Covid, cambiano le regole di primo soccorso: non più respirazione bocca-bocca

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Durante il massaggio cardiaco una mascherina o un telo sul volto della persona da rianimare ma niente respirazione bocca-bocca, se non ai bambini: l’epidemia Covid cambia anche le procedure di primo soccorso. Da quelle per ostruzione delle vie aree a quelle per arresto cardiaco o annegamento, le manovre di rianimazione, infatti, possono esporre al contagio. Per questo il ministero della Salute ha pubblicato le “Indicazioni nazionali per il contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle operazioni di primo soccorso e per la formazione dei soccorritori”. La circolare introduce modifiche ad interim dei protocolli di rianimazione e prevede di eseguire “le sole compressioni toraciche senza la ventilazione”, ovvero evitare la respirazione “bocca-bocca o bocca-naso”.
L’unica eccezione è il soccorso di bambini e neonati: le raccomandazioni internazionali “hanno evidenziato come nelle manovre per contrastare l’arresto pediatrico la ventilazione rappresenti una discriminante importante”, poiché spesso è resa necessaria da un’ostruzione delle vie aree. Perciò, in questo caso, può esser eseguita tale manovra completa.

In generale, per il soccorritore non operatore sanitario è raccomandato in questo periodo pandemico “verificare lo stato di coscienza e la presenza di respiro senza avvicinarsi al volto della vittima” e allertare precocemente i soccorsi. Anche il massaggio cardiaco va fatte considerando la persona da soccorrere come “potenzialmente infetta” e i soccorritori “devono utilizzare i dispositivi di protezione individuale adatti ad evitare l’esposizione ad aerosol generati dalle procedure”. Durante tali manovre di rianimazione cardiopolmonare pertanto, “è opportuno appoggiare sul viso della persona da soccorrere una mascherina o un telo, onde evitare la possibile fuoriuscita di droplets”. Nel caso in cui si debba soccorrere una vittima da annegamento in mare, infine, l’operazione di salvataggio va indossando “maschera e boccaglio” per “minimizzare la trasmissione di secrezioni respiratorie”.

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2 COMMENTI

  1. questa si chiama ottusità o addirittura dolo premeditato in caso succeda qualcosa di grave a uno che sta affogando e non gli viene fatta la respirazione. Non c’entra nulla il virus, che è pure sparito. Questi scienziati o chi ha deciso questa cosa, che per me sono criminali, hanno stabilito che tra, da un lato un POSSIBILE contagio, in spiaggia col sole, caldo, sale e raggi uv.. contagio curabilissimo attualmente..
    e dall’altro una morte quasi certa per asfissia.. è meglio far morire per asfissia.
    Lo volete capire che siamo governati da criminali?????

    L’emergenza annegamento è PRIORITARIA su TUTTO, perchè è roba che ti uccide in pochi minuti se non secondi.. mentre un presunto covid, tutto da dimostrare poi (visto che non è affatto certo che uno dei due sia positivo), è solamente una “possibile” emergenza futura, tra i 2 e i 15 giorni successivi, periodo di incubazione nel quale eventualmente la somministrazione di idrossiclorochina e eparina sotto controllo medico può senza alcun dubbio scacciare qualunque pericolo covid..

    Pensate in mano a chi stiamo.. e uscite da questa malattia che vi hanno imposto con queste mascherel, altrimenti vi uccideranno per trattamento VIETATO in caso di annegamento…

  2. per la sicurezza del soccorritore, già da 30 aa, non esiste più il bocca a bocca!!!!!! la ventilazione si fa con ventimask ed ambu!!!!!!! se non ce l’hai ….. massaggi soltanto …… ma dai tempi dell’HIV che il bocca a bocca non esiste più!!!!!!!

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