In area arancione 5 regioni: Calabria, Emilia, Lombardia, Sicilia e Veneto

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Il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà in serata una nuova ordinanza che sarà in vigore da domenica 10 fino a venerdì 15 gennaio, data in cui scadrà il Dpcm. Eventuali proroghe verranno valutate con il nuovo decreto

Il governatore Giovanni Toti ha fatto sapere che la Liguria sarà in zona gialla “da lunedì 11 fino a domenica 17”. “Precauzionalmente, al fine di non peggiorare una situazione ancora fragile e instabile, uniformandoci alle regioni che ci circondano, abbiamo deciso che da lunedì 11, e per una settimana, gli studenti delle scuole secondarie superiori non rientreranno ancora in aula ma proseguiranno nella modalità della didattica a distanza”, ha aggiunto

Secondo la bozza del monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Iss, relativo al periodo 15-28 dicembre 2020, “si osserva un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese” e l’indice di trasmissibilità Rt è pari a 1,03, in aumento da quattro settimane e sopra 1 per la prima volta dopo sei settimane

In base all’ultimo monitoraggio Iss, sono 10 le regioni con Rt a 1 o sopra 1. Quelle con il valore dell’Rt puntuale più alto sono Lombardia e Molise (entrambe a 1.27), seguite dalla Calabria (1.14)

Seguono Valle d’Aosta (1.07), Emilia Romagna (1.05), Sicilia (1.04). Poi Sardegna e Liguria (1.02 entrambe), Umbria (1.01) e Puglia a 1. La provincia autonoma di Bolzano (0.81), la Basilicata e la Campania (0.83) sono le tre con il valore più basso

Fino al 15 gennaio, quindi, non dovrebbero esserci regioni in zona rossa

“Siamo preoccupati per l’attuale andamento della curva dei contagi in Sicilia, per questo abbiamo chiesto al ministro Speranza, che ringrazio, di anticipare di almeno una settimana il provvedimento di istituzione della zona arancione per la Sicilia”, ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci. “Nonostante l’indice Rt dell’Isola non prevedesse questa classificazione, con grande senso di responsabilità abbiamo previsto misure più stringenti”, ha aggiunto

Oltre al monitoraggio Iss, un ulteriore campanello d’allarme è arrivato dall’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali: 9 regioni hanno superato la soglia di allerta (30%) per i posti occupati in terapia intensiva: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Bolzano, Trento, Puglia e Veneto

Sempre 9 sono le regioni, secondo i dati Agenas aggiornati al 6 gennaio, in cui invece è stata superata la soglia d’allerta del 40% dei posti nei reparti ospedalieri: si tratta di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Bolzano, Trento e Veneto

Un altro dato fondamentale è quello relativo all’incidenza dei casi sul totale della popolazione. L’ultimo monitoraggio Iss, dopo alcune settimane di diminuzione, mostra un aumento dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni (313,28 per 100.000 abitanti 21/12/2020-03/01/2021 contro 305,47 per 100.000 abitanti 14/12/2020 – 27/12/2020)

Dati che, in ogni caso, sono ben lontani da quei 50 casi ogni 100mila abitanti che sono la soglia limite per il ripristino del contact tracing. Nel monitoraggio si evidenzia, in particolare, il persistente valore elevato di questo indicatore nel Veneto (927,36 per 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni)

Tutto il Paese, intanto, rimane arancione per il fine settimana: non ci si potrà spostare fuori dal proprio comune di residenza, salvo da quelli con popolazione non superiore ai 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia

Saranno chiusi i bar e i ristoranti, mentre restano aperti i negozi e sarà possibile andare una sola volta al giorno a trovare amici e parenti, nel limite di due persone (oltre ai minori di 14 ann) e nell’ambito del proprio comune

Per evitare che vengano aggirati i divieti, il capo della Polizia Franco Gabrielli ha dato disposizioni affinché ci siano “articolati e mirati servizi” di controllo lungo le principali strade e i nodi di trasporto

Da lunedì, invece, con il ritorno al sistema delle fasce, si comincerà a lavorare al nuovo Dpcm, anche se l’impostazione è già chiara ed è quella di prorogare la maggior parte delle restrizioni fino al 31 gennaio

Dovrebbe essere confermato il divieto di spostamento tra le regioni e il coprifuoco alle 22, così come la chiusura alle 18 dei bar e ristoranti nelle zona gialle. Non è ancora definito, invece, se rimarrà o meno la deroga per fare visita a parenti e amici

Dovrebbero rimanere ancora chiuse palestre e piscine. Di quest’ultimo aspetto si parlerà probabilmente nella prossima riunione del Cts e l’ipotesi è quella di agganciare aperture e chiusure al sistema delle fasce di rischio

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1 COMMENTO

  1. dati confortanti e de luca chiude, poveri baristi e ristoratori sono destinati a chiudere. faccia controlli serrati e sanzioni pesantissime per i trasgressori come revoca della licenza e multe salatissime. ma è più facile chiudere tutto chi se ne frega.

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