Stop alle aggressioni in corsia: una legge a difesa dei medici, pene fino a 16 anni

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail
4
Stampa
Stop, finalmente, alle aggressioni nelle corsie egli ospedali. Ieri il Senato ha dato il via libera all’unanimità – come scrive il quotidiano “Il Mattino” – al disegno di legge che punta a garantire la sicurezza di medici, infermieri, operatori sanitari Rischia una pena fino a 16 anni di reclusione chi aggredisce il personale sanitario nell’esercizio delle proprie funzioni.In pratica si applicano le aggravanti previste per chi colpisce un pubblico ufficiale: sono dunque fissate pene da quattro a dieci anni per le lesioni gravi e da otto a sedici anni per le lesioni gravissime.

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail

4 COMMENTI

  1. Mi sembra giusto, tuttavia voglio fare l’avvocato del diavolo e dico che sarebbe anche opportuno che le forze dell’ordine o ispettori preposti monitorino il lavoro dei sanitari e controllino il regolare funzionamento delle strutture ospedaliere. Bisognerebbe sottoporre test valutativi del servizio ai degenti o ai dimessi, proprio come di fa per gli operatori dei call center. Per esperienza diretta, o quasi, posso dire che ci sono eccellenze, ma anche reparti pessimi per i quali è meglio non passare… E mi fermo qui.

  2. Sono d’accordo, e penso che l’essere civili debba prevalere a prescindere. Però…… credo anche che per appurato errore medico debba esserci una legge che preveda detenzione ed espulsione dall’albo.

  3. Trovo giustissima questa legge. Chi lavora in ospedale, cliniche, laboratori analisi, e le strutture sanitarie in generale ha il sacrosanto diritto di lavorare tranquillo e di assistere il ferito al meglio senza il rischio di finire suo malgrado disteso su una lettiga con il naso fratturato (nella migliore delle ipotesi).
    Chi aggredisce il personale sanitario altro non fa che ritardare l’assistenza e se è convinto che aggredendo acquisisca diritti o priorità si sbaglia di grosso.
    E’ vero ci sono sanitari che per carattere o modi di fare non meriterebbero neanche di lavorare in miniera, ma questo non autorizza l’aggressione perchè persone pessime le si incontra in tutti i tipi di lavoro. Basti pensare una cosa: magari la persona che sferra un pugno all’ infermiere al pronto soccorso perchè lo ha messo troppo in attesa, un ora prima in ufficio ha messo in attesa qualcun altro perchè doveva prendere il caffè o rispondere al messaggio….
    La violenza non è mai la scelta migliore.

  4. Infatti per i pazienti c’è gia tutela legale. Basti vedere il numero di denunce e di processi a carico di infermieri e medici i quali pagano risarcimenti ed in casi piu gravi anche con la detenzione.
    Il problema è che chi aggredisce il personale sanitario è chi accompagna il paziente non direttamente il paziente stesso ed in un paese civile questo non può e non deve essere tollerato.

Commenta

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente. I commenti di questo blog non sono moderati nella fase di inserimento, ma Salernonotizie si riserva la facoltà di cancellare immediatamente contenuti illegali, offensivi, pornografici, osceni, diffamatori o discriminanti. Per la rimozione immediata di commenti non adeguati contattare la redazione 360935513 – salernonotizie@gmail.com Salernonotizie.it non e’ in alcun modo responsabile del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità. Salernonotizie.it si riserva la possibilità di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP del computer da cui vengono inseriti i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Salernonotizie.it non è responsabile del contenuto dei commenti agli articoli inseriti dagli utenti. Gli utenti inviando il loro commento accettano in pieno tutte le note di questo documento e dichiarano altresì di aver preso visione e accettato le Policy sulla Privacy.