In 4 al Cardarelli tentano di cavare un’occhio ad una infermiera

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail
8
Stampa
Una infermiera di 55 anni è stata ferocemente aggredita nella notte appena trascorsa nel Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli, nella zona collinare di Napoli.

Stando a quanto ricostruito è stata picchiata da quattro persone, familiari di una ragazza ricoverata, che l’hanno presa a calci e pugni e hanno tentato di cavarle un occhio.

La donna è stata salvata dall’intervento dei colleghi, successivamente sul posto sono arrivati i carabinieri che hanno identificato due dei responsabili; per loro si prospetta la denuncia per percosse e lesioni.

L’aggressione è avvenuta intorno alle 2 del 5 dicembre. Il motivo sarebbe nel tempo di attesa per le cure di una ragazza, che era stata portata al Pronto Soccorso perché lamentava dei dolori al petto.

L’infermiera è stata aggredita dai genitori della ventenne e da altre due persone che erano con loro; si tratterebbe di altri familiari, ma su questo aspetto sono ancora in corso indagini. L’hanno presa a calci e pugni, non si sono fermati nemmeno quando la 55enne è caduta a terra, colpendola ripetutamente anche al volto e, come raccontato dai colleghi che sono intervenuti in sua difesa, hanno anche tentato di ferirla a un occhio.

Subito dopo l’aggressione i responsabili si sono dileguati, i carabinieri sono arrivati pochi minuti dopo. La vittima ha raccontato che qualche ora prima dell’aggressione c’era stata già una accesa discussione con i parenti della ragazza, che si erano lamentati ritenendo che i sanitari non stessero facendo abbastanza e che i tempi di attesa fossero troppo lunghi. Refertata nello stesso Pronto Soccorso, l’infermiera è stata giudicata guaribile nel giro di dieci giorni.

Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli in merito all’aggressione di questa notte

«Quanto avvenuto stanotte è di una gravità inaudita. Un episodio inqualificabile che non può e non deve restare impunito. Alla nostra infermiera e alla sua famiglia va la solidarietà dell’intera Azienda Ospedaliera.

Siamo pronti a costituirci Parte Civile e decisi a fare quanto in nostro potere per far sì che gli autori di questa violenza siano individuati e perseguiti. La sicurezza dei nostri operatori è da sempre una priorità assoluta, un obiettivo che perseguiamo tramite il servizio di vigilanza provata, ma anche di concerto con le forze dell’ordine».

 

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail

8 COMMENTI

  1. ma a napoli? impossibile? io non sono per niente d’accordo sul fatto di creare un muro di 40 metri tutto intorno alla città e di sparare a vista chi esce. mi sembra poco ci vorrebbe di più.

  2. Siete la vergogna della Campania e del Sud, per colpa di questa feccia noi tutti siamo visti con sospetto quando siamo al Nord. Gomorra poi ha fatto il resto.

  3. Ma al l’infermiera però l’hanno refertata subito e con solo dieci gg di prognosi, quindi non grave, invece la 20 enne stava al pronto soccorso in attesa di essere visitata da ore avendo dolori al petto quindi sospetto infarto,valutiamo anche questo. Ionon sto giustificando la “violenza” sto constatando che al pronto soccorso si muore però per tutti gli scienziati è normale. Si chiama pronto soccorso ma di pronto non c’è niente.

  4. Queste cose succedono in tutto il mondo!! Subito date addosso ai napoletani!! Ma avere proprio un odio verso questa gente!!
    Modestamente vi ricordo che Napoli è la capitale culturale d’Italia! Li’ la prima metropolitana, il primo ospedale, i più grandi uomini di cinema, teatro e musica, la migliore classe forense etc. ect!! Vi basta? Fate silenzio, per favore.

  5. Ti voglio rispondere con giudizio e non ricadendo nella solita polemica. Dici che Napoli è la capitale della cultura d’Italia. Ma quando? Chi l’ha detto? Chi si è arrecato il diritto di eleggere Napoli capitale? Non mi risulta che sia così. VI ostinate tanto a difenderla quando è una comunissima città con aspetti positivi ed altri negativi come QUALSIASI altra citta d’Italia. Rapportando alla campania mi sai spiegare come mai la maggior parte delle cose negative avvengono lì? Non parlo solo di camorra e criminalità varia, mi riferisco a episodi legati alla normalità. Hanno fatto assembramenti priama dopo e durante la pandemia. Siamo diventati regione rossa. Morto maradona altri assembramenti. L’abbiamo fatti noi salernitani questi continui assembramenti? Forse ma in minoranza rispetto a voi. Citi “napoli il primo ospedale”, dall’articolo che abbiamo letto avrai la risposta a quanto hai affermato.

Commenta

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente. I commenti di questo blog non sono moderati nella fase di inserimento, ma Salernonotizie si riserva la facoltà di cancellare immediatamente contenuti illegali, offensivi, pornografici, osceni, diffamatori o discriminanti. Per la rimozione immediata di commenti non adeguati contattare la redazione 360935513 – salernonotizie@gmail.com Salernonotizie.it non e’ in alcun modo responsabile del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità. Salernonotizie.it si riserva la possibilità di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP del computer da cui vengono inseriti i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Salernonotizie.it non è responsabile del contenuto dei commenti agli articoli inseriti dagli utenti. Gli utenti inviando il loro commento accettano in pieno tutte le note di questo documento e dichiarano altresì di aver preso visione e accettato le Policy sulla Privacy.