Covid, il Cotugno si “ripopola”: 13 malati, 3 in gravi condizioni

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Nella giornata di ieri si sono registrati ben sette nuovi ricoveri, cinque con conclamato contagio e due sospetti. Il totale, dunque, è di tredici malati, di cui dieci conclamati. Di questi, tre sono in gravi condizioni, rendendo necessario il trasferimento in Rianimazione o in terapia sub-intensiva.

Anche il reparto di infettivologia, sotto la guida di Rodolfo Punzi, inizia a contare nuovamente persone, al pari di quello di sub-intensiva. Lì vengono accolti i degenti che necessitano di ventilazione con maschere a ossigeno.

Tra gli ultimi due casi di Covid, giunti al Cotugno di Napoli, un uomo di Giugliano e uno skipper di Salerno. In degenza ordinaria ci sono una donna già affetta da linfoma già ricoverata da tempo e un 17enne rom di Scampia, in condizioni stabili.

A questi si aggiungono una donna dominicana proveniente da Ischia, un uomo di Tufino coinvolto nel focolaio Nolano e una donna di Secondigliano.

Casi più gravi si trovano in sub-intensiva: un uomo di Mondragone, un’altra donna affetta da linfoma, la mamma del ragazzino rom e una coppia di Portici.

A Napoli città i pazienti ricoverati al momento sono sei. Tra questi, tre rom di Scampia e una venezuelana. Quest’ultima, giunta al Pellegrini, attualmente si trova in isolamento. Positivo anche un 20enne napoletano di rientro da Scalea.

Alcune positività sono state riscontrate anche sull’isola di Capri. Una ragazza romana, che aveva frequentato prima l’isola azzurra poi Acciaroli, è risultata positiva al test. Oltre lei, ci sono altre 4 persone in isolamento a Capri, in attesa dell’esito del test.

www.vesuviolive.it

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7 COMMENTI

  1. Che sono casi di Covid-19?
    Non è che li confondete con punture di medusa?
    Alla demenza umana non c’è limite, si dirà che le polmoniti sono frequenti anche nel periodo estivo.

  2. Certo che esisteva anche prima, ma era causata da altri fattori, ai quali oggi si aggiunge un virus del quale non sappiamo ancora molto, che circola ancora liberamente, e che può fare ancora parecchi danni. Alle polmoniti di prima oggi si aggiungono le polmoniti causate da covid, che come tutte le polmoniti non sono una passeggiata.

  3. Ogni anno nelle regioni del Nord in alcuni periodi le polmoniti intasano i reparti di terapia intensiva e per certi versi anche gli obitori.

  4. al terzo tentativo.. leggendo l’articolo si capisce solo che nello stesso articolo i casi sono nominati tre volte, tanto per abbondare, vero? poi magari si capisce pure che qualcuno è ricoverato da tempo per linfoma, ma che importa? conta solo il covid, vero? A nessuno viene il dubbio che questi casi con linfoma siano peggiorati proprio a causa della scellerata e criminale chiusura degli ospedali???

  5. cercate “polmoniti brescia 2018” e poi mi dite se abbiamo avuto una cosa eccezionale oppure no.

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