Mezzaroma accanto alla squadra nei giorni che precedono il debutto

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«Sono davvero curioso della partita con il Pisa, è la prima gara dopo tre mesi di stop forzato. Sarà un’incognita per tutti. Praticamente non sai cosa succede e alla fine è come giocare in campo neutro: senza pubblico, il fattore campo è annullato. Con tre mesi di inattività totale (o quasi) alle spalle.

E’ tutto da vedere e da vivere, insomma”. A dirlo Marco Mezzaroma in una intervista a Il Mattino oggi in edicola. Il co patron granata che la prossima settimana sarà a Salerno nei giorni che precederanno la ripresa della stagione esprime tutta la sua soddisfazione ma anche curiosità per questa fase finale di campionato atipica

“Voglio essere vicino alla squadra nei giorni immediatamente precedenti alla partita. Mi ero ripromesso di scendere appena possibile e di fermarmi fino al match e lo farò”, ha affermato Mezzaroma che poi ha aggiunto: “Oggi registriamo una doppia buona notizia: da una parte il calendario ufficiale della B e dall’altra l’apertura del Cts in caso di un nuovo positivo. Questo significa che nella malaugurata ipotesi ci fosse un nuovo caso non si ferma più tutto. Ritengo sia una soluzione di buon senso. E questo va riconosciuto alla Federazione e agli organi di Governo.

Il calendario? È necessariamente molto serrato, ma ritengo anche abbastanza equilibrato. In Lega B avevamo messo una serie di paletti in assemblea per giocare tutti insieme il più possibile. Anche qui credo sia stata trovata la migliore soluzione possibile. Anche sugli orari abbiamo cercato di utilizzare dei criteri il più possibile uniformi. A rotazione, praticamente tutte le squadre sono sulla stessa barca”.

Mezzaroma potrebbe essere anche a Chiavari il 26 giugno, oltre che sugli spalti (deserti) dell’Arechi il 20: “Mi sembra giusto cercare essere il più vicino possibile alla squadra anche in trasferta. Ho sentito Ventura, l’ambiente carico e c’è una grande voglia di riprendere. I giocatori sono professionisti, sono pagati, ma alla fine scendono in campo per il gusto di giocare a pallone. Porte chiuse? Il tema è sul tavolo e credo che se ci dovessero essere condizioni favorevoli non ci siano pregiudizi ad un’apertura. E’ anche vero che uno stadio non è un teatro e non è un cinema”.

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