Emergenza Covid, Cig: 89mila lavoratori ancora senza sussidio

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Sono 89 mila i lavoratori che ancora aspettano di ricevere il primo pagamento di cassa integrazione. In tutto le mensilità, gli assegni, ancora da pagare sono 370 mila. Mentre sfiora quota 110 mila il numero delle domande di integrazione salariali tenute in stand-by, nel cassetto dell’Inps.
A fare il punto è la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. In Aula alla Camera, rispondendo a un’interrogazione di Iv, chiarisce le dimensioni dell’arretrato, stando ai dati dell’Inps. Ma rimarca anche le coperture finora assicurate, con oltre 3 milioni e 31 mila persone raggiunte dalla cassa Covid. Il 97% del totale.
EMERGENZAIntanto il Reddito di emergenza, concepito per aiutare le famiglie in difficoltà a causa della pandemia, a raggiunto 209mila nuclei, a fronte però di un numero di richieste più che doppio. Circa mezzo milione le persone interessare dalla misura, che in media vale 572 euro al mese. Il sostegno strutturale che invece arriva con il Reddito di cittadinanza vede la platea dei beneficiari estendersi a 2,9 milioni. E ben 1,9 milioni risiedono nel Mezzogiorno.
Quanto alla Cig, Catalfo insiste sullo compiuto. Nonostante tutte le deroghe e le semplificazione apportate si è comunque, riconosce, il «sovraccarico di domande e pratiche senza precedenti». Promette che sarà fatto il «massimo». Anzi assicura che è già stato fatto. Ciò, «senza voler in alcun modo sminuire la portata delle conseguenze che ogni ritardo nei pagamenti genera», aggiunge. Il «ritardo», appunto, è il problema. Al momento, dati aggiornati ai primi di luglio, non hanno ricevuto neppure la Cig di marzo un numero di lavoratori che pressappoco eguaglia gli abitanti di una città come Catanzaro.
ACCUSAIl deputato di Italia Viva che ha sollevato il tema durante il Question Time a Montecitorio, resta insoddisfatto, reclamando che serve «dire con esattezza quando i 100mila italiani che da marzo non percepiscono un euro, lo percepiranno».
Sotto accusa la ministra mette il sistema degli ammortizzatori sociali, così come rivisto nel 2015. Catalfo spinge per la riforma. La commissione tecnica formata da cinque prof ha un mandato che scade a fine ottobre, ricorda. La tabella di marcia prevede che la settimana prossima siano sentiti sull’argomento i sindacati, il 23 luglio, e le imprese, il 27. Aziende che però hanno già messo le mani avanti. Confesercenti subito specifica che il nuovo meccanismo non si deve tradurre in oneri aggiuntivi. L’assicurazione universale, a cui si punta, toccherebbe anche le aziende più piccole. Tuttavia la ministra puntualizza che, se è vero che l’impostazione è quella di un sistema che copra tutti, è necessario «valorizzare differenze e specificità di aziende e settori produttivi».

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