Covid e PA, un profluvio di norme (di Tony Ardito)

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail
0
Stampa
La pandemia ha provocato un’autentica esplosione di produzione normativa: tra circolari, ordinanze, decreti, Dpcm, leggi, linee guida sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, eccetera, sono 450 le misure legislative approvate a livello nazionale in poco meno di un anno.

L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre Cgia stima che in Italia vi siano 160.000 norme, di cui 71.000 promulgate a livello centrale e le rimanenti a livello regionale e locale. In Francia sono 7.000; 5.500 in Germania e 3.000 nel Regno Unito.

Un fiume in piena di disposizioni, composto da migliaia di pagine che ha travolto tutti: cittadini, lavoratori e imprese, creando non pochi problemi interpretativi, soprattutto ai piccoli imprenditori che si stanno ancora districando tra un groviglio di disposizioni legislative, sovente in contraddizione fra loro e in costante cambiamento, perché in buona parte correlate al colore della regione di appartenenza.

L’ufficio studi della prestigiosa organizzazione veneziana ha tenuto a precisare che tra le 450 norme conteggiate non sono incluse le faq del Governo e gli accorgimenti normativi anti-Covid che, sempre in questo periodo, son stati approvati anche dalle Regioni e dagli Enti locali.

Una iperproduzione determinata dai 29 decreti legge approvati dal Governo sino ad ora; dai 23 Dpcm firmati dal presidente del Consiglio e dalle 14 leggi approvate dal Parlamento.

Intendiamoci, la gravità della situazione ha imposto al legislatore di mettere in campo importanti misure a tutela della salute, disposizioni urgenti per fronteggiare i rischi sanitari e interventi a favore del lavoro e delle imprese.

La Cgia chiosa con una provocazione: se il virus fosse allergico alle normative prodotte dalla nostra burocrazia, molto probabilmente sarebbe scomparso da tempo, invece sia la crisi sanitaria che quella economica non accennano a diminuire.

C’è da rilevare che la Pubblica Amministrazione è stata inflessibile quando ha imposto le limitazioni alla mobilità e le chiusure ai bar, ai ristoranti e ai negozi; di contro, ha mostrato lacune ed inefficienze quando è stata chiamata a riorganizzare i propri servizi per far fronte alla diffusione del virus.

Si pensi, ad esempio, alla tracciabilità dei contagiati – vedi il sostanziale flop dell’app Immuni – il mancato potenziamento della medicina territoriale, il fallito tentativo di tornare tutti a scuola e l’incapacità di mettere a punto un serio piano di rilancio del trasporto pubblico locale

di Tony Ardito

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail

Commenta

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente. I commenti di questo blog non sono moderati nella fase di inserimento, ma Salernonotizie si riserva la facoltà di cancellare immediatamente contenuti illegali, offensivi, pornografici, osceni, diffamatori o discriminanti. Per la rimozione immediata di commenti non adeguati contattare la redazione 360935513 – salernonotizie@gmail.com Salernonotizie.it non e’ in alcun modo responsabile del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità. Salernonotizie.it si riserva la possibilità di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP del computer da cui vengono inseriti i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Salernonotizie.it non è responsabile del contenuto dei commenti agli articoli inseriti dagli utenti. Gli utenti inviando il loro commento accettano in pieno tutte le note di questo documento e dichiarano altresì di aver preso visione e accettato le Policy sulla Privacy.