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Federmoda Confcommercio: “No a nuove restrizioni”

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“Ci risiamo, il governo pensa ad una nuova stretta e ad essere colpito come sempre, in questi ultimi mesi, è il commercio”.

E’ l’atto di accusa del presidente di Federmoda Confcommercio Roberta Bacarelli. “Dopo aver imposto la chiusura dei negozi di abbigliamento, calzature, gioiellerie, senza una logica plausibile spiega – aver sacrificato il più fruttuoso giorno dell’anno, il 24 dicembre, averci spinto a giocare al gioco dell’oca i primi giorni di gennaio danneggiando inesorabilmente la festività dell’Epifania e i primi giorni dei saldi, ora l’idea geniale del governo è quella di stringere ancora, penalizzando per l’ennesima volta il commercio solo su alcune, inspiegabili, categorie!”

“Istituire nuove restrizioni sull’intera area nazionale nei fine settimana – sottolinea – è il colpo di grazia che un comparto già tanto penalizzato non potrebbe sopportare! La politica delle mezze misure non ha dato risultati apprezzabili sul fronte del contenimento.

Il governo prenda esempio da quei paesi che hanno dato veramente sostegno alle imprese durante i periodi di chiusura. Siamo stati massacrati, in cambio abbiamo avuto ristori ridicoli, non mi stancherò di dire che le nostre aziende sono al collasso, gridi di disperazione, giungono tutti i giorni al nostro direttivo. Basta con queste misure mortificanti, il governo sappia prendere decisioni coraggiose e non sulla pelle di “alcuni”.

Non siamo più disposti a subire, il nostro futuro è incerto e la luce in fondo al tunnel sempre più lontana. Non sappiamo come e cosa programmare, se investire o restare fermi, se mettere il personale in cassa integrazione o continuare a lottare per le nostre aziende che però non sono più “nostre” ma di un governo che gioca sulla nostra pelle, sulle nostre vite.

Chiediamo a gran voce di essere ascoltati, il nostro comparto non può reggere a questa ulteriore nuova stretta. Si abbia il coraggio di prendere decisioni coraggiose per far si che i contagi diminuiscano seriamente. Si aiutino le categorie con ristori da sopravvivenza e non da fame, allora forse si potrà guardare ai prossimi mesi in zona gialla (non dimentichiamo anche l’aiuto del vaccino).

Diversamente non siamo disposti ad essere l’agnello sacrificale di un governo che – conclude Bacarelli – sta dimostrando incompetenza imprenditoriale, punendo uno dei settori più martorizzati degli ultimi anni”.

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