Al Museo Frac di Baronissi la mostra di Ugo Cordasco “Places Waiting”

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Sabato 31 ottobre, in versione on line (OFFICIAL PAGE Facebook MUSEO FRaC – SFOGLIA IL CATALOGO – YOUTUBE Bignardi, YOUTUBE Cordasco ), viene presentata la mostra UGO CORDASCO places waiting che apre il programma delle esposizioni e delle iniziative culturali promosse dal Museo-FRaC, Baronissi per la stagione 2020-2021. Dal 14 e fino al 29 novembre la mostra sarà aperta al pubblico con ingresso contingentato e nel rispetto delle norme anti-COVID.

La mostra propone quaranta sculture realizzate dal giovane artista campano in quest’ultimo decennio. Si tratta di sculture in ferro dall’articolata struttura geometrica, cariche di tensioni e al tempo stesso di dinamismo.

“È importante – ha osservato Gianfranco Valiante sindaco di Baronissi – che unitamente alla cura dei cittadini, al sostegno e al rilancio dell’economia, vi sia attenzione alla cultura. La mostra dedicata ad Ugo Cordasco, on line e in presenza, testimonia la ferma volontà dell’Amministrazione comunale di non derogare all’impegno preso con quanto avviene, sul piano culturale, nella nostra realtà. Inaugurare una nuova stagione espositiva del nostro Museo, che sarà sotto la più stretta vigilanza e rispetto delle norme, ma soprattutto aprire con la mostra di un giovane artista, è il segno di una speranza che noi tutti sentiamo forte”.

“Il dato preminente, che caratterizza le esperienze condotte da Ugo Cordasco in questi ultimi anni – rileva Massimo Bignardi nel testo al catalogo pubblicato da Gutenberg Editore – è la necessità di far emergere dalla scultura un dettato costruttivo che tiene insieme sia la composizione e il suo articolarsi nella dimensione spaziale, sia il suo spingersi nell’anima dei luoghi, nel vitalismo della realtà. Parafrasando quanto scriveva Pavel Florenskij, a proposito della costruzione e della composizione, possiamo osservare che la prima è per il giovane artista campano “ciò che la realtà vuole dall’opera” e la seconda ciò che egli vuole “dalla sua opera”.

In fondo, il procedere per piani saldati tra loro, seguendo un reticolo geometrico, lascia intendere quanto il progetto abbia la priorità nel suo operare da faber, da creativo, che della saldatura ad arco ne ha fatto un linguaggio personale, senza cedere alla suggestione dell’assemblare oggetti con il valore di ‘corpi’ posti nel registro di un segno astratto”.

La mostra resterà aperta fino al 29 novembre.

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