Prof. salernitani contro il Tar: “Continuare Dad, in classe solo dopo il vaccino”

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Dopo i provvedimenti del Tar Campania che, tra ieri e oggi, hanno stabilito il ritorno in presenza delle scuole elementari e medie e, dal 1 febbraio, anche delle superiori, alcuni docenti salernitani stanno valutando la possibilità di presentare un ricorso al Consiglio di Stato. I docenti chiedono di essere vaccinati prima del rientro in presenza perché “il diritto alla salute nella gerarchia valoriale viene prima del diritto all’istruzione”.
«Vorremmo tornare alla didattica in presenza solo dopo il vaccino. Non si tratta di essere Sì Dad o No Dad, si tratta di essere ragionevoli». E’ chiara la professoressa Pina Masturzo, docente di italiano e latino al liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Salerno. «Se la scuola in presenza è un servizio essenziale consentiteci di lavorare in sicurezza vaccinandoci». L’appello alla ragionevolezza si estende anche agli orari: «E’ insensato pensare che studenti di liceo possano entrare in classe alle 10 e uscire alle 16. Molto meglio la dad in un orario consono poiché consente il giusto tempo da dedicare al pranzo, al riposo e allo studio. Con gli orari proposti i ragazzi non riusciranno a studiare nei tempi necessari, soprattutto gli studenti delle ultime classi che dovranno affrontare l’ esame di Stato. Il problema si aggraverebbe per i numerosi studenti pendolari. Senza parlare dei problemi di orario dei docenti, soprattutto quelli impiegati su cattedre orario esterne e, quindi su più scuole».

Articolo di Ornella Trotta

Fonte Corriere del Mezzogiorno

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14 COMMENTI

  1. Vergogna!! Prendete lo stipendio senza far nulla da un anno e vi permettete di chiedere altro tempo sprecato a casa con la scusa del Covid!! Vi metterei subito a mezzo stipendio, cosi’ vedete come chiedono di tornare in fretta e furia a scuola!! Facile parlare quando si ha lo stipendio sicuro al calduccio delle proprie case!! Ditelo ai ristoratori!! Che fanno, aspettano prima che si vaccinano i clienti? Ridicoli e totalmente menefreghisti nei confronti dei ragazzi che stanno subendo gravi danni psicologici!!!

  2. Siete, come al solito, degli scansafatiche secolari. Fedeli al patto “mi paghi poco e poco faccio”. Siete una vergogna

  3. Eccolo sono venuti allo scoperto. Solo a loro fa comodo la DAD. Ormai si sono abituati a lavorare stando a casa.

  4. I prof in dad lavorano lo stesso… Non è che fare didattica a distanza voglia dire stare a casa a cazzeggiare

  5. se si lavora in smart working è moderno, se si lavora con la DAD si ruba lo stipendio. Bel modo di ragionare

  6. Ma se siete i primi a non fare un cazzo che la maggior parte di voi consente agli alunni in dad di poter stare con la webcam spenta e loro stanno nel letto col pigiama a dormire accendono l’audio e rispondono solo;

  7. Lavorare in DAD e con lo smart working significa lavorare almeno 12 ore al giorno. Bisogna adeguare lo stipendio, altrimenti stacco la connessione quando finisce il mio orario di lavoro.

  8. Evidentemente i commentatori denigratori dei docenti non hanno mai lavorato in smart working.
    Un’altissima percentuale di professori si collega quotidianamente con gli studenti ed è disponibile quasi 24h. ore al giorno per delucidazioni, chiarimenti o anche supporto psicologico e riunioni organizzative on line, chiedetelo a loro se si lavora o no a distanza?
    Buona parte dei docenti siamo anche genitori con dei figli studenti e mai avremmo piacere che i nostri figli non avessero maestri scrupolosi.
    Se a lavorare da casa è un impiegato di banca o un ufficio amministrativo nessuno gli dice che ruba lo stipendio come mai?
    Sfatiamo questo luogo comune generalizzato.
    Forse chi giudica in questo modo una categoria di professionisti della formazione si sarebbe comportato in questa maniera?

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