La prigione della popolarità (di Giuseppe Fauceglia)

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E’ ormai sotto gli occhi di tutti il contrasto tra Governo e Regioni sulla gestione della seconda fase della pandemia. In un Paese normale ciò avrebbe dovuto comportare un dibattito serio sulle competenze regionali in tema di sanità e trasporti, nonché sull’impluvio di altre materie che una sciagurata riforma del Titolo V della Costituzione ha inteso attribuire alle Regioni.

Proprio agli Enti che, in questi anni, hanno speso (e a volte dilapidato) notevoli risorse pubbliche senza alzare i livelli di efficienza delle prestazioni per i cittadini, ed altre volte non hanno neppure saputo utilizzare i puri ingenti finanziamenti messi a loro disposizione dalla stessa Unione Europea. La finta devolution è stata pagata in moneta sonante dal bilancio pubblico italiano con il trucco della Spesa Storica.

Gli effetti di questa singolare vicenda, nascosta dalla politica e neppure posta al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica dai mezzi di comunicazione, sono esplosi con la seconda fase della pandemia, sino ad arrivare alle accuse rivolte alle Regioni di nascondere i numeri dei nuovi contagiati o di non aver comunicato i posti letto per le terapie intensive, in tal modo provocando il sostanziale collasso del sistema sanitario nazionale.  L’assenza di un piano nazionale sanitario idoneo ad affrontare la seconda ondata del virus sicuramente è ascrivibile al Governo, ma ciò non può nascondere altrettante rilevanti inefficienze regionali.

Ad esempio, è’ stato nascosto il report di 102 pagine redatto dall’Ufficio Regionale Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (svelato nel corso della trasmissione televisiva “Report”), il quale descriveva in maniera impietosa lo stato della sanità italiana anche in occasione della prima ondata del virus.

Ora, di fronte alla nuova e più pericolosa seconda ondata della pandemia, con la conseguente crescita dei contagiati e del collasso dei reparti di terapie intensive, Governo e Regioni si scaricano delle rispettive responsabilità sull’adozione di scelte necessarie e ritenute sgradite (tra cui rientra anche l’utilizzo del MES).

Nessuno, cioè, intende assumersi la responsabilità di compiere scelte non gradite, così realizzando l’effetto irrimediabile della diffusione dei contagi e dei morti che ne seguiranno. Questo, del resto, è il risultato di una politica costruita esclusivamente sui sondaggi e su mere preclusioni “ideologiche”.

La risposta dei “capetti” regionali non può più limitarsi alle battute da avanspettacolo, utili per una risata liberatoria, ma certamente estranee alla dovuta “serietà” di governo del territorio. Neppure il Presidente del Consiglio, in un crescendo di pura autocelebrazione, può propagandare DPCM ancora da approvare, fidando sul fatto che le comparse televisive (magari a reti unificate) possano arrestare il calo dei consensi. Il richiamo del Presidente della Repubblica, l’unico che ancora tiene la barra diritta, sul senso di responsabilità e sull’urgenza di scelte condivise, è sostanzialmente rimasto inascoltato.

Invero, la limitazione delle libertà di circolazione ed economiche non possono dipendere da una fantasiosa divisione del territorio della Repubblica, con utilizzo di criteri meramente cromatici, ma richiedono scelte generali ed omogenee di un lockdown, che solo apparentemente oggi potrebbe definirsi “parziale”.

E’ evidente che ciò che difetta in questo momento è  l’idea dello “Stato”, e tanto proprio quando l’emergenza sanitaria ed economica richiede non solo un arretramento del “privato” – tanto osannato nel periodo del liberalismo à la page e dalla retorica incerta della sussidiarietà – ma un intervento sempre più penetrante (se non invasivo) dei pubblici poteri. Proprio in questo drammatico momento storico andrebbe valorizzato il ruolo dello Stato, la sua efficienza, l’efficacia delle sue iniziative, senza perdersi in trastullanti ed inutili diatribe dal vago sapore avvocatesco. Naturalmente, ciò richiederebbe una consapevolezza anche da parte delle opposizioni, che, ad oggi, mi appaiono trincerate su una logica di puro contrasto..

Mi rendo, amaramente, conto che questo “scatto” di orgoglio  è impossibile chiederlo alla attuale classe politica, mentre, intanto, i morti aumentano e gli ospedali si avviano alla saturazione.

Giuseppe Fauceglia

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15 COMMENTI

  1. Diamo atto a questo giornale, che pur con i suoi limiti di censura a commenti eccessivamente critici nei confronti dei suoi finanziatori, nell’ospitare il Prof. Fauceglia con così lucide analisi della realtà italiana, riesce ad elevare esponenzialmente il basso livello culturale della platea dei contenuti.

  2. La sciagurata riforma è la risposta politica ad una un tempo famosa formazione politica secessionista italiana che, assieme ai finti liberali e ai neofascisti presenti in quello schieramento, ha fatto arretrare il Sud di 20 anni. Cerchiamo di inquadrare le sciagure nel loro contesto.

  3. Bell’articolo, interessante e veritiero…certo avere in Campania il clown come presidente non aiuta in questa e in nessun’altra situazione

  4. Basta leggere il commento di chi mi precede, o i tanti vomiti da social. Le analisi , anche la sua egregio, vanno a farsi benedire perchè sono analisi che muovono dal preconcetto di strumentalizzare la situazione a fini di consenso elettorale, perchè anche la sua è un’analisi che parla al sottopancia della sua cerchia. Ma cosi non si va da nessuna parte, non si risolvono i problemi, anzi si accentuano le tensioni e le divisioni, si armano le mani dei poveretti e dei miserabili. Prima di scrivere, contare fino a 100 e farsi un esame di coscienza, sulla propria “carriera”, sui propri “compromessi”.

  5. Vicienz con i monologhi circensi dice sempre le stesse cose ormai inutili cambia solo le battute…covidnotizie delucranotizie mi meraviglio che mettiate anche una persona ragionevole.

  6. A dire la verita il covid e stato uno strumento di consenso elettorale,ma da parte di chi negli ultimi 5 anni ha fallito, su tutto sanita,rifiuti,scuola, gestione virus.Non e vomito sociale,e constatare la realta, purtroppo la gente non lo ha capito ed ha continuato a votare questi personagg.L analisi del Prof.Fauceglia ha un unico difetto: quello di non dire che questa classe politica,eredita il vecchio clientelismo dc e psi, di cui molti hanno tratto privilegi

  7. negli ultimi 5 anni in Campania sono stati riparati guasti contabili, finanziari e gestionali di entità enormi. Ovviamente ce ne vuole tempo per sperare di rimettere tutto in carreggiata. Ma è tutto documentato, facilmente comprensibile per chi ha capacità e onestà intellettuale nel saper leggere dati, delibere, e bilanci; soprattutto dopo anni e anni di mancata rendicontazione e di commissari governativi. Per Lei no, non è possibile nè leggere nè intendere. Lei è tifoso: è pronto a negare e a rinnegare, pur di vomitare social.

  8. E le inchieste sull asl1 a napoli ,e gli ospedali mai completati, vedi caserta, ed i 3600 milioni di euro di fondi europei mai spesi, perche non vi e la capacita, e la competenza di spenderli, e le inchieste sui covid
    center,soldi nostri buttati, e le inchieste a Salerno, sulle cooperative che gestiscono il verde, e le ecoballe, che in parte non sono ancora state smantellate, e la inchiesta di fun page sui rifiuti, in Campania, due anni fa .Basta o vogliamo parlare ancora di onesta intellettuale

  9. Sono convinto che il professore Fauceglia inizia ad apprezzare il web, per la possibilità di ascoltare la gente e, qualche volta, fare tesoro dei pensieri di qualche lettore libero e anticonformista.
    Purtroppo questa crisi ha portato alla luce le carenze di un sistema democratico che, per ascoltare e garantire tutti, ha finito per non ascoltare e garantire nessuno.
    L’uomo moderno ha perso i punti di riferimento e brancola nel buoi dell’egoismo e dell’edonismo.
    Dobbiamo ringraziare chi ha distrutto la scuola e l’istruzione in generale.
    Gli anni appena trascorsi con un imprenditore che, per difendere i suoi interessi, si fa capo del governo, con un partito che, per difendere gli interessi dei padroni, elimina le garanzie agli operai, con un gruppo di persone che, per paura di condividere o di perdere la ricchezza, chiede e professa la divisione dell’Italia, tutto questo ha dato il suo frutto:
    Un paese spaccato tra i supergarantiti e i poveri cristi. Un paese dove gli evasori fiscali si lamentano dei servizi pubblici inefficienti o dei mancati introiti a nero. Un paese fallito.
    E lei professore, critica il presidente del consiglio che deve barcamenarsi tra gli amici/parenti/congiunti di Verdini, gli amici di Roma-capitale e i presidenti di parecchie Regioni che ambiscono a fare i comici!?
    È il sistema che è obsoleto e da rivedere, perché l’alternativa alla democrazia non può essere la dittatura!

  10. perchè è una fogna a cielo aperto, non è democrazia vomitare insulti e mettere in moro la macchina del fango solo perchè qualcuno vi sta sulle scatole.

  11. Condivido in pieno il tuo pensiero. Chi crede che il Berlusconismo sia finito si sbaglia. Gli effetti li dovremo subire a lungo. Indagati che si appuntano la medaglia della persecuzione giudiziaria. Evasori fiscali che fanno gli opinionisti televisivi. Residenti all’estero che chiamano sfigata la povera gente che non può curarsi. Pseudo politici che cambiano opinione come banderuole al vento. Se oggi Dante assistesse a questo spettacolo indegno si divertirebbe a collocarli nei gironi infernali con sua, e nostra, soddisfazione.

  12. E hai dimenticato di dire che tutto ciò fu fatto per sconfiggere “i comunisti”, i quali si erano sconfitti da sé da anni e anni, ma una parte della nazione, costituita da semplici evasori che si facevano passare per illuminati liberali, temeva che i nipoti dei già blandissimi comunisti italiani gliele potessero far pagare. E infatti, come questi ultimi vincevano, mettendo su maggioranze risicatissime, si formavano automaticamente come per magia dei “tesoretti”, che poi venivano dilapidati dal governo successivo in funzione del consenso. Siamo a questo punto perché abbiamo avuto il peggiore centrodestra europeo, coadiuvato dalla più timida sinistra (??) europea, il tutto impreziosito da generazioni di “prenditori”, che “fanno impresa” perché non sarebbero capaci nemmeno come dipendenti e ovviamente nessuno li vuole. A coronamento della distruzione del sud, è arrivato il figlio ribelle dei secessionisti che mo si vende come nazionalista in funzione anti-negro: che grande mossa politica! Siamo passati da terùn a presidio permanente anti-negro in un battibaleno! Che bello sentirsi utili per una volta! :-)))

  13. Assolutamente d’accordo con Mah e Gino di Tacchio; la verità purtroppo è proprio questa. Questo è un sistema in forte decadenza etica dove gli spazi sono, ahimè, occupati da misere figure che agli occhi di questa società sono modelli da inseguire, anziché da rifiutare. Il Covid19, poi, non sta facendo altro che amplificare queste distorsioni: basti pensare a chi può fare tamponi quasi quotidiani (con risultati immediati) ed a chi per fare un tampone deve pregare di non aver contratto il virus (non ne parliamo del relativo esito).

  14. il suo commento e’ una ottima, ponderata e pacata riflessione ed analisi, financo megliore del post di Fauceglia che ogni tanto si fa trasportare dalla deriva politica, perdendo il senso della realtà.

  15. E’ vero che il berlusconismo, gli evasori fiscali, quella politica di fatta di veline, e super vedette, ha lasciato il segno. Ma a chi tutto questo ha ceduto il passo? A Renzi, alla politica non politica di Zingaretti, ai continuatori del vecchio clientelismo DC, al listone che ha fatto trionfare De Luca, con pezzi di vecchia politica, e di vecchi potentati politici, ad una composita maggioranza di governo, di cui apprezzo le doti Di Conte, che,però, non riesce a dare una svolta , non solo all’emergenza COVID, ma anche a tutto il piano di risanamento economico e sociale, che inevitabilmente si porrà come questione, una volta passata l’emergenza virus. Mi rendo conto che l’alternativa Salvini è aberrante, però e questa politica,non politica, slegata , molte volte dal contesto sociale e dei territori, a mettere su un piatto di argento una svolta , che nessuno si augura, per le prossime elezioni politiche.

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