Bonus Irpef da 480 euro, attesa la conferma nella Legge di bilancio: a chi spetta

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La nuova detrazione fa parte del cosiddetto trattamento integrativo al reddito (T.i.r.), introdotto dal decreto n.3/2020 sulla riduzione del cuneo fiscale. Spetta ai lavoratori che percepiscono un reddito da lavoro dipendente o assimilato compreso tra i 28mila e i 40mila euro. La nuova legge di Bilancio, ancora in attesa del via libero definitivo, dovrebbe dare l’ok alla sua erogazione.

Bonus Irpef 480 euro: a chi spetta

Ma chi può ricevere il bonus Irpef di 480 euro a fine dicembre? Come riporta Quifinanza.it, i beneficiari sono i lavorati dipendenti, mentre sono esclusi coloro ricevono pensioni e assegni con una tassazione differente. Niente liquidità ulteriore nemmeno per chi già riceve dei sussidi statali come il reddito di cittadinanza e altri aiuti che il governo ha fornito per far fronte alla crisi economica innescata dal Covid–19.

Bonus Irpef 480 euro: in cosa consiste

Dallo scorso luglio è stato introdotto un nuovo taglio del cuneo fiscale che prevede un trattamento integrativo consistente in un bonus di 100 euro mensili che sostituisce (aumentandolo) il precedente bonus Irpef (quello introdotto dal governo Renzi, pari a 80 euro).

Nello specifico, è stato riconosciuto un importo di 600 euro per l’anno 2020 (dal 1° luglio) e pari a 1.200 euro a decorrere dal 2021, se il reddito complessivo non è superiore a 28 mila euro.

I sostituti d’imposta riconoscono in via automatica il trattamento integrativo, che consiste in una detrazione dall’imposta lorda di un importo pari:

480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35 mila euro, diminuito del reddito complessivo, e 7 mila euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28 mila euro ma non a 35 mila euro;

480 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35 mila euro ma non a 40 mila euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40 mila euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5 mila euro.

Come evitare la restituzione del bonus fiscale

Per non correre il rischio di dover restituire il bonus, nelle situazioni incerte e per chi è in bilico tra il superare il reddito complessivo e il rientrare nei termini, il consiglio è di rinunciare al bonus. In questo modo si aspetta di sapere a quanto ammonta l’effettivo reddito complessivo, evitando spettanze mensili non dovute da dover restituire tutte insieme.

 

Natale, “centri commerciali perderanno 75% fatturato, siamo disperati”

“A dicembre l’anno scorso abbiamo aperto 30 giorni quest’anno quest’anno solo 13 giorni, quindi un terzo e tenendo conto che sabato e domenica sono i giorni nei quali si vende di più, dire che perderemo il 75% dei fatturati è una stima ottimistica”. Ad affermarlo all’Adnkronos è Roberto Zoia, presidente Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali (Cncc) lanciando un vero e proprio allarme sulle perdite che deriveranno per le chiusure dei centri commerciali nei fine settimana e non solo.

Infatti, sottolinea Zoia, “siccome l’ultimo Dpcm parla non di week end ma di festivi e prefestivi, questa settimana abbiamo tenuto aperto solo tre giorni perché il 7 era prefestivo e l’8 festivo”.

Ma al danno economico, secondo Zoia, si aggiunge anche un danno sanitario per la gente “perché non potendo fare shopping per diversi giorni nei centri commerciali poi le persone si riversano negli altri giorni, come è accaduto mercoledì scorso. Per non parlare degli assembramenti che si verificano nei centri città nei vari negozi e quindi così si mette a repentaglio la salute dei cittadini. A nostro parere quindi questi provvedimenti del governo sono sbagliati sia sotto il profilo economico ma anche sanitario”.

“A repentaglio comunque è la vita anche di molte aziende – prosegue Zoia – dicembre infatti vale il doppio di un mese normale, e poi moltissime aziende soprattutto piccole stanno soffrendo perché hanno acquistato la merce e pagato l’Iva contando di vendere a dicembre. E poi articoli di abbigliamento e da regalo per Natale non è che si venderanno a Natale. E’ un dramma” si sfoga il rappresentante di questo settore del commercio retail. “Siamo disperati, ricevo telefonate di aziende familiari che non ce la fanno, ad esempio franchising di alcune catene note, in cui lavora marito, moglie e figli e si ritrovano con reddito zero e debiti da pagafre”.

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