“Voglio assistere alla nascita di mia figlia”: lettera-appello ai dirigenti del Ruggi

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Ha rivolto un appello accorato, attraverso una lettera, ai dirigenti dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi di Salerno per vivere da vicino le emozioni della paternità. Un uomo residente a Pontecagnano Faiano – come scrive il quotidiano “Le Cronache” – ha espressamente chiesto di «assistere al travaglio e alla nascita» della figlia. Il lieto evento dovrebbe avvenire il 15 agosto. Ma al momento, in ottemperanza alle prescrizioni anti Covid, l’accesso gli è negato: il regolamento interno del reparto di Ostetricia e Ginecologia non permette la presenza di alcun familiare nella sala parto e nel reparto stesso.

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7 COMMENTI

  1. A meno che non sia un medico meglio se aspetta fuori. I padri in sala parto sono solo una seccatura. Svengono, intralciano, si impressionano. Il parto è un momento della donna.

  2. Belli questi commenti… vi dovrebbero dare un premio! Dovreste immaginare che avere un proprio caro all’interno di un ospedale e non potergli stare vicino ti fa stare male, soprattutto in questo periodo.
    Padre, madre, moglie, marito, figlio vorreste dargli forza e coraggio… e invece dovete aspettare che qualcuno risponda dal reparto (se il paziente non é in grado) per dirvi come sta, se rispondono perché se c’è un’emergenza certo non si mettono a telefono. E a te viene paura perché non sai se quell’emergenza riguarda te. Immedesimatevi un attimo in questo padre che probabilmente ha paura per sua moglie e sua figlia e non vuole lasciarle sole. Avete fatto i vicesceriffi dai balconi durante il lockdown ma siete stati i primi a togliervi le mascherine ed avere comportamenti irresponsabili subito. É pure colpa vostra se adesso i pazienti degli ospedali non possono avere il conforto di una (UNA) persona cara.

  3. Da un sondaggio effettuato dall ISTAT il 100% degli scriventi nei commenti non ha avuto figli ma parla come se fosse esperto di parto, assistenza ostetrica e non…
    Però di rimando lo stesso 100% degli scriventi nei commenti, sempre secondo un sondaggio ISTAT, inveisce contro i sanitari quando vietano l accesso ai reparti di degenza o in pronto soccorso per il familiare ricoverato.
    Si sta proponendo un esame di coscienza da globale. Presto le modalità di partecipazione.

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