Salerno: Hanif, il giovane clochard cacciato dall’aiuola di via San Benedetto

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Si chiama Hanif il giovane senza fissa dimora cacciato ieri, dagli operatori ecologici di una cooperativa, da un’aiuola di via San Benedetto. A denunciare l’accaduto, nella giornata di sabato, alcuni residenti della zona contestando l’operato degli operatori ecologici. Lo scrive Erika Noschese sull’edizione odierna, on line, del quotidiano Le Cronache.

Il giovane straniero, senza dimora, è seguito da Antonio Bonifacio, direttore dell’ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Salerno che, anche attraverso i suoi canali social, ha voluto raccontare l’accaduto: “Hanif, fratello straniero (tecnicamente senza dimora) che guarda con sguardo apparentemente assente la “sua casa”, ripetendo “non c’è più la mia casa, distrutta la mia casa, non ho più la casa”… e poi via scomparendo tra i vicoli del centro.

La “sua casa”: perché Hanif da diversi giorni la sera si andava a coricare nel centro di questa aiuola, bella, rigogliosa, grande tanto da consentire di scomparire al suo interno dalla vista di passanti, protettiva da poter diventare rifugio per un riposo notturno – ha detto Bonifacio –

Questa mattina (sabato per chi legge ndr), gli operai dediti alla cura del verde hanno potato l’aiuola e al suo interno, raggomitolato in se stesso ed invisibile dall’esterno (garantisco!) avvolto in una coperta c’era questo corpo tremante, forse per il freddo”. Hanif è una delle vittime del lockdown con perdita di lavoro, sostegno economico, possibilità di sostegno alla famiglia nel paese di origine.

“Sicuramente diverse cose non hanno funzionato, il non poter rientrare al suo paese subito, il non esserci posto in reparto, il dover chiamare prima troppi numeri per attendere un intervento specifico, il non comprendere nel nostro sistema dei “diritti” il diritto per un fratello straniero di non comprendere la burocrazia, ecc – ha dichiarato Bonifacio – Hanif, non è solo un uomo al centro di un’aiuola ma un uomo che guarda la sua casa, costruita al centro di un’aiuola che, nella sua mente, era il suo unico rifugio da una realtà complicatasi. A noi, che spesso non guardiamo il mondo dalla strada (intesa come luogo di vita) un invito ad abbassare non solo lo sguardo ma la prospettiva”.

5 Commenti

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  • Quindi per qualcuno, dal loro comodo divano, con riscaldamento, aperitivo e vista mare, è normale accogliere stranieri e “seguirli” facendoli dormire per terra, nascosti in una aiuola ?????

  • È facile parlare per chi sta “comodamente” a casa. Portatevelo nell’aiuola sotto casa vostra. Non è vero che l’aiuola è grande e che lo hanno cacciato bruscamente. Anzi!!!

  • Antonio Bonifacio, perchè non gli dai una camera a casa tua? Oppure, perchè non ti attivi per farlo rimpatriare invece di rivendicare il suo giaciglio su un’aiuola? Ma che dici!!!!!

  • Adesso capisco come mai nella zona era un po’ di tempo che sostavano ubriaconi sulle scale e spacciatori sotto il distretto militare! Si stava formando l’allegra brigata!
    State attenti con questa falsa filantropia!

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