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L’Ue e il governo del non-fare (di Angelo Giubileo)

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L’accordo sul Recovery fund è stato appena chiuso, questa mattina alle ore 5,32. Nell’immediata conferenza stampa approntata, il Presidente del Consiglio italiano ha detto che per l’Italia si rendono complessivamente disponibili € 209 miliardi, di cui € 82 mld in forma di sussidi e € 127 mld in forma di prestiti.

Prima annotazione: gli 82 mld suddetti servono a coprire gli impegni già assunti dal Governo con il Dl Rilancio. Seconda annotazione: la disponibilità dei 209 mld non avverrà prima del secondo trimestre 2021. Terza annotazione: le somme elargite potranno essere usate per coprire impegni di spesa già assunti prima della concessione.

Quarta annotazione: le risorse in forma di prestiti saranno concesse solo dopo la presentazione in autunno di piani di riforme nazionali che dovranno essere approvati dall’Ue in sede di Commissione ma con la possibilità di riesame da parte del Consiglio e conseguente blocco delle tranche di finanziamento in corso.

Il Presidente del Consiglio si è augurato anche che l’accordo sul Recovery fund distolga in Italia dall’attenzione “morbosa” che circonda il Mes.

Quinta annotazione: ricordiamo che il Mes prevede per l’Italia un finanziamento di 37 mld da spendere, direttamente o indirettamente, per motivi sanitari legati all’emergenza della crisi in corso.

Prima dell’inizio del Consiglio Europeo, le cronache accreditavano per l’Italia dal Recovery fund una disponibilità complessiva di 172 mld. Se a questa cifra si aggiungono i 37 mld del Mes, il totale prima e dopo della seduta di fine settimana non cambia ed è pari a 209 mld. La differenza è solo che, prima e dopo il Consiglio europeo, la quota in forma di sussidi è diminuita e conseguentemente quella in forma di prestiti è aumentata. Angelo Giubileo

Angelo Giubileo

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