Valle dell’Angelo il Comune più piccolo della Campania: i dati Istat

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Valle dell’Angelo nel salernitano è il Comune più piccolo della Campania con 224 abitanti.

Il comune con il tasso di occupazione più elevato è Positano (51,3%), in provincia di Salerno, che è anche quello con il tasso di disoccupazione più basso (6,1%). Da notare che, dei primi cinque comuni con il tasso di occupazione più elevato, quattro – Positano, Ravello, Amalfi, Conca dei Marini – sono sulla costiera amalfitana e il quinto – Anacapri – nella vicina isola di Capri. Di questi, solo Anacapri conta più di cinquemila residenti.

Tra il 1951 e il 2019, la popolazione aumenta anche nelle province di Salerno (+245 mila residenti) e Caserta (+312 mila) che è l’unica a presentare una crescita sistematica di popolazione. L’avellinese e il beneventano, invece, sono interessati da un processo di spopolamento che si interrompe soltanto tra il 1981 e il 1991.

Nel 2019, la provincia di Avellino conta 83 mila residenti in meno rispetto al 1951 (tasso medio annuo -2,7‰) e 19 mila in meno rispetto al 2011 (-5,6‰ tasso medio annuo); in quella di Benevento il saldo negativo è di 61 mila residenti rispetto al 1951 (-2,3‰ tasso medio annuo) e di 13 mila rispetto al 2011 (tasso medio annuo -5,6‰).

Oltre la metà degli stranieri (127.803, pari al 50,2% del totale) si concentra nella provincia di Napoli, poco più di un quinto nella provincia di Salerno (55.266, 21,7%) e poco meno di un quinto in quella di Caserta (48.205 unità, 18,9%).

Sono alcuni dati del Censimento permanente della popolazione in Campania (Prima diffusione dei dati definitivi 2018 e 2019).

Nel dettaglio leggiamo:

Nel corso del 2018 e del 2019 l’Istat ha svolto le prime due rilevazioni del Censimento permanente della popolazione previsto dall’art. 3 della legge 221/2012. La realizzazione del censimento ha comportato un radicale cambiamento di strategia rispetto alla rilevazione diretta, esaustiva e a cadenza decennale su tutti gli individui e tutte le famiglie che ha caratterizzato i censimenti fino al 2011. Il nuovo censimento si basa, infatti, sulla combinazione di rilevazioni campionarie e dati di fonte amministrativa trattati statisticamente, è realizzato ogni anno ed è inserito all’interno del Sistema Integrato dei Registri statistici gestito dall’Istat.

I dati resi disponibili riguardano gli anni 2018-2019 e sono stati ottenuti attraverso due indagini annuali sul territorio (una basata sulle liste anagrafiche e l’altra su un campione areale d’indirizzi), condotte su un campione di circa 2.800 comuni (di cui circa 1.100 coinvolti ogni anno e circa 1.700 che effettuano le rilevazioni con rotazione annuale). A queste indagini si affianca l’utilizzo di numerose fonti amministrative integrate, finalizzato al consolidamento dei risultati annuali riferiti alla totalità dei comuni italiani.

Tutti i dati dettagliati a livello di singolo comune sono consultabili, dal 15 dicembre 2020, su tre piattaforme caratterizzate da diverse funzionalità e contenuti:

– Data Warehouse tematico dei Censimenti permanenti (raggiungibile al link: http://dati-censimentipermanenti.istat.it/). Sono disponibili i dati per gli anni 2018 e 2019; le tabelle sono personalizzabili ed esportabili in formato .xls e .csv.

– Data Browser (link: http://esploradati.censimentopopolazione.istat.it/). Sono disponibili i dati in formato tabellare, sotto forma di grafici e mappe. I dati, riferiti agli anni 2018, 2019 e alla serie storica 1951-2011 (riportata ai confini territoriali del 2019) sono navigabili e visualizzabili per territorio e per tema ed esportabili in formato .csv.

– Mappe GIS (http://gis.censimentopopolazione.istat.it/). Sono disponibili elaborazioni cartografiche interattive per la popolazione residente in serie storica 1951-2019.

Di seguito viene riportata una breve presentazione dei risultati delle rilevazioni svolte in Campania nel 2018 e nel 2019.

Sintesi dei principali risultati

– La popolazione censita in Campania al 31 dicembre 2019 ammonta a 5.712.143 unità con una riduzione di 28.148 abitanti (-4,9 per mille) rispetto all’anno precedente e di 54.667 abitanti (-1,2 per mille in media ogni anno) rispetto al Censimento 2011.

– Rispetto al 2011, i residenti diminuiscono in tutte le province con l’eccezione di Caserta. La riduzione è maggiore a Benevento e Avellino (-5,6 per mille in media annua). Più del 50% dei residenti è concentrato nella provincia di Napoli dove si contano 2.574 abitanti per km2.

– Il comune più popoloso è Napoli con 949 mila abitanti, quello più piccolo è Valle dell’Angelo, in provincia di Salerno, con 224 abitanti.

– La struttura per genere della popolazione residente si caratterizza per una maggiore presenza di donne, che sono 2.927.527, il 51,3% del totale.

– L’età media è 42,5 anni contro i 45,2 dell’Italia. Il confronto con i dati del Censimento 2011 evidenzia un progressivo invecchiamento della popolazione, con ritmi superiori alla media nazionale. Tutte le classi di età sotto i 50 anni vedono diminuire il proprio peso relativo rispetto al 2011.

– Il comune più giovane è Orta di Atella, in provincia di Caserta, con una età media di 35,3 anni; quello più vecchio è Castelvetere in Val Fortore, in provincia di Benevento, dove l’età media è pari a 56,4 anni.

– Nel periodo 2011-2019 la popolazione di cittadinanza straniera è aumentata del 7% in media ogni anno. I cittadini stranieri risultano in crescita in tutte le province, con punte più elevate a Napoli (+7,7% in media annua) e Benevento (+7,2%).

– L’età media degli stranieri è più bassa di 6,6 anni rispetto a quella degli italiani (36,2 anni contro 42,8 nel 2019). Tra gli stranieri, l’indice di dipendenza, ovvero la quota di popolazione in età non lavorativa (con meno di 15 anni o con 65 anni e più) rispetto alle persone in età da lavoro (15-64 anni) è pari al 21,5%, mentre tra gli italiani è il 52,1%. Se ci si limita alla componente a carico in età 65 e più i precedenti valori sono, rispettivamente, 4,9% e 30,4%.

– Anche la popolazione straniera è sottoposta a un processo di invecchiamento, con un aumento dell’incidenza della popolazione di 50 anni e più, che passa dal 16,6% del 2011 al 22,8% del 2019.

– Nel 2019, circa la metà (47,3%) degli stranieri residenti in Campania proviene dall’Europa, il 23,7% è originario di un paese africano mentre i cittadini di Asia e America rappresentano, rispettivamente, il 24,6% e il 4,4% del totale. I cittadini ucraini sono il 16,3% del totale degli stranieri residenti e costituiscono la comunità straniera più numerosa, seguiti da rumeni (16,1%) e marocchini (8,8%).

– Il rapporto di genere nella popolazione straniera è eterogeneo rispetto alle varie provenienze. L’incidenza della popolazione femminile prevale tra coloro che provengono da altri paesi europei (71,9%) e tra i latinoamericani (70,0%).

– Il 33,4% della popolazione con 9 anni è più ha un diploma di scuola secondaria di secondo grado o di qualifica professionale, il 16,1% la licenza elementare e il 32,4% la licenza di scuola media. Le persone con un titolo terziario e superiore sono il 12,6%.

– Rispetto al 2011, è quasi dimezzata la presenza degli analfabeti (dal 2% all’1,1%) e sono diminuiti gli alfabeti privi di titolo di studio (dal 5,8% al 4,5%). Le persone con un titolo universitario e superiore sono aumentate dal 10,3% al 12,6%.

– Tra la popolazione residente di 15 anni e più le forze di lavoro sono 2,3 milioni, 146 mila in più rispetto al 2011 (+6,7%). L’incremento delle persone attive sul mercato del lavoro è dovuto alla crescita degli occupati (+9,2%), soprattutto fra le donne (+12,3%). In calo, invece, il numero delle persone in cerca di occupazione, nel 2019 sono 484 mila, 7 mila in meno rispetto al precedente censimento (-1,5%).

– Il tasso di attività[1] è pari al 47,2%, 5 punti percentuali sotto il corrispondente valore dell’Italia; gli occupati rappresentano il 37,3% della popolazione di 15 anni e più contro il 45,6% della media nazionale. Sensibilmente più elevato, invece, il tasso di disoccupazione (20,9% Campania e 13,1% Italia).

– Il mercato del lavoro presenta un forte squilibro di genere. Il tasso di occupazione maschile è al 48,8%, oltre venti punti più elevato di quello femminile; il tasso di disoccupazione è pari al 18,2% e al 25,3%, rispettivamente per uomini e donne.

La popolazione residente al 2018 e 2019

Distribuzione territoriale e confronti con i censimenti passati

Al 31 dicembre 2018, data di riferimento della prima edizione del Censimento permanente della popolazione, la popolazione censita in Campania ammonta a 5.740.291 unità; un anno dopo il censimento ha rilevato nella regione 5.712.143 residenti. Al netto degli aggiustamenti statistici derivanti dalla nuova metodologia di calcolo[2], i dati censuari registrano, anche per la popolazione campana, la perdita di capacità di crescita per effetto della riduzione della natalità.

Negli ultimi 20 anni, il saldo positivo del bilancio naturale, che in passato aveva consentito la crescita della popolazione pur in presenza di consistenti flussi di emigrazione, si è progressivamente ridotto, fino a cambiare di segno a partire dal 2014.

Tra il 1951 e il 1981 i residenti in Campania sono aumentati di oltre 1 milione, con un tasso di incremento medio annuo (+7,7‰) di due punti superiore alla media nazionale; nei trent’anni successivi il tasso di crescita si riduce considerevolmente (+1,8‰), allineandosi alla media nazionale (+1,7‰). Negli ultimi otto anni, invece, a fronte della sostanziale stazionarietà della popolazione italiana (+0,4‰), la popolazione campana si riduce di 55 mila unità (-1,2‰).

La distribuzione territoriale della popolazione evidenzia un significativo squilibrio tra l’area della pianura e della costa campana, in cui si rilevano i più elevati valori di densità di popolazione, e le zone interne, sempre più colpite dallo spopolamento. Nei 92 comuni della provincia di Napoli[1], che coprono appena l’8,6% della superficie regionale, si concentra più della metà della popolazione. I residenti nelle province di Avellino e Benevento che, insieme, coprono più di un terzo del territorio, sono appena il 12% della popolazione della regione. La provincia di Salerno pesa per il 36,2% in termini di superficie e per il 18,9% in termini di popolazione.

La distribuzione territoriale della popolazione evidenzia un significativo squilibrio tra l’area della pianura e della costa campana, in cui si rilevano i più elevati valori di densità di popolazione, e le zone interne, sempre più colpite dallo spopolamento. Nei 92 comuni della provincia di Napoli[1], che coprono appena l’8,6% della superficie regionale, si concentra più della metà della popolazione. I residenti nelle province di Avellino e Benevento che, insieme, coprono più di un terzo del territorio, sono appena il 12% della popolazione della regione. La provincia di Salerno pesa per il 36,2% in termini di superficie e per il 18,9% in termini di popolazione.

 

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1 COMMENTO

  1. A Valle dell’Angelo gli abitanti sono di meno perché ci sono finte residenze per piaceri politici …

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