Il rider rapinato a Napoli lavorava con lo scooter della figlia

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Emergono sempre più dettagli sulla vicenda di Gianni, il rider di 50 anni picchiato e rapinato del motorino mentre faceva le consegne su Calata Capodichino, a Napoli. Le immagini dell’aggressione e della rapina del mezzo, diffuse su internet da un residente che ha assistito a tutta la scena, hanno sconvolto per la brutalità della rapina stessa, compiuta da sei persone a volto coperto che non hanno avuto scrupoli ed anzi gli si sono scagliati contro con particolare efferatezza. Una rapina avvenuta nella serata di ieri, sabato 2 gennaio, ma il cui video è stato diffuso solo oggi, 24 ore dopo.

Gianni, questo il nome del 50enne, non si è però perso d’animo. Neppure il pestaggio e la rapina del motorino lo hanno fermato: l’uomo, infatti, dopo aver fatto denuncia al commissariato di Secondigliano, ha preso l’automobile del titolare ed ha ripreso a fare le consegne.

Una tenacia che già dal video si evinceva, con l’uomo che ha disperatamente lottato in ogni modo per difendere il motorino, e che solo la forza prevaricante di sei persone, unite contro di lui, alla fine ha avuto la meglio. Ma l’uomo, pur con tutte le botte prese, ha ripreso a fare le consegne, per guadagnarsi ancora una volta il pane.

L’altro aspetto riguarda lo stesso Gianni: il 50enne infatti è un disoccupato napoletano che utilizzava il motorino della figlia per fare le consegne. E che ora chiede giustizia. “Non me ne frega del mezzo”, ma chiede che venga fatta giustizia e che le forze dell’ordine li trovino.

Quello che gli è capitato, infatti, può accadere praticamente a chiunque. Gianni, come ricostruito da Fanpage.it, in passato aveva lavorato all’Auchan, nel reparto macelleria, ma poi per tagli fu licenziato. Il motorino su cui faceva le consegne era un regalo per i 18 anni della figlia. In Rete è anche nata una raccolta fondi per ricomprargli un motorino, che in pochi minuti ha superato i seimila euro.

 

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8 COMMENTI

  1. Speriamo che tutti questi vili vigliacchi delinquenti che si mettono in tanti contro uno,a breve possano fare una brutta fine,anche se il futuro loro e sicuramente corto,ma la brutta fine la devono fare chi li difende e sia i loro familiari,unici artefici di questa educazione delinquenzale,aspettiamo queste liste notizie

  2. Si vedono le targhe dei motorini quindi li possono arrestare. Fateci spere quando succederà e fateci sapere quanto tempo staranno in galera (se li metterannno in galera perché ho qualche dubbio )

  3. PECCATO CHE IL POVERO RIDER NON AVESSE CON SE UNA BELLA MAGNUM 44 CON 6 COLPI IN CANNA………

  4. Questi non so ne essere umani né animali ma merda di fogne li vorrei vedere uno contro uno cosa fanno parlare coi genitori e sentire ma un bravo ragazzo ora gli farei pagare i danni e lavori forzati stando in galera in isolamento peggio degli assini

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