Natale in zona rossa: trattative in corso sui giorni del lockdown in tutta Italia

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Nuovo vertice tra il premier Conte e i capi delegazione di maggioranza sulla stretta anti-Covid di Natale. E’ presente anche la delegazione di Italia Viva che partecipa all’incontro a palazzo Chigi con i capigruppo Davide Faraone e Maria Elena Boschi, le ministre Elena Bonetti e Teresa Bellanova, il presidente Iv, Ettore Rosato, e Matteo Renzi.

Al vaglio del vertice di maggioranza ci sarà la possibilità di porre tutta l’Italia in zona rossa dalla Vigilia di Natale fino alla Befana o al 3 gennaio o, in alternativa, di chiudere solo nei giorni festivi e prefestivi dello stesso periodo.

Nel pomeriggio si è svolta una seduta interlocutoria della Conferenza Stato-Regioni tenuta in videoconferenza dal ministro Boccia. L’incontro in pratica ha rimandato alle decisioni da prendere nel vertice con i capi delegazione.

Consiglio dei ministri domani alle 18 Una riunione del Consiglio dei ministri è prevista per domani alle 18. Sul tavolo potrebbe esserci anche la discussione delle nuove misure restrittive che si applicheranno nei giorni delle festività natalizie se dovesse andare a buon fine l’incontro di questa sera di Conte con i capi delegazione.

Boccia: “Ristori certi e tempestivi per chiusure di Natale” Le restrizioni per il periodo di Natale saranno accompagnate da “da ristori certi che vareremo tempestivamente”. Lo ha garantito il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia nel corso della riunione con Regioni, Province e Comuni. Il ministri riconvocherà domani gli enti locali dopo l’incontro tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione per illustrare le misure che verranno decise.

Fontana: “Il governo non ha ancora chiarito la proposta”  “Abbiamo avuto una riunione che però è stata anche questa interlocutoria. Il Governo non ha ancora chiarito quale sarà la proposta. Lo farà domani tra mezzogiorno e le 3, quindi domani capiremo”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in merito al confronto di questo pomeriggio tra Regioni e Governo sulle ulteriori restrizioni anti-Covid nel periodo natalizio. “Quello che come presidenti del centrodestra abbiamo richiesto – ha aggiunto Fontana – è che ci siano certezze, che ci siano  i ristori e che siano effettivi per tutte le categorie che subiranno dei danni da questa situazione”.

Toti: “Non capisco, ma mi adeguo” Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, avverte che “se il Governo deciderà la zona rossa per tutta Italia a Natale, necessariamente ci adegueremo, però ritengo che sia un’ingiustizia, è ingiusto cambiare le regole in modo ulteriormente restrittivo anche là dove se ne potrebbe fare a meno”.

Favorevole Fugatti Il presidente della provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha invece comunicato alla sua Aula che “i ministri hanno anticipato l’orientamento del governo, che è quello di dichiarare zona rossa tutto il territorio nazionale a partire dalla vigilia di Natale. Fugatti ha detto anche che “gran parte delle regioni si sono dette d’accordo e alcune hanno suggerito di anticipare di qualche giorno, senza attendere la vigilia di Natale”.

Zaia anticipa tutti Chiusura dei confini comunali dalle 14 nel periodo compreso tra il 19 dicembre e il 6 gennaio: questo il cuore dell’ordinanza anticipata dal presidente della Regione, Luca Zaia. “Siamo arrivati a giovedì, non è ben chiaro cosa accadrà” a livello nazionale. “Davanti ad una incertezza che oggi è palpabile circa la misura a livello nazionale” occorre “prendere questo provvedimento”, ha spiegato il governatore. “Il grande tema è di regolamentare i flussi tra i territori comunali. E’ una sorta di zona arancione ‘ridotta’ – ha detto Zaia – perché dà la concessione fino alle 14” di muoversi tra i Comuni. Zaia ha spiegato che sono poi previste deroghe agli spostamenti (dopo le 14) legati, ad esempio, a motivi di salute, di necessità e di lavoro. Questo provvedimento “mantiene inalterate tutte le attività produttive e commerciali. Ma dalle 14 si lavora solo con i cittadini della propria città”.

Giani: “Sulle misure decide il governo” Il governatore della Toscana, Eugenio Giani dichiara: “Ritengo che le cose debbano essere fatte per gradi. Ad oggi il governo, che è competente, e diventa colui che non condivide con altri, lo abbiamo visto anche per quello che è accaduto in questi due mesi, nel momento in cui va a prendere provvedimenti sia sulle differenziazioni di regioni, sia provvedimenti che valgono su tutto il territorio nazionale come quelli che si prefigurano per Natale, è particolarmente attento, ha una capacità decisionale che è propria dello stesso governo”.

Fedriga: “Alle chiusure si fronteggi con i risarcimenti” Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: “Con quella posizione responsabile che abbiamo sempre tenuto noi Regioni abbiamo detto che se il Governo ritiene indispensabile procedere a nuove chiusure, a queste devono corrispondere dei risarcimenti, non li chiamo neanche ristori; risarcimenti totali per questo periodo”. In alternativa, ha osservato, “molte attività non riapriranno più. Avremo una platea di persone, attività produttive, professionisti che non pagherà più le tasse perché non avrà più la propria attività. Anche questo vuol dire saldo di finanza pubblica. Su questo è necessario intervenire”.

De Luca apre un nuovo fronte sul Recovery Quella del Recovery fund “è una sfida decisiva per il Mezzogiorno. Se applicano le percentuali di distribuzione delle risorse tra Centro, Nord e Sud consumeranno un furto sulla pelle del Mezzogiorno di 40 miliardi di euro. Noi ci giochiamo il futuro di una intera generazione di giovani meridionali. I fondi europei sono destinati soprattutto a recuperare il divario tra Nord e Sud e quindi è doppiamente vergognoso che il governo proponga una suddivisione con il 34% al Sud e il resto al Centro-Nord. Avrò un incontro con i governatori delle Regioni del Sud (previsto per oggi e spostato a domani, ndr) e chiederemo un incontro al presidente del Consiglio per avere un riequilibrio”. Così il governatore campano, Vincenzo De Luca.

Crisanti: “No a spostamenti e cenoni” “Allungare l’orario dei negozi per diluire il flusso e evitare lo spostamento tra regioni e festeggiamenti, occasioni conviviali con più gruppi familiari, queste sono le cose più pericolose”. Lo ha detto Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova, a Radio 24. “Regole da zona rossa per tutta Italia – ha aggiunto – Se il valore è quello della salute umana e di risparmiare vite, dobbiamo cogliere l’opportunità del Natale per ottenere questo risultato, con le scuole chiuse e le attività produttive ridotte si tratta di un’occasione unica che non compromette l’economia, con un piccolo sacrificio si può raggiungere l’obiettivo”.

Miozzo: “Riaprire le scuole il 7 gennaio” “Il 7 gennaio dobbiamo tornare a scuola. Sempre se saremo abbastanza prudenti durante le vacanze di Natale. La scuola deve tornare a essere un imperativo culturale sociale ed economico di questo Paese. È vero che il rischio zero non esiste, ma a scuola c’e’ un rischio controllato. Un rischio accettabile”. Lo ha detto il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo. “Stiamo chiedendo qualcosa che in altre parti del mondo è una priorità e che evidentemente questo Paese, culturalmente, non ha”.

“Questo tsunami ha investito due istituzioni deboli del nostro Paese: scuola e sanità – ha osservato il coordinatore del Cts -. Stiamo facendo una guerra con un esercito debole. Per decenni abbiamo dimenticato di investire. Ora come Comitato scientifico stiamo lottando per dire che il rischio è esterno e non interno alla scuola”.

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