tempo per sé e la famiglia e il 34,9% che lavora in un clima di maggiore responsabilizzazione. Il 73,8% svolge tutte le attività in remoto. Il 41,3% evidenzia un miglioramento dell’efficacia lavorativa.
Prima dell’emergenza lo smart working era largamente minoritario nella p.a. con solo l’8,6% delle amministrazioni per le quali era un’esperienza diffusa. “Il bilancio dello smart working “forzato” – si legge nello studio – è assolutamente positivo: l’88% dei dipendenti giudica l’esperienza di successo e il 61,1% ritiene che questa nuova cultura, basata sulla flessibilità e sulla cooperazione all’interno degli enti, fra gli enti e nei rapporti con i cittadini e le imprese, prevarrà anche una volta finita l’emergenza”.
“In 7 casi su 10 – si legge – è stata assicurata totale continuità al lavoro, per il 41,3% dei lavoratori l’efficacia è persino migliorata (per un altro 40,9% è rimasta analoga). Per oltre il 50% la relazione con i colleghi è invariata, per il 20% addirittura migliorata. E se – come ha sottolineato il ministro della p.a. Fabiana Dadone – una volta tornati alla normalità almeno il 40% dei dipendenti pubblici dovrà adottare una modalità di lavoro agile, questi si dicono pronti: il 93,6% vorrebbe continuare così. Ma per la maggior parte (il 66%) il lavoro da casa deve essere integrato con dei rientri in ufficio organizzati e funzionali”.

Fonte Italiaoggi.it

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