Coronavirus, in Italia 30.550 nuovi casi e 352 decessi. Situazione critica

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Sono 30.550 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia, a fronte di 211.831 tamponi eseguiti. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 352 per un totale di 39.764 dall’inizio della pandemia. Aumentano di 67 unità le terapie intensive (2.292 in tutto), mentre sono 1.002 in più i ricoveri negli altri reparti Covid. La Regione più colpita è ancora una volta la Lombardia con 7.758 nuovi casi, seguita da Campania (4.181) e Piemonte (3.577).
Gli attualmente positivi in Italia sono 443.235, 25.093 in più di ieri. I guariti nelle ultime 24 ore sono invece 5.103.

Rezza: “Trend in stabilizzazione ma su livello di casi alto” “Il trend sembra mostrare una certa stabilizzazione ma non sappiamo ancora se possiamo vedere gli effetti di alcuni provvedimenti presi, come il Dpcm e alcune ordinanze regionali su uso continuativo delle mascherine di cui dovremmo iniziare a vedere effetti. Abbiamo avuto un forte aumento dei casi e adesso vediamo una stabilizzazione ma su livelli piuttosto elevati, ci auguriamo di vedere qualche segnale positivo”. Lo ha detto il direttore del dipartimento Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza.

 

“Regioni piu colpite Lombardia, Piemonte e Campania””Le Regioni piu colpite – ha affermato ancora Rezza – sono la Lombardia, il Piemonte e la Campania che registrano molti positivi. Sono Regioni che, in termini di tasso di incidenza, sono piuttosto alte. L’incidenza è elevata anche in Veneto mentre in Lazio vediamo un leggero incremento che però sembra essere abbastanza graduale. Poi ci sono Regioni più piccole come l’Umbria con 500 casi circa, che in termini di incidenza sulla popolazione è piuttosto elevata”.

 

Rezza: “Regioni zona rossa ancora in via di valutazione”Quali Regioni sono in zona rossa “è ancora in via di valutazione; è un combinato disposto di criteri di incidenza e tendenza, valore Rt e 21 indicatori compresi quelli di resilienza, cioè su quanto il sistema è’ in grado di rispondere. Credo che l’applicazione di zone rosse da parte delle Regioni, a parti piccole del territorio, a livello subregionale sia un meccanismo del tutto praticabile”.

 

“Ora priorità è ridurre l’afflusso al Pronto soccorso” Secondo Rezza, “diminuire l’afflusso ai Pronto soccorso e alle strutture ospedaliere è in questo momento assolutamente una priorità, perché se è vero che la mortalità tende ad essere più bassa, quando aumentano i casi cresce il numero dei decessi dopo un po’ di tempo. Con una patologia che nella maggioranza dei casi ha pochi sintomi bisogna ridurre il rischio di ingolfare le strutture ospedaliere”.

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