Napoli, ancora scontri in piazza: bombe carta manifestanti a polizia

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E’ ancora tensione a Napoli, dopo le scene di guerriglia urbana di venerdì sera, nell’ambito delle proteste contro le misure di contrasto al Covid. Incidenti sono scoppiati in piazza dei Martiri, dove i manifestanti dei centri sociali dei Cobas, dei Carc e di altre sigle di estrema sinistra hanno fatto esplodere tre bombe carte e lanciato bottiglie contro la polizia. Gli agenti hanno risposto con una carica, disperdendo i manifestanti.

Gli incidenti sono scoppiati al termine della manifestazione indetta dai centri sociali, con l’adesione di altre sigle, davanti alla sede di Confindustria Napoli, in piazza dei Martiri.

 

Durante la manifestazione sono state lanciate uova con vernice rossa sul portone del palazzo. Poi, davanti all’ ingresso, è stato collocato uno striscione con la scritta “Quattro morti sul lavoro al giorno, questa e violenza”. In piazza è sopraggiunto un gruppetto di “Antifa” tedeschi con una bandiera e poi un gruppo di aderenti ai Carc (Comitati di appoggio alla resistenza comunista) poco prima degli incidenti, con l’esplosione di tre bombe carta ed il lancio di bottiglie contro la polizia.

 

Gli agenti del reparto celere, schierati davanti all’ ingresso di Palazzo Partanna, sede di Confindustria Napoli hanno risposto con una carica, disperdendo i manifestanti, poco più di un centinaio. Sul lockdown, i manifestanti hanno detto di non essere contrari ma a patto che “per disoccupati e lavoratori ci sia il salario pieno garantito”. Altri incidenti sono poi scoppiati in piazza Amedeo, dove un gruppetto di manifestanti si è diretto per raggiungere la sede della Regione, a Santa Lucia. Qui sono entrati in azione anche i carabinieri per bloccarli.

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2 COMMENTI

  1. queste melme umane sono anni che fanno questo a Napoli…è ora di castrarli per bene

  2. Ora inizia la sinistra…gli estremisti sono in combutta con la camorra.
    Certo che i lavoratori sono strani.
    Andavano a lavorare e avevano timore per il virus.
    Non ci vanno, e nel frattempo in molti fanno il doppio lavoro, e pretendono tutto lo stipendio.
    Tralasciando le truffe in concorso coi datori (finte assunzioni x avere naspi, lavoro a nero x non perdere i vari bonus, cig false ecc) A questo punto x mettere tutti d accordo andrebbe data la facoltà di scelta se andare (col rispetto delle tutele) o no. Un Po come la dar e nessuno si lamenta più

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