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Cava, il comune si candida ad assegnare beni confiscati alle mafie a fini sociali

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Il comune di Cava de’Tirreni ha aderito all’Avviso pubblico indizione di un’istruttoria pubblica finalizzata all’individuazione di enti e associazioni cui assegnare, a titolo gratuito, ai sensi del codice antimafia, di beni immobili confiscati in via definitiva, per la loro destinazione a finalità sociali, pubblicato dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità.

L’Agenzia è un ente con personalità giuridica di diritto pubblico, dotata di autonomia organizzativa e contabile ed è posta sotto la vigilanza del Ministro dell’interno.

Tale organismo ha indetto un’istruttoria pubblica finalizzata all’individuazione di Enti e Associazioni del privato sociale cui assegnare, a titolo gratuito, immobili confiscati in via definitiva affinché siano destinati a finalità sociali.

Il bene confiscato in questione è situato nell’area industriale adiacente al Cimitero comunale ed è costituito da un complesso unitario, formato da  n.  4 abitazioni ndipendenti e da n. 8 immobili destinati ad uso produttivo. Tra i fabbricati è presente  un  ampio  piazzale  e nelle immediate vicinanze del complesso sono altresì presenti terreni agricoli.

Sono quattro le candidature avanzate dal comune di Cava de’Tirreni e tra queste l’Agenzia individuerà quella ritenuta valida all’assegnazione del bene confiscato ubicato sul territorio comunale.

Di seguito le candidature

1) Cooperativa sociale La Città della Luna

Il Progetto Selene si prefigge lo scopo di destinare il bene confiscato ad un gruppo di convivenza per adulti (massimo sei) area salute mentale, attraverso il sistema dei Progetti Terapeutico Riabilitativi Individuali sostenuti da Budget di Salute (P.T.R.I. /B.d.S.). Si tratta di percorsi abilitativi volti a soddisfare bisogni socio-sanitari complessi, indirizzati a cittadini/utenti che richiedono prestazioni a elevata integrazione sanitaria.

Il progetto mira al riconoscimento dei diritti della persona ed al superamento di condizioni di isolamento ed emarginazione o scarsa autonomia, realizzando effettivi percorsi di inclusione.

2) Fondazione Casamica onlus

La proposta progettuale sarà destinata a persone adulte con sofferenza psichica, a minori e adulti con autismo e consiste nel destinare ii complesso dei beni confiscati alla realizzazione di una rete di luoghi e spazi residenziali, semi­ residenziali, terapeutici/riabilitativi, di socialita, di apprendimento, di accompagnamento e di inserimento al lavoro, al fine di promuovere e concretizzare ii diritto a una vita indipendente, all’inclusione sociale delle persone con disabilita e disagio psichico e ii riconoscimento delle persone disabili in quanta persone adulte e portatrici di esigenze di autonomia ed autodeterminazioni.

3) Consorzio cooperativa sociale La Rada

Realizzazione di una Strutture Intermedia Residenziali per Minori a Intensità Variabile (SIRMIV) sul territorio del comune di Cava de’ Tirreni.

L’idea è quella di attivare una struttura residenziale per minori compresi nella fascia di età 14-17 anni con problemi di comorbilità. Vale a dire la coesistenza, nel medesimo individuo, di un disturbo dovuto al consumo di sostanze psicoattive ed un altro disturbo psichiatrico.

L’idea è quella di utilizzare l’unità abitativa per realizzare una SIRMIV da far autorizzare e accreditare dalla ASL Salerno per 10 posti letto. Da un lato si punta a prevenire i “fattori di rischio”, a potenziare i “fattori protettivi” e sviluppare le capacità di coping e resilienza del giovane, combinando gli elementi del trattamento del disturbo psichiatrico e di quello dell’uso di sostanze psicoattive; dall’altro si intende sviluppare il lavoro con le famiglie e la rete sociale, come strumento indispensabile per la prevenzione e la cura.

 

4) Associazione “La Tenda Centro di Solidarietà ONLUS”

 

“Borgo dell’Amicizia e della Solidarietà”– L’idea  è  incentrata  sulla promozione dell’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati  e/o ad alto rischio di esclusione dal Mercato del Lavoro, che rappresenta una delle maggiori emergenze sociali dei nostri tempi, resa ancor più drammatica  dalla pandemia in corso; dall’altro, sull’offerta di servizi di  accoglienza  anche  residenziale  rivolta  ad  alcune  fasce  deboli  e/o  che  vivono  –  anche temporaneamente  –  situazioni di disagio: si tratta, in particolare, di  ragazzi che, avendo raggiunto la  maggiore  età,  terminano  il  periodo  di  accoglienza  in  Case  Famiglia  o  Comunità  Alloggio,  manecessitano  di  sperimentarsi  in  situazioni  di  semi-autonomia,  soggetti  fragili  e  soli  con  disagio

abitativo, donne  e madri  con bambini  in difficoltà,  persone con disabilità  anche  psichica,  soggetti che hanno positivamente concluso percorsi riabilitativi dalla dipendenza senza punti di riferimento familiare.

“I beni confiscati alla criminalità organizzata – spiega Annetta Altobello, assessore alle Politiche sociali ed ai Beni comuni, – rappresentano per il territorio una potenziale risorsa dal punto di vista economico, in quanto consentono di creare opportunità di lavoro, di rispondere ai bisogni di fasce svantaggiate, di fornire servizi e attività utili per i cittadini, ma svolgono anche un ruolo fortemente simbolico. La concreta restituzione alla società civile di un bene confiscato non può prescindere da una gestione efficiente del bene stesso e dalla compiuta realizzazione di attività progettuali in grado di incidere positivamente sul tessuto sociale ed economico.Per questo motivo abbiamo accolto favorevolmente le proposte che ci sono pervenute che vanno ad incidere qualitativamente nell’ambito dei servizi sociali nei confronti di fasce della popolazione particolarmente bisognose di interventi”.

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