Appello delle Acli salernitane: a rischio 76 anni di socialità diffusa

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Con le prescrizioni dell’ultimo DPCM del 24 ottobre che in Campania venivano anticipate di quindici giorni con l’Ordinanza regionale n. 79 abbiamo il dovere di esternare – dichiara Gianluca Mastrovito Presidente provinciale delle ACLI salernitane – la seria preoccupazione unita al disappunto, per restrizioni che in maniera tranchant, minano il futuro dell’associazionismo e la tenuta del tessuto sociale.

“Abbiamo piena consapevolezza di quanto accade intorno a noi e della necessità di sollecitare e promuovere comportamenti corresponsabili capaci di aggiungere buon senso alle misure di contenimento del contagio. D’altronde la nostra identità costitutiva, è frutto di una precisa scelta di tutela e promozione del benessere diffuso delle persone.

Forti di una lunga storia, spesa tra la gente sul territorio, accanto ai bisogni di tutti, abbiamo il dovere in questo tempo di incertezze a cui si uniscono scelte politiche non condivise e poco ponderate, di denunciare il rischio di un azzeramento delle realtà associative che in varie forme risultano unici presidi di contrasto alle fragilità e disuguaglianze”.

“In tutte le nostre strutture – continua Mastrovito – il post lockdown ha significato per le Acli, la più grande APS in Italia, attivarsi con investimenti di tempo e risorse finanziarie per riaprire e mettere in sicurezza luoghi di servizio, circoli, spazi educativi con protocolli adeguati, per attrezzare piattaforme in remoto cosi da non lasciare indietro tutele e diritti.

Ebbene, uno sforzo significativo proprio nell’ottica di non disperdere quel patrimonio di prossimità, lavoro e socialità che ora, misure contraddittorie e non accompagnate da ponderati interventi finanziari, questi sforzi rischiano di vanificarli”.

“Rinunciare ai luoghi e spazi socio-educativi in molti territori della nostra provincia, equivarrà ad indebolire il tessuto connettivo, arretrare nella conquista dei diritti, aprire spazi di vulnerabilità economica e sociale, rinunciare a tenere viva la vita compagnevole”.

A fronte di questo quadro desolante, urge un intervento chiaro ed immediato che sappia cogliere l’opportunità di non aggravare costi scoiali che spesso l’azione volontaria sostiene ed assolve in maniera generosa e silenziosa. Realtà associative le nostre, che sono anche esperienze di buona economia sociale e lavorativa; elementi che, dunque, meritano ulteriore riflessione.

Alla Politica regionale e nazionale le Acli hanno fornito la piena disponibilità al confronto per aiutare a decidere sul destino di un Terzo Settore che fatica ad essere compreso nelle sue dinamiche e peculiarità.

L’interlocuzione avuta con l’On. Franco Picarone – conclude Mastrovito – che ha mostrato disponibilità ed attenzione al nostro grido di allarme, si è concretizzata nella opportunità di avanzare soluzioni percorribili e concrete che compatibilmente alla sostenibilità sanitaria e finanziaria vada nella direzione di soddisfare alcune richieste; dall’ apertura contingentata delle somministrazioni al pari dei pubblici esercizi agli sgravio su pubbliche imposte, contemplando la sospensione del canoni di locazione o l’intervento di forme di credito imposta.

Serve una Politica che faccia del discernimento la sua prerogativa, che conosca il valore di ciò che esprimiamo e che cerchi di valorizzarlo per il bene di tutta la collettività!

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