Unioncamere annuncia nuove opportunità per il mercato del lavoro

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Un segnale di fiducia arriva da una indagine di Unioncamere, l’ente pubblico che unisce e rappresenta istituzionalmente il sistema camerale italiano. Tra il 2020 e 2024 andranno a lavorare circa 1,8 milioni di diplomati e laureati: entro i prossimi cinque anni saranno oltre 1,8 milioni i diplomati e laureati – circa il 69% del fabbisogno – a ottenere un contratto di lavoro.

Si profilerebbe, dunque, una buona occasione per coloro che sono in cerca di occupazione e in particolare per quanti hanno già conseguito la laurea, la maturità o una qualifica professionale. L’indagine svolta di recente dall’importante Ente ha attenzionato in modo particolare i fabbisogni occupazionali che emergeranno tra il 2020 e 2024.

Secondo lo studio, infatti, saranno oltre 898 mila i laureati, ben 902 mila i diplomati e più di 683 mila le persone in possesso di qualifica professionale a trovare impiego durante il prossimo quinquennio per sostituire il personale uscente per ragioni di età. Tuttavia, emerge una importante carenza nel mercato di figure che hanno seguito un percorso di formazione e istruzione professionale: infatti, in 4 casi su 10, non ci saranno candidati con un profilo adeguato onde ricoprire le posizioni aperte.

In riferimento specifico ai titoli di studio che otterranno più opportunità, tra i percorsi universitari emergono quello medico, sanitario e paramedico – si stima una richiesta di 173 mila unità – seguito da quello economico – circa 118 mila laureati – e quello dell’Ingegneria – oltre 117 mila unità – ma non mancano sicuramente all’appello le lauree dedicate all’insegnamento, tra cui anche le scienze motorie.

Da Unioncamere giungerebbe, dunque, una notizia confortante, tanto più se si considera quanto emerso dall’ultima “Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione” stilata dall’Istat e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e secondo cui, l’andamento del quadro occupazionale si è sviluppato in una fase di forte flessione dei livelli di attività economica, con il Pil che nell’ultimo trimestre segna una diminuzione congiunturale del 12,8%. L’occupazione risulta in forte calo sia rispetto al trimestre precedente che su base annua; il tasso di occupazione destagionalizzato è pari al 57,6% (-1,2 punti in tre mesi).

di Tony Ardito

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